Cultura, educazione, solidarietà e accoglienza al centro della cerimonia del 23 ottobre nella Sala Cardinale Riario. Istituzioni, mondo religioso e associazioni riuniti per valorizzare le persone che, con il proprio impegno, contribuiscono alla vita del territorio.

OSTIA ANTICA – Mettere al centro le persone, riconoscere il valore del loro impegno e rafforzare il senso di comunità. È questo lo spirito del Premio Sant’Agostino 2026, celebrato venerdì 23 ottobre nella Sala Cardinale Riario, nel borgo storico di Ostia Antica, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo religioso, della cultura e dell’associazionismo.

Promosso dall’Associazione Sant’Agostino Patrono di Ostia APS, in collaborazione con UNITRE Ostia Antica – Litorale Romano, il Premio si conferma un’occasione per valorizzare donne, uomini e realtà che, attraverso il proprio lavoro e la propria dedizione, contribuiscono alla crescita della comunità locale in ambiti diversi: dalla cultura all’educazione, dalla solidarietà all’accoglienza.

Un riconoscimento che va oltre la celebrazione dei singoli e punta a mettere in relazione esperienze, sensibilità e percorsi differenti, con l’obiettivo di costruire legami più forti tra cittadini, associazioni, istituzioni e comunità religiose.

Premio Sant’Agostino 2026, il valore di una comunità che si riconosce

Il significato dell’iniziativa risiede nella capacità di dare visibilità a chi opera quotidianamente per il bene comune, spesso lontano dai riflettori. Esperienze culturali, attività educative, volontariato e iniziative di inclusione rappresentano infatti una parte fondamentale del tessuto sociale di Ostia e Ostia Antica.

Il Premio diventa così uno spazio d’incontro e di condivisione, nel quale riconoscere il contributo di chi mette competenze, tempo ed energie al servizio degli altri.

La partecipazione di esponenti delle istituzioni civili e religiose e del mondo associativo ha sottolineato proprio questa vocazione: favorire il dialogo tra realtà diverse, valorizzando ciò che le unisce e il contributo che ciascuna può offrire alla comunità.

Sant’Agostino e Santa Monica: educazione e ruolo della donna al centro

Il tema scelto per l’edizione 2026 è stato “Sant’Agostino e Santa Monica: ruolo materno e funzione educativa della donna nella società”.

La riflessione ha preso le mosse dal rapporto tra Sant’Agostino e sua madre Santa Monica, figura simbolo della dedizione, della perseveranza e della responsabilità educativa. Un riferimento che ha permesso di affrontare questioni attuali, come la formazione delle nuove generazioni, il ruolo delle donne nella società e l'importanza dei legami familiari e sociali.

Ad aprire la cerimonia è stato Alessandro Paltoni, presidente dell’Associazione Sant’Agostino Patrono di Ostia, che ha richiamato il valore della maternità e il contributo delle donne nella costruzione di relazioni e famiglie capaci di trasmettere valori.

La dimensione educativa è stata approfondita anche da Maria Ruffino Aprile, presidente di UNITRE Ostia Antica – Litorale Romano e coordinatrice delle UNITRE del Lazio. La formazione permanente, missione centrale dell’associazione, si lega al messaggio di Santa Monica attraverso l’idea che educazione e crescita personale siano strumenti essenziali per una società più consapevole.

 

Accoglienza e dialogo tra culture: il messaggio di Sant’Agostino

Tra i temi affrontati durante l’incontro anche l’accoglienza, intesa come capacità di riconoscere nell’altro una risorsa e un'opportunità di arricchimento.

La storia di Sant’Agostino, nato nell’Africa romana e diventato una delle figure più influenti del pensiero cristiano e occidentale, è stata richiamata come esempio di dialogo tra culture e tradizioni.

Monsignor Andrea Carlevale, vescovo ausiliare di Roma per il Settore Sud, ha sottolineato il valore dell’accoglienza, collegandolo anche all’esperienza della maternità: accogliere significa aprirsi all’altro senza conoscerne in anticipo il percorso, le capacità e il futuro.

Un messaggio che si estende alla vita quotidiana e al rapporto tra comunità differenti, ribadendo l’importanza del confronto, della solidarietà e della convivenza.

Sul valore educativo dell’iniziativa è intervenuto anche Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, evidenziando il legame del Premio con il territorio e l’attualità dei valori della ricerca della verità, del dialogo e del rispetto.

