Presentato il nuovo Piano triennale 2026–2028 promosso da Save the Children: un modello innovativo per contrastare povertà educativa, disuguaglianze e marginalità. Al centro partecipazione, co-progettazione e una rete territoriale per trasformare Ostia Ponente in un laboratorio di sviluppo sociale

Ostia (Rm) - Da territorio fragile a laboratorio di innovazione sociale. E' questa la sfida lanciata a Ostia Ponente con il nuovo Piano di sviluppo per l’infanzia e l’adolescenza 2026–2028 promosso da Save the Children Italia.

Un progetto ambizioso che punta a costruire una comunità più equa e inclusiva, mettendo al centro bambini, adolescenti e famiglie attraverso un approccio fondato su partecipazione attiva, alleanze territoriali e innovazione.

Un piano costruito dal territorio

Il Piano nasce nell’ambito del programma “QUI – Un Quartiere per Crescere” e rappresenta l’evoluzione di un percorso già avviato negli anni precedenti.

Non un intervento calato dall’alto, ma il risultato di un lungo processo di co-progettazione che ha coinvolto istituzioni, scuole, enti di formazione, associazioni, famiglie e – elemento chiave – i giovani stessi.

La presentazione è avvenuta durante la IV Conferenza Territoriale del 13 aprile, momento di sintesi di un lavoro collettivo che mira a costruire una visione condivisa e misurabile del futuro del quartiere.

Le priorità: scuola, salute, inclusione e lavoro

Il Piano si articola lungo quattro direttrici principali, tutte orientate ai diritti fondamentali di bambini e adolescenti.

Educazione e istruzione: contrasto alla dispersione scolastica, ampliamento dell’offerta educativa e rafforzamento del dialogo tra scuola, servizi e famiglie.

Salute e benessere: sviluppo di un sistema socio-sanitario più accessibile e integrato, con particolare attenzione alla salute mentale.

Inclusione sociale: azioni mirate contro la povertà educativa e le disuguaglianze, con sostegno alle famiglie più vulnerabili.

Occupazione giovanile: percorsi di orientamento, formazione e inserimento lavorativo, costruiti in sinergia con il tessuto imprenditoriale locale.

Un territorio tra fragilità e potenzialità

Ostia Ponente resta una delle aree più complesse della Capitale, segnata da disuguaglianze rispetto ad altre zone della città.

Alto il numero di giovani che non studiano né lavorano, significativa l’incidenza dell’abbandono scolastico, ancora insufficiente la copertura dei servizi per la prima infanzia.

Eppure, accanto a queste criticità, emerge una rete viva e attiva fatta di associazioni, scuole e realtà civiche. E' proprio da questa energia che il Piano intende partire per costruire cambiamenti duraturi.

Le istituzioni: “Investire sui giovani è fondamentale”

Il tema delle disuguaglianze tra Ostia Levante e Ponente è stato al centro dell’intervento del presidente del X Municipio Mario Falconi: “Questo programma dimostra quanto sia fondamentale investire su infanzia e adolescenza per rispondere a bisogni a lungo trascurati. Molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare”.

Sulla stessa linea Giovanni Zannola, che ha sottolineato il valore del modello adottato: Non servono muri, ma reti. Mettere insieme persone, famiglie e territorio significa costruire una visione condivisa. Ed è quello che qui sta accadendo”.

Il modello Ostia: partecipazione e continuità

Secondo Daniele Timarco, il successo del progetto si basa su cinque pilastri: fiducia, dialogo, ingaggio, partecipazione e continuità.

“Ostia rappresenta oggi il contesto più avanzato tra quelli in cui operiamo in Italia – ha spiegato –. Un esempio concreto di come il coinvolgimento collettivo possa generare risultati reali per bambini e adolescenti”.

Un ecosistema per il futuro

Il Piano si propone come uno strumento di rigenerazione urbana e sociale, capace di rafforzare il tessuto comunitario e creare nuove opportunità.

Elemento distintivo è il modello di governance: una rete stabile tra istituzioni, terzo settore, imprese e cittadini, con un ruolo centrale affidato ai giovani, protagonisti attivi attraverso strumenti come il Comitato Permanente dei Giovani.

Dalla fragilità alla possibilità

La sfida è ambiziosa: trasformare le criticità in leve di sviluppo.

Ostia Ponente, spesso raccontata solo attraverso le sue difficoltà, diventa così il terreno su cui sperimentare un nuovo modo di fare politiche sociali, capace di mettere al centro le persone e costruire, passo dopo passo, un futuro più giusto e inclusivo.