Ostia, nuove strutture sanitarie ma senza personale: al via una petizione per medici e infermieri
Di Redazione il 28/03/2026
Nel Municipio X stanno per aprire Case e Ospedali di Comunità finanziati dal PNRR, ma la carenza di personale rischia di comprometterne il funzionamento. Parte una raccolta firme per chiedere assunzioni e stabilizzazioni.
Ostia (Rm) – Cantieri in fase avanzata, tempi rispettati e fondi del Pnrr già tradotti in nuove strutture sanitarie. Ma il rischio, sempre più concreto, è che tutto questo resti incompiuto.
Nel Municipio X, entro pochi mesi, vedranno la luce una Casa di Comunità all’Infernetto, un Ospedale di Comunità ad Acilia e la riqualificazione di due presidi già esistenti. Un investimento significativo sulla sanità territoriale, pensato per alleggerire i pronto soccorso e avvicinare i servizi ai cittadini.
Eppure, senza medici e infermieri, queste strutture rischiano di rimanere scatole vuote.
A sollevare la questione è Marco Possanzini, consigliere di Alleanza Verdi Sinistra del Municipio Roma X.
Il rischio di strutture “vuote”
“I lavori procedono velocemente e termineranno nei tempi previsti – spiega Possanzini – ma senza un’adeguata dotazione di personale medico e infermieristico, queste strutture non potranno erogare i servizi per cui sono state progettate”.
Un allarme condiviso anche in sede istituzionale, dove il tema è stato affrontato in Commissione con la Asl Roma 3, trovando – sottolinea il consigliere – una sostanziale convergenza sulla necessità di intervenire.
I numeri della carenza: Italia sotto la media europea
A rendere ancora più evidente la criticità è il quadro nazionale.
Secondo il rapporto della Fondazione Gimbe, l’Italia si colloca tra gli ultimi Paesi per numero di infermieri: appena 6,5 ogni 1.000 abitanti, contro una media Ocse di 9,5.
“In questa classifica – aggiunge Possanzini – la Regione Lazio è quart’ultima tra le regioni italiane”.
Un dato che si intreccia con un fenomeno sempre più diffuso: la fuga di personale dal Servizio sanitario nazionale, causata da carichi di lavoro elevati e retribuzioni ritenute non adeguate.
Precariato e servizi esternalizzati
Nel frattempo, per far fronte alle carenze, il sistema sanitario si regge sempre più su soluzioni temporanee.
“Si è fatto ricorso a graduatorie non esaurite, chiamate dirette e contratti a termine – prosegue – creando un vero e proprio esercito di precari che si affianca ai servizi esternalizzati”.
Una situazione che, secondo il consigliere, rischia di compromettere la qualità e la continuità dell’assistenza.
La petizione: due mesi nelle piazze del Municipio
Da qui la decisione di avviare una petizione popolare.
“Non possiamo permettere che strutture pubbliche finiscano negli appetiti della sanità privata – afferma Possanzini – mettendo a rischio un diritto fondamentale sancito dall’articolo 32 della Costituzione”.
La raccolta firme punta a chiedere alle istituzioni competenti un intervento strutturale che comprenda la stabilizzazione del personale precario, l’internalizzazione dei servizi e l’avvio di nuove assunzioni a tempo indeterminato di medici, infermieri e operatori sociosanitari, con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa e garantire il pieno funzionamento delle nuove strutture sanitarie.
Il calendario: si parte da Acilia
La mobilitazione prenderà il via oggi, sabato 28 marzo, da piazza San Leonardo da Porto Maurizio ad Acilia, per poi proseguire nelle prossime settimane in tutte le piazze del Municipio X.
“Difendiamo la sanità pubblica e il diritto alle cure per tutti e tutte”, conclude Possanzini, rilanciando una battaglia che intreccia investimenti, diritti e futuro del sistema sanitario territoriale.

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