Ostia, una panchina rossa al Grassi: memoria viva contro la violenza di genere
Di Maria Grazia Stella il 16/04/2026
Inaugurata all’ospedale Grassi la panchina rossa donata dal Comitato di Quartiere Stella Polare Nord. Un simbolo forte che richiama alla memoria delle vittime di violenza e rafforza l’impegno quotidiano di istituzioni e comunità per una cultura del rispetto
Ostia (Rm) - “Un simbolo che sa di memoria. Un invito a non dimenticare. Perché il ricordo sa di futuro”.
Con queste parole è stata inaugurata, martedì 14 aprile, la panchina rossa all’interno dell’Ospedale Grassi di Ostia. Un gesto semplice solo in apparenza, ma carico di significato, che trasforma uno spazio sanitario in un luogo di riflessione e consapevolezza.
La panchina rossa: memoria e responsabilità
Donata alla Asl Roma 3 dal Comitato di Quartiere Stella Polare Nord, la panchina rossa rappresenta un simbolo ormai riconosciuto a livello nazionale nella lotta contro la violenza di genere.
Non è soltanto un segno commemorativo. E' un richiamo costante alla responsabilità collettiva, un invito a non voltarsi dall’altra parte, a riconoscere e contrastare ogni forma di violenza.
Collocata in un ospedale, acquista un valore ancora più profondo: qui, dove si curano le ferite visibili, la panchina ricorda anche quelle invisibili, spesso più difficili da raccontare.
Una rete di istituzioni e comunità
Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, del mondo sanitario e della comunità locale.
Presenti Antonio Mortai, vicepresidente del Comitato di Quartiere Stella Polare Nord, la direttrice sanitaria del Grassi Gabriella Ergasti e il direttore di Ginecologia Mario Ciampelli, insieme a figure chiave dell’assistenza e del supporto alle vittime, tra cui Maria Rosaria Forte, referente del Codice Rosa della Asl Roma 3.
A rappresentare il Municipio X anche Valentina Scarfagna e Silvia Fiorucci, a testimonianza di un impegno condiviso tra sanità, istituzioni e territorio.
Oltre il simbolo: un impegno quotidiano
L’iniziativa non si esaurisce nel gesto simbolico.
La panchina rossa diventa un punto di partenza, un segnale visibile di un impegno che deve tradursi in azioni concrete: prevenzione, ascolto, sostegno alle vittime e promozione di una cultura fondata su rispetto e dignità.
In questo senso, il coinvolgimento di figure professionali come ostetriche, assistenti sociali e operatori sanitari evidenzia il ruolo centrale del sistema sanitario nel riconoscere e affrontare la violenza di genere.
Un segno per costruire il futuro
In un tempo in cui i numeri della violenza continuano a interrogare la società, iniziative come questa assumono un valore che va oltre il singolo evento.
Sono segnali, piccoli ma incisivi, che contribuiscono a costruire una coscienza collettiva più attenta e responsabile.
Perché ricordare non significa restare fermi al passato, ma scegliere ogni giorno da che parte stare.

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