Con l’arrivo della primavera aumenta la pesca di frodo lungo le coste laziali. La Guardia di Finanza intensifica i controlli: recuperate attrezzature illegali e liberati decine di polpi. Obiettivo: difendere ambiente e consumatori

Civitavecchia (Rm) – Con l’avvicinarsi della primavera, il mare entra in una delle sue fasi più delicate. E' il periodo della riproduzione per molte specie ittiche, che si avvicinano alla costa in cerca di fondali bassi dove deporre le uova.

Proprio questa vulnerabilità naturale diventa terreno fertile per le attività illegali. Ogni anno, infatti, si registra un aumento della pesca di frodo, con bracconieri pronti a sfruttare senza scrupoli questo momento cruciale del ciclo biologico marino.

Il business illegale del polpo

Nel mirino dei pescatori abusivi c’è soprattutto l’Octopus vulgaris, il polpo, tra i prodotti più richiesti e redditizi del mercato ittico, con prezzi che possono superare i 20 euro al chilo.

Per catturarlo, vengono posizionate sui fondali decine di trappole illegali, spesso prive di qualsiasi identificazione. Un sistema tanto semplice quanto devastante per l’equilibrio dell’ecosistema marino.

Il pattugliamento h24 delle Fiamme Gialle

A contrastare il fenomeno è il comparto Aeronavale della Guardia di Finanza di Civitavecchia, impegnato in un controllo continuo del litorale laziale e delle acque territoriali.

Un dispositivo capillare, attivo 24 ore su 24, che si avvale di mezzi navali e aerei per monitorare un’area marittima vastissima. L’obiettivo è chiaro: prevenire e reprimere ogni forma di illegalità in mare, dal bracconaggio ittico alle attività economiche sommerse.

L’operazione: individuate boe fantasma nella notte

E' proprio durante uno di questi pattugliamenti che è scattato l’intervento. Un velivolo della Sezione di Pratica di Mare, grazie a sofisticati sistemi di rilevamento, ha individuato alcune boe galleggianti sospette, prive di identificazione, a poca distanza dalla costa.

La segnalazione è stata immediatamente trasmessa a un’unità navale in servizio, che ha raggiunto la zona in tempi rapidi. Una volta sul posto, i militari hanno intercettato il sistema di pesca abusivo: un lungo filare di circa 500 metri, al quale erano collegate ben 80 trappole per polpi.

Sequestro e liberazione degli animali

L’attrezzatura è stata posta sotto sequestro. I polpi ancora intrappolati sono stati invece liberati e restituiti al mare, vivi.

Un intervento che ha evitato un danno immediato alla fauna marina e interrotto un’attività illegale destinata ad alimentare il mercato nero del pesce.

Non solo ambiente: rischi anche per i consumatori

Il contrasto alla pesca di frodo non riguarda soltanto la tutela dell’ecosistema. C’è anche un tema sanitario.

Il pescato illegale, infatti, finisce spesso sui banchi di pescherie compiacenti, aggirando completamente i controlli previsti dalla normativa sulla sicurezza alimentare. Un rischio concreto per la salute dei consumatori.

Tecnologia decisiva anche nei soccorsi

Gli stessi sistemi tecnologici che hanno permesso di individuare le boe nella notte si sono rivelati fondamentali anche in operazioni di soccorso.

E' grazie a queste strumentazioni, infatti, che il 17 marzo scorso è stata localizzata una persona scomparsa ai piedi del Monte Terminillo, individuando il segnale del suo telefono cellulare.

Un presidio costante di legalità

La presenza della Guardia di Finanza in mare è continua e capillare. Solo nel 2025 sono state effettuate 2.494 crociere operative, con una media di oltre sei missioni al giorno, senza interruzioni.

Un impegno costante che rappresenta un presidio di legalità a tutela non solo dell’ambiente, ma anche degli operatori onesti del settore ittico, penalizzati dalla concorrenza sleale di chi opera fuori dalle regole.