Ostia, bagnini del litorale romano: “Incertezza totale sul lavoro, servono risposte immediate”
Di Maria Grazia Stella il 17/03/2026
A poche settimane dall’avvio della stagione balneare restano dubbi su assunzioni, postazioni e gestione del servizio di salvamento. L’appello: “Aprire un confronto con le istituzioni”
Ostia (Rm) - Con l’avvicinarsi della stagione balneare, sul litorale romano cresce la preoccupazione tra gli operatori del settore. A Ostia e lungo tutta la costa, i bagnini denunciano una situazione di incertezza diffusa che riguarda sia il futuro occupazionale sia l’organizzazione del servizio di salvataggio.
A farsi portavoce del malessere è Alessandro Rocca, delegato per il Litorale Romano e il Lazio della sezione Lifeguards Italiani, che segnala come, a oggi, molti addetti al salvamento non abbiano ancora ricevuto indicazioni chiare sul proprio impiego per la prossima estate.
Lavoro incerto e mancanza di programmazione
Secondo quanto riferito, una parte significativa dei bagnini non sa ancora se lavorerà, dove sarà assegnata o con quali modalità verrà impiegata.
Il quadro appare frammentato: da un lato ci sono operatori che hanno già definito accordi, dall’altro molti che non conoscono né la propria destinazione né i tempi di attivazione del servizio. Una situazione che, a poche settimane dall’inizio della stagione, rischia di compromettere la pianificazione del lavoro e l’efficienza complessiva del sistema di salvamento.
I nodi irrisolti: spiagge libere e stabilimenti chiusi
Le criticità riguardano in particolare alcune aree sensibili del litorale. Restano infatti senza risposte le questioni legate ai bagnini impiegati negli anni passati sulle spiagge libere, soprattutto nelle zone limitrofe al porto di Ostia, così come il destino di chi lavorava negli stabilimenti attualmente chiusi o sottoposti a provvedimenti.
Non è ancora chiaro se il servizio verrà affidato tramite bandi pubblici oppure attraverso società di gestione, né quali saranno i tempi e la durata degli eventuali incarichi.
A queste incognite si aggiunge il tema della copertura delle postazioni di salvamento: resta da capire se tutte le torrette previste saranno effettivamente operative, comprese quelle nelle aree di Capocotta e dei cancelli, e chi garantirà il servizio nei casi di strutture non affidate o sotto sequestro, come nel caso del Quarto Cancello, dove sono previste quattro postazioni.
Sicurezza a rischio senza una rete organizzata
Le preoccupazioni non riguardano soltanto i lavoratori, ma investono direttamente anche la sicurezza dei bagnanti.
L’assenza di una programmazione chiara rischia infatti di tradursi in un servizio non uniforme o insufficiente, con possibili ripercussioni sulla vigilanza delle spiagge durante i mesi di maggiore affluenza.
Il presidio dei bagnini rappresenta un elemento fondamentale per la tutela della vita umana in mare, e qualsiasi ritardo organizzativo potrebbe incidere sulla capacità di risposta in situazioni di emergenza.
L’appello alle istituzioni: “Serve chiarezza”
Da qui la richiesta di un confronto immediato con le istituzioni. I rappresentanti della categoria chiedono al Comune di Roma e agli enti competenti di fornire indicazioni chiare sulla gestione del servizio di salvamento e sulle prospettive occupazionali.
L’obiettivo è arrivare all’inizio della stagione con un quadro definito, capace di garantire continuità lavorativa agli operatori e sicurezza ai cittadini.
Senza risposte rapide, il rischio è quello di affrontare l’estate con un sistema ancora incerto, in un territorio dove il mare rappresenta non solo una risorsa economica, ma anche uno spazio pubblico che richiede attenzione, organizzazione e responsabilità.

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