Civitavecchia, stop agli abusi: l’intervento della polizia mette fine alle presunte condotte di un insegnante
Di Maria Grazia Stella il 18/02/2026
Indagato per violenza sessuale aggravata ai danni di tre studentesse minorenni. Decisiva la collaborazione tra scuola e forze dell’ordine
Civitavecchia (Rm) - Un’indagine rapida e delicata, condotta dalla Polizia di Stato sotto il coordinamento della Procura di Civitavecchia, ha portato all’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di un professore accusato di reati a sfondo sessuale ai danni di tre alunne minorenni. Un’azione fondamentale che ha interrotto tempestivamente le presunte condotte e tutelato le vittime, riaffermando il ruolo centrale delle istituzioni nella protezione dei più fragili.
L’indagine e la misura cautelare
La Polizia di Stato ha dato esecuzione a una misura cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Civitavecchia nei confronti di un docente, ora gravemente indiziato del reato di violenza sessuale aggravata. Il provvedimento è stato richiesto dalla Procura al termine di accertamenti accurati e immediatamente eseguito dagli agenti del Commissariato di Civitavecchia.
Il ruolo decisivo della scuola e della Polizia
Determinante è stata la sinergia tra l’istituzione scolastica e le forze dell’ordine. Alcune studentesse di un istituto superiore della città portuale hanno trovato il coraggio di confidarsi con le insegnanti, segnalando presunti atteggiamenti a sfondo sessuale — non solo verbali — attribuiti al professore.
La segnalazione ha attivato un intervento immediato: la scuola si è rivolta al Commissariato di via della Vittoria, consentendo agli investigatori di avviare rapidamente le verifiche e interrompere sul nascere una situazione che, secondo l’ipotesi accusatoria, stava causando gravi danni alle giovani coinvolte.
Le audizioni protette e il quadro emerso
Sotto il coordinamento della Procura, la Polizia ha svolto una serie di accertamenti, tra cui audizioni protette delle ragazze, effettuate alla presenza di uno specialista incaricato dalla Magistratura. Un passaggio cruciale, pensato per tutelare le minori e garantire l’affidabilità delle dichiarazioni.
Dalle testimonianze raccolte sarebbe emerso un quadro che va oltre allusioni e doppi sensi: almeno tre studentesse avrebbero subito contatti fisici a carattere sessuale, condotte ritenute dagli inquirenti particolarmente gravi per il contesto scolastico e il rapporto di fiducia tradito.
Gli arresti domiciliari
Conclusa la fase investigativa, la Procura ha richiesto e ottenuto la misura cautelare degli arresti domiciliari, immediatamente eseguita dalla Polizia. L’indagato resta ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre prosegue l’iter processuale.
Tutela delle vittime e presidio di legalità
L’operazione rappresenta un intervento fondamentale di tutela nei confronti delle vittime e un segnale chiaro di presidio della legalità. La tempestività dell’azione investigativa ha evitato ulteriori presunti abusi, riaffermando che la scuola deve essere un luogo sicuro e protetto.
Presunzione di innocenza
Si precisa che il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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