Via libera al progetto sostenuto dai lifeguard: si apre alla prospettiva dell’internalizzazione del servizio. Un passaggio decisivo per il litorale romano

Ostia (Rm) - Quella del 19 marzo al Municipio X potrebbe rappresentare una data spartiacque per il futuro della sicurezza sulle spiagge del litorale romano. Nel Parlamentino lidense è stato infatti approvato il Piano Collettivo di Salvataggio, un documento atteso e discusso da tempo che punta a ridefinire l’organizzazione del servizio di assistenza ai bagnanti.

Alla seduta ha partecipato anche una delegazione della Sezione Lifeguards Italiani – Formiana APS, presente con i propri rappresentanti nazionali e territoriali, intervenuti per portare all’attenzione dell’aula le criticità e le prospettive del settore.

Il contributo dei lifeguard e il confronto in aula

Il dibattito ha visto uno dei momenti più significativi nell’intervento del referente nazionale Massimo Treglia, che ha illustrato con chiarezza la situazione del litorale romano, evidenziando problemi concreti e non più rinviabili.

Nel corso della discussione è stato ribadito come l’associazione operi esclusivamente per la tutela dei bagnini, per il miglioramento delle condizioni di lavoro e per la sicurezza dei cittadini, mantenendo una posizione autonoma rispetto a logiche politiche o di categoria.

Il confronto iniziale, caratterizzato anche da momenti di tensione, si è progressivamente trasformato in un dialogo costruttivo, riportando l’attenzione sui contenuti e sulle soluzioni operative.

Presenti in aula, per i lifeguard, Massimo Treglia, referente nazionale, Alessandro Rocca,  delegato Litorale Romano e Lazio, e Mattia La Rocca, delegato Giovani. 

Presenti in aula, per i lifeguard,oltre a Massimo Treglia, referente nazionale, Alessandro Rocca,  delegato Litorale Romano e Lazio, e Mattia La Rocca, delegato Giovani. 

L’approvazione del piano e la sintesi politica

Grazie a un lavoro di mediazione e al contributo trasversale delle forze politiche, il documento è stato rielaborato, integrato e infine approvato.

Un risultato che segna un punto di equilibrio tra le diverse posizioni e che dimostra come, su temi legati alla sicurezza e ai servizi essenziali, sia possibile superare le divisioni politiche per arrivare a una sintesi condivisa.

La novità: verso l’internalizzazione del servizio

L’elemento più rilevante emerso durante la seduta riguarda l’introduzione della possibilità di internalizzare il servizio di salvataggio.

Una prospettiva che, se concretizzata, aprirebbe alla possibilità per i bagnini di essere direttamente assunti dal Comune di Roma, superando un modello organizzativo che negli anni ha mostrato limiti e criticità.

Si tratta di un passaggio che, fino a poco tempo fa, appariva soltanto teorico e che ora entra invece nel campo delle ipotesi concrete.

Il percorso continua: istituzioni e tavoli tecnici

L’approvazione del piano non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase. Sono già stati richiesti ulteriori incontri con Roma Capitale e con gli enti coinvolti, tra cui la Capitaneria di Porto e l’Ispettorato del Lavoro, per definire nel dettaglio l’applicazione del progetto.

Il confronto si concentrerà su aspetti fondamentali come l’organizzazione del servizio, l’inquadramento contrattuale e le tutele per i lavoratori.

Un segnale per il settore

Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti dei lifeguard, che hanno sottolineato il valore del risultato raggiunto, ringraziando la consigliera proponente Sara Adriani, il presidente della Commissione e tutti i consiglieri per il contributo fornito.

In un settore spesso segnato da incertezze e divisioni, l’approvazione del Piano Collettivo di Salvataggio viene letta come un segnale concreto.

Un primo passo, forse decisivo, verso un modello più strutturato, stabile e capace di garantire sicurezza ai cittadini e dignità a chi ogni giorno presidia il mare.

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