Maxi operazione contro la pesca illegale all’alba: sequestri, sanzioni per 30mila euro e prodotto ittico rigettato in mare

Snta Marinella (R) - Un’importante azione a tutela dell’ecosistema marino è stata portata a termine alle prime luci dell’alba di martedì 13 gennaio lungo il litorale di Santa Marinella, dove i militari della Guardia Costiera di Civitavecchia hanno condotto un blitz mirato contro la pesca illegale dei ricci di mare.

Un’operazione frutto di un’attività di controllo serrata e di un lungo lavoro di osservazione notturna, che ha permesso di individuare e fermare persone impegnate in una pratica altamente dannosa per l’ambiente marino.

Sequestrati oltre 5mila ricci di mare

Nel corso dell’intervento sono stati rinvenuti e sequestrati oltre 5.000 esemplari di riccio di mare, sottratti illegalmente dai fondali.

I responsabili, già noti alle forze di controllo, erano stati monitorati per ore durante i loro spostamenti lungo uno dei tratti di costa più colpiti dal fenomeno del prelievo illecito.

Numeri impressionanti che testimoniano la gravità del danno potenziale: il riccio di mare è infatti una specie particolarmente vulnerabile, fondamentale per l’equilibrio degli habitat costieri.

Il ruolo decisivo dei cittadini e dei residenti

Determinante, per la riuscita del blitz, è stata la collaborazione attiva dei residenti, che hanno segnalato movimenti sospetti e contribuito all’attività di intelligence sul territorio.

Un esempio concreto di come il dialogo tra istituzioni e comunità locali possa diventare uno strumento efficace di difesa dell’ambiente e delle risorse naturali.

Pesca sportiva e limiti di legge: le regole violate

La normativa vigente prevede, nei periodi consentiti, che il pescatore sportivo possa catturare al massimo 50 ricci di mare al giorno.

Il quantitativo sequestrato – cento volte superiore – lascia pochi dubbi sulla natura organizzata e reiterata dell’attività illecita, finalizzata al mercato nero del prodotto ittico.

Identificati i responsabili: sanzioni per oltre 30mila euro

I trasgressori sono stati accompagnati presso gli uffici della Capitaneria di Porto per le operazioni di identificazione e verbalizzazione.

A loro carico sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di oltre 30.000 euro.

Contestualmente è scattato il sequestro di tutta l’attrezzatura utilizzata, tra cui maschere e pinne, bombole con erogatori, mute da sub, fonti luminose e ceste galleggianti per il trasporto del pescato.

Ricci rigettati in mare: salvaguardato l’ecosistema

Il prodotto ittico, ancora in stato vitale, è stato immediatamente rigettato in mare, consentendo il reintegro degli esemplari nel loro habitat naturale e limitando i danni ambientali.

Un passaggio fondamentale che conferma l’attenzione della Guardia Costiera non solo alla repressione, ma anche alla salvaguardia concreta dell’ambiente marino.

Un’azione inserita in un piano più ampio di tutela

L’operazione rientra in una più ampia strategia di controllo coordinata dalla Direzione Marittima del Lazio, finalizzata a contrastare la pesca illegale e a proteggere l’intera filiera ittica, soprattutto nelle aree dove il fenomeno si presenta con maggiore frequenza.

Un presidio costante del territorio e del mare, a difesa della legalità, della biodiversità e di un patrimonio naturale che appartiene a tutti.