Furto di carburante sull’oleodotto Civitavecchia–Fiumicino, arrestati due moldavi
Di Maria Grazia Stella il 27/02/2026
Smantellata una rete clandestina: due arresti e una denuncia, cherosene per 100mila euro

Cerveteri (Rm) - Un colpo sofisticato e ad alto rischio ai danni di un’infrastruttura strategica: i Carabinieri hanno arrestato due cittadini moldavi e denunciato un terzo complice per il furto aggravato e continuato di cherosene dall’oleodotto Civitavecchia–Fiumicino. Il carburante sottratto, destinato al traffico illecito, avrebbe fruttato fino a 100mila euro ed era pronto per essere trasferito verso depositi clandestini nell’area di Ponte Galeria.
L’indagine che porta agli arresti
Un’indagine lunga e complessa, condotta dai Carabinieri della Stazione di Cerveteri, si è conclusa con l’arresto in flagranza di due cittadini moldavi e la denuncia a piede libero di un terzo complice. Le accuse sono pesanti: concorso in furto aggravato e continuato di cherosene, con l’aggravante della violenza sulle cose e dell’attacco a un’infrastruttura energetica di pubblica utilità.
La denuncia e i primi sospetti
Tutto ha preso avvio il 13 febbraio, quando la SO.DE.CO. Srl – società che gestisce l’oleodotto tra Civitavecchia e l’Aeroporto Leonardo da Vinci – ha segnalato anomalie e improvvisi cali di pressione lungo la condotta. I valori sospetti si concentravano in località Fosso Zambra, nell’agro di Cerveteri: un segnale inequivocabile di una manomissione in corso.
Un modus operandi ingegnoso e pericoloso
Le verifiche hanno svelato un sistema tanto elaborato quanto rischioso. La banda aveva fisicamente manomesso l’oleodotto installando un dispositivo meccanico capace di deviare il flusso di carburante per aeromobili. Da lì, una tubazione mineraria ad alta pressione, interrata per oltre 1 chilometro e 300 metri, convogliava il cherosene verso una maxi cisterna da 15.000 litri.
La cisterna fantasma nel rimorchio
Per eludere i controlli, la cisterna era stata occultata nel rimorchio telonato di un autoarticolato con targa polacca. Un espediente studiato per mimetizzare il carico e consentire il trasferimento del carburante rubato verso depositi clandestini individuati nella zona di Ponte Galeria, dove sarebbe poi iniziata la fase di “lavorazione” e smistamento.
Il valore del cherosene sottratto è stato stimato tra i 90.000 e i 100.000 euro.
Presi sul fatto
Il blitz decisivo è scattato nel tardo pomeriggio del 23 febbraio. I carabinieri hanno colto i malviventi in flagrante, mentre erano intenti a caricare illegalmente il combustibile dalla condotta alla cisterna. Un’azione rapida che ha impedito la dispersione del carburante e possibili conseguenze ambientali.
Sicurezza e sequestri
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è intervenuto anche il Corpo dei Vigili del Fuoco, chiamato a mettere in sicurezza la cisterna e l’area circostante. I militari hanno sequestrato il terreno utilizzato – risultato affittato a una società di trasporti locale – l’autoarticolato con circa 4.000 litri di cherosene già prelevati e l’intera tubazione abusiva collegata all’oleodotto.
Gli arrestati sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Civitavecchia.
Presunzione di innocenza
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
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