Parco del Mare di Ostia, le associazioni alzano la voce: nuove osservazioni al progetto di Roma Capitale
Di Maria Grazia Stella il 09/01/2026
“Così si rischia di compromettere le ultime dune naturali”. Le sigle ambientaliste chiedono correzioni strutturali e una vera svolta ecologica e presentano un nuovo documento nella Conferenza dei Servizi

Ostia (Rm) - Si riaccende il confronto sul Parco del Mare di Ostia, il grande progetto promosso da Roma Capitale per ridisegnare il fronte a mare.
Nella giornata di ieri, giovedì 8 gennaio, le associazioni WWF Litorale Laziale, Associazione Mare Libero, Italia Nostra Litorale Romano e Legambiente Circolo Litorale Romano hanno trasmesso un nuovo e articolato documento di osservazioni nell’ambito della Conferenza dei Servizi.
Si tratta dell’ottavo contributo tecnico inviato dalle associazioni a partire da marzo 2025: un lavoro costante che testimonia un’opposizione non ideologica, ma fondata su analisi puntuali, dati ambientali e richieste di modifica concrete.
Il nodo centrale: la “Relazione di Ottemperanza”
Le osservazioni si concentrano sulla Relazione di Ottemperanza e sulle controdeduzioni di Roma Capitale al Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE).
Secondo le associazioni, alcuni correttivi introdotti rappresentano un passo avanti, ma restano criticità strutturali che rischiano di compromettere definitivamente gli ultimi ecosistemi dunali del litorale romano.
Il timore è che, dietro la narrazione della “riqualificazione”, si nasconda un intervento ancora troppo sbilanciato su viabilità, parcheggi e consumo di suolo.
Stop al prolungamento di via dei Sandolini: un primo segnale positivo
Tra gli elementi accolti favorevolmente, le associazioni prendono atto dello stralcio del prolungamento di via dei Sandolini, infrastruttura da tempo contestata dal territorio.
Una decisione ritenuta importante, ma che ora — sottolineano — deve avere conseguenze coerenti anche sul piano urbanistico.
Da qui la richiesta di riclassificare le aree interessate come “verde naturale e paesaggistico” e di avviare l’iter per l’istituzione di un Monumento Naturale, come previsto dalla Legge Regionale 29/1997, a tutela delle ultime dune di Ostia e Castel Fusano.
Parcheggi e viabilità: il rischio di cancellare habitat protetti
Uno dei punti più critici riguarda la localizzazione dei parcheggi, in particolare nel quadrante via Vivaldi–via De Angelis, dove sono presenti habitat prioritari riconosciuti dalla Direttiva europea 92/43/CEE.
Le associazioni propongono una riprogettazione complessiva: spostare i posti auto su aree già degradate o invase da specie aliene (come yucche e agavi); evitare l’abbattimento di nuclei di Leccio (Quercus ilex) e Pioppo (Populus canadensis); ridurre l’impatto della nuova viabilità sull’Oasi della Duna – Parco dei Sognatori, oggi minacciata dal rischio di frammentazione.
Salvaguardia botanica e fruizione consapevole
Altro punto centrale è la tutela del verde storico del lungomare, in particolare dei nuclei spontanei di Fillirea (Phillyrea angustifolia), arbusti secolari presenti sin dagli anni Cinquanta.
Per le associazioni, queste presenze non sono un ostacolo allo sviluppo, ma elementi identitari da valorizzare.
Viene proposta una fruizione leggera e rispettosa con passerelle pedonali sopraelevate in legno per attraversare le dune senza danneggiarle e, anche, cartellonistica informativa per educare cittadini e turisti alla biodiversità costiera.
Meno asfalto, più intelligenza: usare ciò che già esiste
Nel documento emerge con forza anche il tema del consumo di suolo.
Le associazioni suggeriscono una soluzione immediata e sostenibile: utilizzare parcheggi già esistenti, spesso vuoti durante il giorno, attraverso convenzioni con strutture come il Palafijlkam e il Polo Natatorio.
Una strategia che consentirebbe di recuperare circa 500 posti auto senza realizzare nuove superfici asfaltate, riducendo traffico e impatto ambientale.
La posizione delle associazioni: vigilanza costante sul progetto
La linea delle associazioni è chiara: il Parco del Mare può essere un’opportunità solo se diventa un vero progetto di connessione ecologica, non una semplice operazione urbanistica mascherata da green.
Per questo annunciano che continueranno a monitorare tutte le fasi del progetto, dalla progettazione esecutiva ai cantieri; intervenire anche in relazione al Piano di Utilizzazione degli Arenili e difendere le visuali storiche del lungomare e la fruizione pubblica delle spiagge.
Un presidio civico e tecnico che, ribadiscono, nasce da un obiettivo preciso: trasformare il Parco del Mare in un modello di sostenibilità reale, capace di proteggere ciò che resta del patrimonio naturale di Ostia, invece di consumarlo definitivamente.
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