Porto di Civitavecchia, arrestato ricercato internazionale accusato di crimini di guerra nei Balcani
Di Maria Grazia Stella il 21/04/2026
Operazione della Polizia di Frontiera nello scalo laziale: fermato un 58enne con doppia cittadinanza serbo-croata destinatario di mandato di cattura internazionale emesso dalla Croazia. L’uomo lavorava come addetto alla sicurezza su una nave da crociera sotto nuova identità. E' accusato di gravi reati commessi durante il conflitto nell’ex Jugoslavia
Civitavecchia (Rm) - Importante operazione al porto di Civitavecchia, dove gli agenti della Polizia di Frontiera di Civitavecchia hanno arrestato un uomo ricercato a livello internazionale, accusato di crimini di guerra e genocidio legati al conflitto che devastò i territori dell’ex Jugoslavia negli anni Novanta.
Il fermato è un cittadino di 58 anni con doppia cittadinanza serba e croata, destinatario di un mandato di arresto emesso dalle autorità croate.
La nuova vita sotto falsa identità
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe tentato di sottrarsi alla giustizia costruendosi una nuova esistenza lontano dai riflettori.
Lavorava infatti come addetto alla sicurezza a bordo di una nave da crociera, sfruttando una nuova identità e la mobilità internazionale garantita dall’impiego marittimo.
L’attività di intelligence svolta dalla polizia si è concentrata sia sui passeggeri in transito sia sul personale imbarcato, fino a individuare la sua presenza a bordo dell’unità navale attraccata a Civitavecchia.
Il blitz in borghese sulla nave
Una volta ottenuta la conferma, gli agenti della Polizia di Frontiera sono saliti a bordo in abiti civili, confondendosi tra viaggiatori e personale.
Dopo aver localizzato il ricercato, lo hanno bloccato senza incidenti e tratto in arresto, mettendo fine alla sua latitanza.
Un’operazione delicata, svolta con discrezione e precisione, per evitare rischi in un contesto affollato e sensibile come quello di una nave da crociera.
Le accuse: deportazioni, violenze e uccisioni
Secondo gli atti giudiziari internazionali, il 58enne avrebbe fatto parte delle formazioni paramilitari attive nei territori della autoproclamata Repubblica Serba di Krajina durante la guerra serbo-croata.
Il mandato di cattura lo indica come presunto responsabile di atti violenti, deportazioni e omicidi commessi nell’ambito delle operazioni mirate a costringere la Croazia a rinunciare alla propria indipendenza proclamata il 25 giugno 1991.
Le accuse riguardano inoltre operazioni di pulizia etnica ai danni della popolazione croata, con espulsioni forzate e uccisioni di civili non serbi.
Il ruolo delle milizie della SAO Krajina
La SAO Krajina nacque durante il conflitto nelle aree della Croazia a maggioranza serba.
Le sue milizie furono coinvolte in numerosi episodi di guerra e violenza contro civili. Il Tribunale Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia ha in passato qualificato le azioni di alcuni suoi leader come parte di un progetto criminale finalizzato alla creazione di territori etnicamente omogenei.
In carcere in attesa di estradizione
Dopo una prima permanenza presso il Carcere di Borgata Aurelia, l’uomo è stato trasferito in un’altra struttura penitenziaria.
Ora si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria italiana, in attesa delle decisioni sulla procedura di estradizione verso la Croazia, Stato che ha emesso il mandato di arresto europeo.
Il coordinamento della Procura
L’intera operazione è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, diretta dal procuratore Alberto Liguori.
Un risultato investigativo di rilievo internazionale che conferma il ruolo strategico del porto di Civitavecchia nei controlli di frontiera e nella cooperazione giudiziaria contro i responsabili di gravi crimini internazionali.
Presunzione d’innocenza
Si precisa che le contestazioni mosse nei confronti dell’arrestato dovranno essere vagliate nelle sedi giudiziarie competenti e che la responsabilità penale potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.

Tags: litorale romano










