La simulazione, organizzata da Prefettura e Polizia, ha coinvolto tutte le componenti operative dell’aeroporto. Nessun impatto sui voli

Fiumicino (Rm) – Un gruppo armato si è barricato oggi all'interno dello scalo di Fiumicino provocando ferimenti, vittime ed esplosioni. Un clima di terrore. Ma si è trattato di una simulazione per testare la capacità e la pronta reazione della squadra operativa all'aeroporto Leonardo da Vinci. Ma ecco che cosa è accaduto. 

L'esercitazione antiterrorismo e di protezione civile

Dalle prime ore della mattina di sabato 29 novembre, l’aeroporto internazionale “Leonardo da Vinci” è stato teatro di una vasta esercitazione antiterrorismo e di protezione civile, una delle più articolate degli ultimi anni. L’operazione, coordinata dalla Prefettura di Roma e dalla Polizia di Stato, ha visto in campo Aeroporti di Roma, Enac, Enav, Questura di Roma, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, Capitaneria di Porto, Commissariato di Fiumicino, Croce Rossa Italiana e Ares 118, in uno scenario che ha coinvolto l’intera macchina dei soccorsi.

La simulazione al Terminal 5, area separata dal traffico passeggeri

Le attività si sono svolte al Terminal 5, infrastruttura non utilizzata per l’imbarco dei passeggeri e dunque ideale per simulazioni su larga scala. L’intera esercitazione, programmata nell’ambito dei test periodici previsti dal Piano nazionale di sicurezza, si è protratta per l’intera giornata senza creare disagi ai viaggiatori né interferenze con decolli e atterraggi.

L’attacco simulato e le fasi operative. Giannini: “Un’attività complessa”

L’evento ha previsto lo scenario di un attacco terroristico con esplosioni, feriti e la presenza di un gruppo armato asserragliato all’interno dello scalo. Un contesto ad altissima criticità che ha messo alla prova sia la capacità di reazione immediata delle forze dell’ordine sia la rapidità del soccorso sanitario.

“Siamo qui per un ulteriore ciclo di esercitazioni: oggi simuliamo un attacco terroristico, un’attività complessa che prevede feriti, vittime e aggressori barricati. Dobbiamo testare sia la macchina dei soccorsi sia la capacità di reazione delle unità speciali” ha dichiarato il prefetto di Roma Lamberto Giannini poco prima dell’avvio dell’operazione.

Giannini ha ricordato come questa simulazione rappresenti la terza tappa di un percorso addestrativo iniziato con due esercitazioni: “Una esplosione a Tor di Quinto e un’altra in ambito ferroviario, su un treno notturno”.

Il valore del coordinamento: “Agire insieme fa la differenza”

Il prefetto ha sottolineato l’importanza della piena sinergia tra le forze impegnate:

“E' fondamentale lavorare nell’immediatezza, tra persone che si conoscono e che hanno già sperimentato scenari complessi. Questo affiatamento è un valore aggiunto, soprattutto nelle prime fasi dell’emergenza”.

Alla simulazione ha partecipato l’intera squadra del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, sanità militare, Polaria e personale di Aeroporti di Roma.

Le emergenze reali affrontate negli ultimi mesi

Giannini ha ricordato come le prove addestrative e la collaborazione tra le istituzioni si siano rivelate decisive in interventi reali avvenuti recentemente nella Capitale:

“Abbiamo gestito due grandissime emergenze: l’esplosione alla stazione di servizio e il crollo della Torre de’ Conti. Il lavoro svolto in precedenza ci ha aiutati molto. Prontezza, comunicazioni rapide e una squadra affiatata sono elementi fondamentali, che oggi testiamo di nuovo in uno scenario di minaccia terroristica”.