Al Centro Olimpico FIJLKAM Matteo Pellicone la XXVI mostra collettiva dedicata al gioco, affiancata dalla personale di Maurizio Baiocchini. Durante l'inaugurazione assegnato il premio FijlkamArte al pittore Alfredo Ferri

Ostia (Rm) – Il gioco come espressione di creatività, libertà e condivisione, ma anche come elemento che attraversa la storia dell'umanità, dall'antichità fino all'arte contemporanea. E' questo il tema della mostra “Il Gioco”, inaugurata mercoledì 21 ottobre al Museo degli Sport di Combattimento (MuSC), ospitato all'interno del Centro Olimpico della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (FIJLKAM) di Ostia.

L'esposizione, giunta alla XXVI edizione delle collettive d'arte organizzate dal MuSC, resterà aperta fino al 31 dicembre e propone un percorso dedicato alle molteplici interpretazioni del gioco.

Ad arricchire l'iniziativa è la personale del pittore Maurizio Baiocchini, intitolata “Il Gioco della Vita”, allestita al piano terra.

Il Centro Olimpico di Ostia tra sport, arte e cultura

Inaugurato nel 2012, il MuSC si trova nel Centro Olimpico FIJLKAM Matteo Pellicone, struttura attiva dal 1992 e situata in un'area di circa 40mila metri quadrati tra la pineta e il mare.

Nel corso degli anni ha affiancato alla conservazione della memoria sportiva un'intensa attività culturale, ospitando esposizioni collettive e personali.

La nuova mostra ha ottenuto il patrocinio del Coni e del Municipio Roma X, oltre al sostegno di diverse associazioni benemerite, tra cui l'Accademia Olimpica Nazionale, l'Associazione Nazionale Stelle al Merito Sportivo, il Comitato Italiano Fair Play, l'Unione Italiana Collezionisti Olimpici e Sportivi e l'Unione Nazionale Associazioni Sportive Centenarie.

Il gioco nell'antica Grecia e a Roma: il viaggio nella storia di Livio Toschi

La cerimonia inaugurale si è svolta nell'aula magna del Centro Olimpico, intitolato a Matteo Pellicone, presidente della Federazione dal 1981 al 2013.

Dopo i saluti dell'attuale presidente della FIJLKAM, Giovanni Morsiani, il direttore artistico, l'architetto Livio Toschi, ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso la storia del gioco nell'antica Grecia e a Roma.

L'intervento, arricchito da numerose immagini, ha mostrato come il gioco fosse già parte integrante della vita quotidiana delle civiltà antiche, trovando spazio anche nelle rappresentazioni artistiche.

Dalle ragazze raffigurate mentre giocano con gli astragali nelle terrecotte greche ai giocatori di dadi immortalati negli affreschi di Pompei, fino alle scene di giochi con la palla presenti nei mosaici romani, il racconto ha evidenziato la continuità di pratiche e passatempi attraverso i secoli.

Tra le testimonianze ricordate figurano anche gli amorini che giocano a nascondino in un affresco di Ercolano, il rilievo con il gioco delle noci su un sarcofago romano e il celebre mosaico delle ragazze che giocano a palla nella Villa Romana del Casale, a Piazza Armerina.

L'approfondimento storico sarà sviluppato nel prossimo Quaderno del Museo.

Achille e Aiace giocano a dadi: il simbolo della mostra

A rappresentare idealmente l'esposizione è stata scelta una delle immagini più celebri dell'arte greca antica: l'anfora a figure nere di Exekias, risalente alla seconda metà del VI secolo a.C.

L'opera raffigura Achille e Aiace seduti uno di fronte all'altro mentre giocano, in un raro momento di pausa durante la guerra di Troia.

Le iscrizioni presenti sul vaso riportano i punteggi ottenuti dai due eroi, quattro e tre, suggerendo una partita a dadi.

Un'immagine che racchiude il significato dell'iniziativa: il gioco come momento di incontro, concentrazione e umanità, capace di trovare spazio persino in un contesto segnato dal conflitto.

La personale di Maurizio Baiocchini e il premio FijlkamArte

Durante la presentazione, la storica e critica d'arte Lucrezia Rubini ha illustrato la personale “Il Gioco della Vita” di Maurizio Baiocchini.

La cerimonia è proseguita con la premiazione della IX edizione del premio biennale FijlkamArte, dedicato alle opere più apprezzate dalla giuria tra quelle esposte nel corso degli ultimi due anni.

A comporre la commissione giudicatrice, insieme a Rubini, sono stati il giornalista e scrittore Dante Fasciolo e il maestro e critico d'arte Mario Salvo.

Il riconoscimento principale è stato assegnato al pittore Alfredo Ferri, autore dell'opera “Giochiamo a scacchi?”, giudicata la migliore tra quelle presentate nelle ultime quattro mostre semestrali.

I nomi dei giurati e dei premiati delle diverse edizioni, a partire dal 2008, sono raccolti nel catalogo di 60 pagine curato da Livio Toschi e Silvia Girlanda, che documenta anche le attività culturali della struttura.

Dalle opere d'arte alle medaglie: il patrimonio del MuSC

Al termine della premiazione, il pubblico ha visitato la collettiva allestita nel salone espositivo al primo piano e gli altri ambienti museali.

Tra questi, la Sala panoramica, che ospita anche il grande plastico del Centro Olimpico, e la Sala Monticelli, intitolata al fondatore e primo presidente della Federazione.

Il percorso ha permesso di scoprire una collezione composta da coppe, medaglie, manifesti, francobolli, diplomi, cartoline, documenti storici e libri, oltre a una selezione delle oltre 50 opere d'arte donate nel corso degli anni.

Un patrimonio che racconta non soltanto la storia delle discipline di combattimento, ma anche il rapporto tra sport, memoria e produzione artistica.

Mostra “Il Gioco” a Ostia: visitabile fino al 31 dicembre

La collettiva “Il Gioco” e la personale “Il Gioco della Vita” di Maurizio Baiocchini resteranno allestite fino al 31 dicembre 2026.

Un'occasione per conoscere una realtà culturale del litorale romano che, accanto all'attività sportiva del Centro Olimpico FIJLKAM, promuove il dialogo tra arte, storia e società.