Metromare, il Comitato Pendolari chiede di rivedere il cantiere di Acilia: "Sicurezza e diritto alla mobilità possono convivere"
Di Maria Grazia Stella il 25/06/2026
Dal 1° luglio al 4 settembre previsti pesanti disagi per i viaggiatori a causa dei lavori nella stazione di Acilia. Dopo l'incontro con Regione Lazio e Astral, il Comitato Pendolari sollecita un riesame dell'organizzazione del cantiere, chiedendo maggiore confronto, trasparenza e soluzioni alternative per limitare l'impatto sul servizio ferroviario
Ostia (Rm) - I lavori programmati alla stazione di Acilia, destinati a modificare profondamente il servizio della Metromare per oltre due mesi, continuano a far discutere. A pochi giorni dall'avvio del cantiere, previsto dal 1° luglio al 4 settembre, il Comitato Pendolari della Roma-Lido torna a chiedere una revisione delle modalità organizzative dell'intervento, sostenendo che la sicurezza dei lavori e il diritto alla mobilità dei cittadini possano essere garantiti contemporaneamente.
La posizione del Comitato arriva dopo il confronto svoltosi il 23 giugno con Regione Lazio, Astral S.p.A. e i tecnici incaricati del progetto.
Pur prendendo atto delle motivazioni legate alla sicurezza illustrate dal gestore dell'infrastruttura, i rappresentanti dei pendolari hanno trasmesso osservazioni e controdeduzioni agli enti competenti, chiedendo un riesame del piano predisposto.
"Non contestiamo i lavori, ma le modalità"
Il Comitato chiarisce fin da subito di non mettere in discussione la necessità dell'intervento né l'importanza di garantire condizioni di sicurezza per lavoratori e utenti.
"Non contestiamo la necessità di garantire la sicurezza di lavoratori e viaggiatori – spiegano i rappresentanti dei pendolari – ma riteniamo indispensabile verificare se la chiusura parziale del servizio sia realmente l'unica soluzione possibile".
Secondo il Comitato, prima di procedere con limitazioni così rilevanti al servizio ferroviario sarebbe stato opportuno approfondire soluzioni organizzative differenti, capaci di ridurre l'impatto sui migliaia di pendolari che ogni giorno utilizzano la Metromare per raggiungere Roma.
"Mancato il confronto con il territorio"
Uno dei principali rilievi riguarda il metodo con cui è stata comunicata la riorganizzazione del servizio.
Il Comitato evidenzia come le decisioni siano state assunte senza un preventivo coinvolgimento delle rappresentanze dei pendolari e dei quartieri interessati.
Secondo i rappresentanti degli utenti, interventi destinati a incidere in modo significativo sulla mobilità quotidiana dovrebbero essere accompagnati da un confronto preventivo con il territorio, così da condividere criticità, esigenze e possibili soluzioni prima dell'avvio dei cantieri.
Il nodo della sicurezza e gli esempi degli altri cantieri
Un secondo punto sollevato riguarda gli aspetti tecnici dell'intervento.
Il Comitato chiede infatti chiarimenti sulle ragioni che impedirebbero di adottare modalità operative analoghe a quelle utilizzate in altri cantieri della stessa linea ferroviaria, dove i lavori sono stati eseguiti mantenendo comunque attivo il servizio ai passeggeri.
Tra gli esempi richiamati figurano gli interventi nelle stazioni di Mezzocammino, Giardino di Roma, Acilia Sud-Dragona e Tor di Valle, che, secondo il Comitato, dimostrerebbero come sia possibile conciliare l'esecuzione dei lavori con la continuità del servizio ferroviario attraverso una diversa organizzazione delle attività.
Le richieste rivolte a Regione Lazio e Astral
Nel documento trasmesso a Regione Lazio e Astral, il Comitato Pendolari chiede innanzitutto di verificare la possibilità di adottare soluzioni tecniche alternative che consentano di evitare o ridurre la chiusura del servizio ferroviario, aprendo al tempo stesso un confronto sulle modalità di gestione del cantiere. Qualora le limitazioni al traffico ferroviario dovessero essere confermate, i rappresentanti dei pendolari sollecitano l'attivazione di un servizio navetta realmente adeguato alle esigenze dell'utenza e la predisposizione di un piano di comunicazione chiaro, tempestivo e capillare, affinché i viaggiatori possano essere informati con largo anticipo sulle modifiche al servizio e sugli eventuali percorsi alternativi.
Attenzione anche alle ore serali
Particolare preoccupazione viene espressa anche per la gestione della mobilità nelle fasce serali.
Secondo il Comitato, sarà necessario valutare con attenzione i collegamenti verso le stazioni alternative indicate durante il periodo dei lavori, considerando le difficoltà legate alla disponibilità di parcheggi, all'accessibilità e all'integrazione con il trasporto pubblico locale.
Aspetti che, se non adeguatamente affrontati, rischiano di aggravare ulteriormente il disagio per chi utilizza quotidianamente la linea ferroviaria.
"I lavori sono necessari, ma esistono alternative"
Il Comitato Pendolari ribadisce di riconoscere l'importanza del completamento dell'opera, ritenuta fondamentale per il miglioramento dell'infrastruttura ferroviaria.
Allo stesso tempo, però, sottolinea che il necessario ammodernamento non dovrebbe tradursi automaticamente in un ulteriore sacrificio per migliaia di utenti senza aver prima verificato tutte le possibili soluzioni organizzative.
"Il completamento dei lavori è necessario, ma non può tradursi in un ulteriore aggravio per migliaia di pendolari senza aver prima valutato tutte le soluzioni possibili. Chiediamo che sicurezza, efficienza del cantiere e diritto alla mobilità possano convivere".
Il messaggio con cui il Comitato conclude il proprio appello sintetizza la posizione dei pendolari: "Ci sono alternative".
L'invito del Comitato a Regione Lazio e Astral è dunque quello di riaprire il confronto prima dell'avvio di un cantiere destinato a incidere in modo significativo sulla mobilità del quadrante sud-occidentale della Capitale per tutta l'estate.

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