Tracciabilità del pesce nel mirino: controlli della Guardia Costiera tra Roma e Tivoli, sequestrati oltre 300 chili di prodotti ittici
Di Maria Grazia Stella il 30/05/2026
Operazione congiunta della Capitaneria di Porto di Fiumicino e della Guardia Costiera di Gaeta. Sanzioni per 3mila euro a due ristoranti etnici. Regolare invece la posizione di un grossista controllato a Guidonia Montecelio
Fiumicino (Rm) - Prosegue l’attività di vigilanza della Guardia Costiera lungo la filiera ittica per garantire la sicurezza alimentare e la corretta informazione ai consumatori. Negli ultimi giorni gli uomini della Guardia Costiera di Roma-Fiumicino, in collaborazione con la Guardia Costiera di Gaeta e sotto il coordinamento del Centro di Controllo Area Pesca di Civitavecchia, hanno effettuato una serie di verifiche mirate presso attività commerciali della provincia di Roma.
L’operazione rientra nel più ampio piano nazionale di contrasto alle irregolarità nel settore della pesca e della commercializzazione dei prodotti ittici, con particolare attenzione alla tracciabilità del pescato e al rispetto delle norme poste a tutela della salute pubblica.
Verifiche in un grossista di Guidonia: tutto regolare
La prima fase dei controlli ha interessato un grossista del settore ittico con sede nel comune di Guidonia Montecelio.
Gli ispettori hanno esaminato la documentazione commerciale e verificato la merce custodita all’interno delle celle frigorifere, ricostruendo il percorso dei prodotti lungo la catena distributiva. Al termine delle verifiche non sono emerse irregolarità e il controllo si è concluso con esito positivo.
Irregolarità in due ristoranti etnici
Diverso l’esito delle ispezioni effettuate successivamente in due ristoranti etnici situati nei comuni di Roma e Tivoli.
Nel corso degli accertamenti, i militari hanno riscontrato violazioni legate alla tracciabilità dei prodotti ittici somministrati ai clienti. In particolare, è stata contestata la mancanza delle informazioni minime obbligatorie previste dalla normativa vigente, indispensabili per garantire la rintracciabilità del pesce e consentire ai consumatori di conoscere provenienza e caratteristiche dei prodotti acquistati.
La normativa impone infatti precisi obblighi documentali lungo tutta la filiera, dalla cattura fino alla commercializzazione, per assicurare trasparenza, qualità e sicurezza alimentare.
Sequestrati oltre 300 chili di pesce
A seguito delle irregolarità accertate, i responsabili delle attività controllate sono stati sanzionati amministrativamente per un importo complessivo di 3.000 euro.
Contestualmente, gli ispettori hanno disposto il sequestro di oltre 300 chilogrammi di prodotto ittico risultato privo della necessaria documentazione di tracciabilità.
Un quantitativo significativo che, secondo gli investigatori, non avrebbe potuto essere immesso regolarmente sul mercato senza le garanzie richieste dalla legge.
Tutela dei consumatori e delle risorse marine
L’operazione conferma il costante impegno della Guardia Costiera nel contrasto alle irregolarità lungo la filiera della pesca e nella difesa dei consumatori.
L’obiettivo dei controlli è duplice: da un lato proteggere la salute pubblica garantendo che i prodotti ittici commercializzati siano sicuri e correttamente identificabili, dall’altro tutelare le risorse marine e gli operatori che rispettano le regole, contrastando fenomeni di concorrenza sleale e commercializzazione irregolare del pescato.
Le attività ispettive proseguiranno nelle prossime settimane su tutto il territorio di competenza, con verifiche mirate nei punti di vendita, nei depositi e nelle attività di ristorazione.

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