I riconoscimenti: letteratura, arti visive e impegno sociale

Il programma del Premio Sant’Agostino 2026 ha previsto riconoscimenti dedicati alla produzione letteraria e alle arti visive, accanto a una sezione speciale intitolata a Santa Monica, rivolta a donne distintesi per il proprio contributo civile, culturale, sociale e religioso.

Per la sezione Letteratura, il primo premio è stato assegnato a Orietta Bellomo per La madre dal doppio grembo. Al secondo posto Emanuela Caracciolo con Mi chiamo Angelica e sono una mamma fortunata, mentre il terzo riconoscimento è andato a Floria Rango per un’opera dedicata a Sant’Agostino, Santa Monica e alla funzione educativa della donna.

Nella sezione Arti visive, il primo posto è stato assegnato a Modestino Adamo per Una madre oltre il tempo, seguito da Stefano Vanzolini con Agostino e Monica, simbiosi trascendentale. Terzo riconoscimento ad Anna Maria Marcaccio.

La sezione speciale Santa Monica ha valorizzato donne impegnate in diversi ambiti della vita collettiva, dal volontariato alla cultura, dall’assistenza alle persone fragili al servizio delle istituzioni. Tra le premiate indicate dagli organizzatori figurano Loredana Russo, Nelda De La Cruz, Carmen Gragnani, Giuseppina Giovannoli, Wilma Peruzzi e Caterina Dini. È stato inoltre previsto un riconoscimento alla memoria per Rosaria Palladini.

Un busto di Papa Leone XIV e nuovi progetti per Ostia Antica

Tra le iniziative collegate all’edizione 2026 anche la presentazione di un busto di Papa Leone XIV, realizzato dall’artista Carlo Ciucchi, detto “Picchio”, ed esposto temporaneamente nella Basilica di Sant’Aurea.

L’arte si è intrecciata con il messaggio di pace anche attraverso la poesia Papa Leone XIV – Agrumeto della Pace, firmata da Francesca Barbara Ulivelli.

Nel percorso di valorizzazione del territorio sono stati richiamati inoltre il progetto di un agrumeto con alberi donati dalle comunità palestinese e israeliana e l’idea di un Cammino di Sant’Agostino e Santa Monica, destinato a collegare Ostia Antica con la Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, a Roma, dove sono custodite le reliquie della Santa.

Iniziative che puntano a trasformare i valori del dialogo e della fratellanza in occasioni concrete di incontro, attraverso la collaborazione tra comunità e la valorizzazione dei luoghi legati alla storia e alla spiritualità agostiniana.

 

La basilica costantiniana: la storia di Ostia Antica da riscoprire

La cerimonia ha offerto anche l’occasione per richiamare l’importanza del patrimonio archeologico locale, con particolare attenzione agli scavi della basilica costantiniana all’interno del Parco archeologico di Ostia Antica.

Le indagini, condotte da équipe di ricerca internazionali con il coinvolgimento dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma e delle Università di Colonia e Bonn, stanno contribuendo a ricostruire la storia di uno dei luoghi più significativi della presenza cristiana nell’antica città.

Come ricordato dal direttore del Parco archeologico, Alessandro D’Alessio, la basilica, databile al IV secolo e citata nel Liber Pontificalis, costituisce una testimonianza di particolare interesse per la storia religiosa e culturale del territorio.

La valorizzazione di questi luoghi si inserisce in un percorso più ampio, nel quale la memoria storica diventa uno strumento per comprendere le radici della comunità e rafforzare il legame tra patrimonio, identità e partecipazione.

Premio Sant’Agostino, un appuntamento che unisce il territorio

L’edizione 2026 del Premio Sant’Agostino restituisce il ritratto di una comunità composta da persone, associazioni e istituzioni che, pur operando in ambiti diversi, condividono l’obiettivo di contribuire al bene comune.

Il valore dell’iniziativa sta proprio nella possibilità di riconoscere questi percorsi, creare occasioni di collaborazione e riportare al centro dell’attenzione chi lavora ogni giorno per la crescita sociale e culturale del territorio.

Da Ostia Antica arriva così un messaggio che intreccia l’eredità di Sant’Agostino e Santa Monica con le sfide del presente: investire nell’educazione, sostenere la solidarietà, promuovere l’accoglienza e valorizzare le persone significa rafforzare i legami che tengono unita una comunità.