Incendio nel pomeriggio sul lungomare Amerigo Vespucci. Nessun ferito, ma torna l’allarme degrado in una struttura chiusa da anni e ridotta a rudere

Ostia (Rm) – Una densa colonna di fumo scuro si è alzata nel pomeriggio di domenica 12 aprile dal lungomare Amerigo Vespucci, richiamando l’attenzione di residenti, automobilisti e passanti. A prendere fuoco è stato ciò che resta dell’ex stabilimento balneare “La Casetta”, un tempo tra i più frequentati del litorale romano.

L’allarme al 112 è scattato intorno alle 16. In pochi minuti l’area è stata raggiunta da vigili del fuoco, forze dell’ordine e personale sanitario.

L’intervento dei soccorsi: area messa in sicurezza

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di via Celli con autobotte e squadra operativa, affiancati dagli agenti del X Gruppo Mare della Polizia Locale, dal personale del 118 e dagli uomini del X Distretto Lido.

Le operazioni di spegnimento non sarebbero durate a lungo, con i pompieri impegnati a domare le fiamme e a mettere in sicurezza un’area già fragile e compromessa. La viabilità sul lungomare non ha subito particolari disagi.

Fortunatamente non si registrano feriti.

Le cause: sterpaglie e rifiuti in un’area abbandonata

Secondo le prime informazioni, l’incendio avrebbe interessato sterpaglie presenti all’interno dell’area. Ma non solo: tra i resti dello stabilimento si accumulano da anni rifiuti e materiali di scarto, alimentando il rischio di roghi.

L’ex struttura, ormai priva di controllo, è diventata nel tempo rifugio di fortuna per senza dimora, contribuendo a un quadro di degrado che rende l’area particolarmente vulnerabile.

Accertamenti sono in corso per chiarire l’origine del rogo.

Da lido d’élite a rudere dimenticato

“La Casetta” non è solo un edificio abbandonato. E', era un pezzo di storia di Ostia. Un tempo elegante stabilimento balneare, frequentato da personalità di primo piano come Giulio Andreotti e Ugo La Malfa, oltre che da artisti, attori e sportivi.

Oggi di quel passato resta ben poco: qualche cabina in legno, travi consumate dal tempo e detriti che finiscono in mare.

Dieci anni di declino tra sigilli e incuria

Il declino dello stabilimento affonda le radici nel 2016, quando furono apposti i sigilli per presunti abusi edilizi. Nonostante la successiva assoluzione dei titolari, la concessione non venne rinnovata.

Da allora, tra mareggiate, vandalismi e abbandono, la struttura è progressivamente crollata su sé stessa. Il Comune di Roma ha optato per la messa all’asta, ma senza che la situazione trovasse una soluzione concreta.

L’ennesimo episodio di degrado

L’incendio di oggi rappresenta l’ultimo capitolo di una lunga storia di incuria. Un episodio che riaccende i riflettori su un’area simbolo del litorale, ormai ridotta a un luogo di abbandono e pericolo.

Tra macerie, occupazioni e roghi, “La Casetta” continua a raccontare una storia diversa da quella che l’aveva resa celebre: quella di un patrimonio dimenticato, in attesa di un futuro.

Articolo in aggiornamento