Ostia, Parco del Mare sotto la lente di FdI: Conforzi chiede garanzie sulle nuove piante e sui costi
Di Redazione il 06/11/2026
Il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio X solleva interrogativi sulla tenuta del verde previsto dal progetto di riqualificazione del lungomare. Nel mirino la scelta delle specie, la resistenza alla salsedine e le spese di manutenzione

Ostia (Rm) – Quali garanzie ci sono sulla sopravvivenza delle nuove piante previste dal Parco del Mare di Ostia? E quali verifiche sono state effettuate per assicurare che le specie scelte possano resistere alle particolari condizioni ambientali del litorale romano?
A sollevare gli interrogativi è Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio del Municipio Roma X, che interviene sul progetto di riqualificazione del lungomare, attualmente interessato dai lavori, chiedendo maggiore trasparenza sulle valutazioni agronomiche e sui costi di manutenzione delle future aree verdi.
“Il Parco del Mare rappresenta uno degli investimenti più importanti degli ultimi anni per il litorale romano. Proprio per questo vogliamo sapere se le nuove piantumazioni siano state progettate tenendo realmente conto delle condizioni ambientali di Ostia. Non possiamo permetterci di spendere milioni di euro per realizzare aree verdi destinate a deteriorarsi dopo pochi mesi”, dichiara Conforzi.
Salsedine e aerosol marino, i dubbi sulle piantumazioni
Al centro delle osservazioni del consigliere ci sono gli effetti del vento, della salsedine e dell’aerosol marino sulla vegetazione costiera.
Conforzi richiama in particolare il possibile impatto delle minuscole goccioline trasportate dal vento che, in presenza di sostanze inquinanti come i tensioattivi, possono contribuire a danneggiare le piante.
Un fenomeno che, secondo l’esponente di FdI, richiede attenzione anche per la vicinanza di Ostia alla foce del Tevere.
“Non stiamo sostenendo che ogni pianta secca sul lungomare sia vittima dell'aerosol marino. Le cause possono essere diverse, dalla scelta delle specie all'irrigazione, fino alle condizioni climatiche e alla manutenzione. Ma proprio per questo servono studi puntuali e scelte tecniche verificabili”.
Il capogruppo richiama inoltre le difficoltà riscontrate in passato sul lungomare Duca degli Abruzzi, dove alcune piantumazioni e palme hanno mostrato segni di sofferenza, sottolineando la necessità di evitare il ripetersi di situazioni analoghe.
Parco del Mare, chiesti chiarimenti su studi agronomici e investimenti
Il progetto, articolato in tre stralci funzionali, prevede nuovi spazi verdi, aree rinaturalizzate e interventi di riqualificazione paesaggistica. La prima fase dispone di un finanziamento europeo di 23,833 milioni di euro, mentre ulteriori investimenti sono previsti per il completamento dell'opera.
Conforzi chiede di conoscere il quadro economico aggiornato, le risorse destinate alle piantumazioni e i costi previsti per irrigazione, manutenzione ed eventuali sostituzioni.
Sul piano tecnico, l'esponente di Fratelli d'Italia sollecita chiarimenti sulla documentazione agronomica utilizzata, sui criteri di selezione delle specie vegetali e sulle valutazioni relative alla loro resistenza all'ambiente costiero.
Pur riconoscendo che il tema dell'aerosol marino compare già negli elaborati progettuali, ritiene necessario verificare quali soluzioni siano state concretamente adottate.
“Non ci interessano rassicurazioni generiche: chiediamo documenti, verifiche e responsabilità precise”.
Conforzi: “Il successo del progetto si misurerà tra dieci anni”
Il capogruppo precisa che le richieste non intendono ostacolare la riqualificazione del lungomare, ma garantire che l'investimento pubblico produca risultati duraturi.
“Il nostro obiettivo non è ostacolare la riqualificazione del lungomare. Al contrario, vogliamo che un investimento di questa portata produca risultati duraturi. Ostia ha bisogno di verde pubblico di qualità, non di interventi che funzionano soltanto nei rendering”.
Per Conforzi, la riuscita del Parco del Mare dovrà essere valutata soprattutto negli anni successivi alla conclusione dei lavori, verificando la crescita e la salute delle nuove piante.
“Il successo del Parco del Mare non si misurerà il giorno dell'inaugurazione, ma tra cinque, dieci e vent'anni, quando potremo verificare se le piante saranno davvero cresciute. E su questo pretendiamo la massima trasparenza”.
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