Fiumicino, polemica sull’intitolazione a Ramelli: Calicchio attacca la Giunta
Di Redazione il 01/05/2026
Il consigliere comunale critica la scelta dell’Amministrazione: “Decisione divisiva e senza confronto. Serve una memoria condivisa degli anni di piombo”
Fiumicino (Rm) - A Fiumicino si accende il dibattito politico sulla decisione di intitolare un parco di Isola Sacra a Sergio Ramelli, giovane ucciso nel 1975 durante gli anni di piombo.
Una scelta che, accompagnata da una cerimonia ufficiale alla presenza del sindaco, ha suscitato la dura reazione del consigliere comunale del Partito democratico Paolo Calicchio, che parla apertamente di un atto “poco democratico ed equo”.
“Manca il confronto, scelta calata dall’alto”
Nel mirino dell’esponente politico non c’è solo il merito della decisione, ma soprattutto il metodo.
Secondo Calicchio, infatti, l’intitolazione sarebbe stata approvata dalla Giunta senza un passaggio in Consiglio comunale, escludendo di fatto il dibattito pubblico e istituzionale su un tema così delicato.
“Un’assenza di confronto che dimostra – sostiene – una gestione poco partecipata delle scelte simboliche della città”.
Memoria sì, ma condivisa
Il punto centrale della critica riguarda però il significato politico e culturale dell’intitolazione.
Calicchio non contesta la commemorazione di Ramelli, ma chiede che venga inserita in un percorso più ampio e inclusivo, capace di ricordare tutte le vittime della violenza politica di quegli anni.
Tra i nomi citati, quelli di Walter Rossi e Roberto Scialabba, giovani uccisi in contesti analoghi ma appartenenti a schieramenti opposti.
“Solo così – afferma – si può parlare davvero di memoria democratica e di pacificazione”.
La proposta: una mozione per una memoria unitaria
Per tradurre questa visione in atto politico, il consigliere annuncia la presentazione di una mozione.
L’obiettivo è doppio: affiancare all’intitolazione a Ramelli quella di altre vittime oppure creare uno spazio dedicato a tutte le persone colpite dalla violenza degli anni di piombo, senza distinzione ideologica.
Un gesto che, nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare un segnale di maturità civile e superamento delle contrapposizioni.
Critiche più ampie all’azione amministrativa
L’intervento di Calicchio si allarga poi a una critica generale sull’operato dell’Amministrazione, accusata di privilegiare scelte simboliche divisive rispetto ai problemi concreti della città.
Dalle condizioni delle strade al traffico, fino alla sicurezza e ai servizi pubblici, il consigliere descrive un territorio in difficoltà, dove – a suo avviso – le priorità restano irrisolte.
Una ferita ancora aperta
A oltre cinquant’anni dagli anni di piombo, il tema della memoria continua a dividere.
La vicenda di Fiumicino dimostra quanto sia ancora complesso costruire una narrazione condivisa del passato, capace di unire anziché contrapporre.
La sfida, oggi, è trasformare il ricordo in uno strumento di coesione. Ma per farlo serve dialogo, confronto e una visione che guardi al futuro senza cancellare, né strumentalizzare, la storia.

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