Il Consiglio municipale sollecita Roma Capitale ad aggiornare il Regolamento sulla telefonia mobile alla luce di una sentenza del Consiglio di Stato. Richiesti controlli sui campi elettromagnetici, monitoraggi e una mappa pubblica degli impianti

Ostia (Rm) – Una distanza minima di 50 metri tra le nuove antenne di telefonia mobile e i siti sensibili, verifiche sull'esposizione complessiva ai campi elettromagnetici e maggiore trasparenza sulle installazioni presenti nei quartieri. Sono le richieste avanzate dal Consiglio del Municipio Roma X a Roma Capitale, attraverso un atto approvato con il sostegno di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e Azione.

Il provvedimento richiama la sentenza n. 6527 del 14 agosto 2026 del Consiglio di Stato, relativa alla disciplina adottata dal Comune di Sanremo, e sollecita l'aggiornamento del Regolamento capitolino sugli impianti di telefonia mobile.

Secondo quanto riferito dai promotori, al momento della votazione erano assenti tutte le forze politiche di centrodestra.

Antenne e siti sensibili, la richiesta di una distanza minima di 50 metri

Il principale intervento proposto riguarda l'introduzione di una distanza minima di 50 metri tra le nuove stazioni radio base e i siti sensibili, prendendo come riferimento il modello di Sanremo, la cui disciplina è stata oggetto delle pronunce del Tar Liguria e del Consiglio di Stato.

L'obiettivo è definire criteri più precisi per la localizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione, lasciando all'Assemblea Capitolina la possibilità di valutare distanze superiori.

Viene inoltre sollecitata una ricognizione degli impianti esistenti, per individuare eventuali situazioni che potrebbero richiedere interventi di delocalizzazione.

L'approvazione dell'atto municipale non introduce automaticamente il limite dei 50 metri: l'eventuale modifica delle disposizioni dovrà essere valutata da Roma Capitale nel rispetto della normativa vigente.

Campi elettromagnetici, verifiche preventive e monitoraggi

Un altro punto riguarda il ruolo di Arpa Lazio, alla quale si chiede di valutare preventivamente gli effetti cumulativi dei campi elettromagnetici prima dell'autorizzazione di nuove installazioni.

Le verifiche dovrebbero considerare tutte le sorgenti presenti nell'area interessata, oltre al contributo dell'impianto da realizzare.

Prevista anche la richiesta di una campagna di misurazioni strumentali nelle zone con maggiore concentrazione di antenne, accompagnata dalla pubblicazione dei risultati.

Una mappa pubblica delle antenne nel Municipio X

Per migliorare l'accesso alle informazioni, il Consiglio municipale sollecita un censimento aggiornato degli impianti, con particolare attenzione alla loro vicinanza ai siti sensibili.

Il documento richiama inoltre la mozione n. 6 del 3 marzo 2026, relativa alla creazione di una sezione sul portale di Roma Capitale dedicata alle procedure autorizzative.

Tra gli strumenti richiesti figura una mappa interattiva georeferenziata, suddivisa per Municipio, che permetta ai cittadini di conoscere la posizione delle antenne e consultare le informazioni sulle installazioni.

I capigruppo: “Serve una pianificazione responsabile”

A sostenere l'iniziativa sono Alessandro Ieva del Movimento 5 Stelle, Leonardo Di Matteo del Partito Democratico, Remo De Bartolomeo della Lista Civica Gualtieri, Marco Possanzini e Valerio Facchinelli di Alleanza Verdi e Sinistra, Mirella Arcamone di Laboratorio Civico Municipio X e Andrea Bozzi di Azione.

“La sentenza del Consiglio di Stato ha confermato la legittimità della scelta di un Comune di prevedere una distanza minima di 50 metri dai siti sensibili. Chiediamo che Roma Capitale recepisca questo orientamento nel proprio Regolamento, introducendo una regola chiara anche per il territorio della Capitale”, dichiarano congiuntamente.

I rappresentanti politici sottolineano la necessità di conciliare lo sviluppo delle infrastrutture digitali con una maggiore attenzione alla localizzazione degli impianti.

“Non siamo contrari allo sviluppo delle reti di telecomunicazione, ma la loro diffusione deve essere accompagnata da una pianificazione responsabile. Non basta valutare la singola antenna: occorre considerare l'insieme degli impianti presenti e i livelli complessivi di esposizione”.

I firmatari chiedono quindi all'amministrazione capitolina di avviare concretamente l'aggiornamento delle disposizioni, prendendo atto anche dell'assenza del centrodestra durante la votazione.

La decisione passa a Roma Capitale

Il voto del Municipio X rappresenta un indirizzo politico-amministrativo, ma spetterà a Roma Capitale valutare le modifiche al Regolamento e gli eventuali strumenti di controllo e monitoraggio.

Per i quartieri di Ostia, Acilia e del resto del territorio municipale, il prossimo passaggio sarà verificare se le richieste verranno recepite dall'amministrazione capitolina e con quali modalità.