Ostia, il murale di Moby Dick abbatte i muri: arte e mare si incontrano sul lungomare
Di Maria Grazia Stella il 10/05/2026
Sul lungomare Paolo Toscanelli nasce un’opera potente e simbolica dello street artist Moby Dick: uomini che abbattono un muro per restituire la vista del mare. Un messaggio forte per la città e per il futuro del litorale. Ma il murale è già stato vandalizzato

Ostia (Rm) - “Abbattiamo tutti i muri, apriamo la visuale alle spiagge e al mare, riconnettiamoci con la natura”.
E' un messaggio diretto, quasi un manifesto, quello che campeggia sul lungomare di Ostia, dove lo street artist Moby Dick ha realizzato un murale destinato a far discutere e riflettere.
L’opera, dipinta su una parete dell’ex Ufficio Tecnico del Municipio X sul lungomare Paolo Toscanelli, rappresenta degli uomini, in tuta e cappuccio, intenti ad abbattere un alto muro. Oltre lo squarcio, emerge la figura di una grande balena che affiora dal mare: libera, potente, simbolo di un rapporto ritrovato tra città e natura.
Un’opera simbolo per il mare di Roma
Il murale nasce su impulso dell’associazione Mare Libero, impegnata da anni nella battaglia per l’accesso pubblico alle spiagge e la libera fruizione del litorale.
Con il via libera del Municipio X e l’autorizzazione della Sovrintendenza Capitolina, l’opera è diventata in pochi giorni un simbolo visivo di una battaglia più ampia: quella per abbattere non solo muri fisici, ma anche barriere culturali e sociali che separano i cittadini dal mare.
Moby Dick: l’arte come attivismo
Dietro la firma Moby Dick si cela Marco Tarascio, artista romano e responsabile per l’Italia delle arti visive di Sea Shepherd Italia, realtà internazionale impegnata nella difesa degli ecosistemi marini.
La sua arte è riconoscibile: animali imponenti, colori intensi e messaggi chiari. Balene, squali, tigri ed elefanti diventano protagonisti di murales che non sono solo decorazione urbana, ma veri e propri atti di denuncia.
“Voglio essere un megafono per dar voce agli animali”, ha più volte dichiarato l’artista, che ha trasformato le città in tele per raccontare la fragilità del pianeta e delle specie minacciate.
Un linguaggio diretto che parla a tutti
Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Roma, Moby Dick ha trovato nella street art il suo linguaggio più efficace: immediato, visivo, impossibile da ignorare.
Le sue opere, realizzate anche in contesti internazionali, raccontano una militanza ecologista che passa attraverso l’impatto visivo e l’emozione. Ogni murale è un invito a guardare oltre, a interrogarsi, a cambiare prospettiva.
A Ostia, la balena che emerge oltre il muro diventa metafora di un mare che chiede di essere restituito alla città, visibile e accessibile.
Il vandalismo e il ritorno dell’artista
Ma a pochi giorni dalla realizzazione, l’opera è già stata imbrattata.
A darne notizia è Danilo Ruggiero, presidente di Mare Libero, che parla di “una ragazzata. Forse”. Un gesto che non cancella il significato del murale, ma ne evidenzia, paradossalmente, la forza e l’impatto.
Nei prossimi giorni, Moby Dick tornerà a Ostia per ripristinare l’opera danneggiata, restituendo alla città quel messaggio che non vuole essere messo a tacere.
Oltre il muro: una città che guarda il suo mare
Il murale di Ostia non è solo un’opera d’arte urbana. E' una dichiarazione, un invito, una visione.
Abbattere i muri significa restituire il mare ai cittadini, ma anche ricostruire un legame con la natura troppo spesso dimenticato.
E in quel varco aperto sulla parete, dove una balena emerge libera, c’è forse l’immagine più potente: quella di una città che prova a riconnettersi con il proprio orizzonte.
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