A pochi giorni dall’avvio della stagione balneare, gli assistenti bagnanti della Sezione Lifeguards Italiani denunciano una situazione definita “grave e pericolosa” lungo il litorale romano. Nel mirino carenza di presidi di salvataggio, spiagge non cardioprotette, mezzi inutilizzati e assenza di una pianificazione efficace per la sicurezza in mare

Ostia (Rm) - Il mare di Roma riparte tra ombrelloni aperti, stabilimenti in attività e migliaia di bagnanti pronti a tornare sulle spiagge. Ma dietro l’immagine della stagione balneare appena iniziata, emerge un allarme che riguarda uno degli aspetti più delicati dell’estate sul litorale: la sicurezza in mare.

A lanciarlo sono gli assistenti bagnanti della Sezione Lifeguards Italiani, che denunciano una situazione definita “improvvisata e incoerente” lungo il litorale di Ostia.

Secondo i lifeguards, interi tratti della costa romana sarebbero oggi privi di adeguati presidi di salvataggio, con mezzi inutilizzati, postazioni mancanti e gravi carenze nella cardioprotezione delle spiagge libere. Negli stabilimenti, in quelli aperti, la situazione è gestita in maniera diversa, ma è negli arenili pubblici che la situazione si fa preoccupante.

“Si parla di legalità, ma manca la sicurezza”

Nel mirino degli assistenti bagnanti finisce soprattutto quella che definiscono una contraddizione tra il tema della legalità amministrativa e la tutela concreta della vita umana in mare.

“Altro che legalità: sul litorale romano manca la sicurezza in mare”, denuncia Alessandro Rocca, esponente della Sezione Lifeguards Italiani, commentando la situazione emersa all’inizio della stagione balneare.

Rocca richiama anche un recente approfondimento pubblicato da LabUr – Laboratorio di Urbanistica
, ritenuto dagli assistenti bagnanti una fotografia fedele dello stato attuale del litorale romano.

“Da una parte si parla continuamente di legalità, controlli, chiusure, sequestri e demolizioni. Dall’altra viene completamente meno quella che dovrebbe essere la prima forma di legalità da garantire: la sicurezza pubblica”, afferma Rocca.

Per i lifeguards, infatti, il servizio di salvamento non rappresenta un elemento accessorio, ma un obbligo essenziale legato alla tutela della vita umana.

Spiagge senza cardioprotezione e mezzi inutilizzati

Il quadro descritto dagli assistenti bagnanti è particolarmente duro.

Secondo la denuncia, molte spiagge del litorale romano sarebbero oggi prive di adeguata cardioprotezione e di continuità nei servizi di sorveglianza. A questo si aggiungerebbero pattini di salvataggio lasciati inutilizzati nei depositi, attrezzature degradate e una drastica riduzione dei presidi operativi lungo la costa.

Oggi il litorale romano appare abbandonato”, sostengono i lifeguards.

Una situazione che, secondo gli operatori del settore, rischierebbe di diventare ancora più critica con l’aumento delle presenze turistiche e delle temperature nelle prossime settimane.

“Il mare non aspetta la burocrazia”

Particolarmente severa anche la riflessione sul tema del primo soccorso e dell’intervento immediato in caso di emergenza.

Gli assistenti bagnanti evidenziano come il fattore tempo rappresenti spesso la differenza tra la vita e la morte in caso di annegamento o arresto cardiaco.

“Il mare non aspetta la burocrazia. Un arresto cardiaco non aspetta i tempi della politica. Un annegamento non guarda le conferenze stampa”, dichiarano.

Parole che trasformano la denuncia in un appello diretto alle istituzioni affinché venga affrontato con urgenza il tema della sicurezza balneare sul Mare di Roma.

La richiesta: più presidi e pianificazione seria

Secondo la Sezione Lifeguards Italiani, il problema non riguarda soltanto la carenza numerica di bagnini, ma soprattutto l’assenza di una pianificazione strutturata e coordinata della sicurezza sul litorale.

Gli operatori chiedono una gestione più organica dei servizi di salvamento, investimenti nelle attrezzature e una rete efficiente di cardioprotezione lungo le spiagge.

“Continueremo a denunciare ogni mancanza e ogni ritardo che possa mettere a rischio vite umane”, affermano gli assistenti bagnanti.

Perché la sicurezza non può essere uno slogan. E la legalità non può avere due pesi e due misure”.

Un’estate che riapre il tema della sicurezza sul litorale

Con l’avvio della stagione balneare, il tema della sicurezza torna così al centro del dibattito sul futuro del litorale romano.

Ostia e il mare di Roma si preparano ad accogliere migliaia di persone tra residenti, turisti e lavoratori stagionali, nonostante quest'anno, secondo alcune stime, se ne perderanno molti a causa dei sequestri e delle chiusure di lidi, spiagge attrezzate e chioschi. Ma insieme alle questioni legate a concessioni, stabilimenti e gestione delle spiagge, riemerge una domanda fondamentale: quanto è realmente sicuro il litorale per chi ogni giorno vive il mare?

Una domanda che, alla luce delle denunce dei lifeguards, rischia di accompagnare tutta l’estate romana.