Roma, tre lavoratori in nero su cinque: blitz della Guardia di Finanza in un noto ristorante. Scatta la chiusura
Di Redazione il 27/05/2026
Controlli delle Fiamme Gialle del II Gruppo di Ostia nell’XI Municipio: sospesa l’attività dopo la scoperta di tre dipendenti completamente irregolari. Nel mirino il fenomeno del lavoro sommerso e della concorrenza sleale
Roma - Tre lavoratori in nero su cinque dipendenti presenti durante il controllo. E' il pesante bilancio dell’operazione condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che ha portato alla sospensione dell’attività di un noto ristorante dell’XI Municipio della Capitale.
L’intervento è stato eseguito dalle Fiamme Gialle del II Gruppo di Ostia nell’ambito dei servizi di controllo del territorio finalizzati al contrasto del lavoro sommerso e dell’impiego irregolare di manodopera, fenomeno che continua a rappresentare una delle principali piaghe del settore della ristorazione e del commercio.
L’operazione si inserisce in un più ampio piano di verifiche avviato dalla Guardia di Finanza per contrastare evasione contributiva, sfruttamento del lavoro e distorsioni della concorrenza economica.
I controlli e la scoperta dei dipendenti “fantasma”
Durante l’accesso ispettivo, i militari hanno identificato cinque lavoratori subordinati intenti a svolgere regolarmente la propria attività all’interno del locale.
I successivi accertamenti amministrativi e documentali hanno però fatto emergere una situazione ben diversa da quella apparente.
Tre dei cinque lavoratori presenti risultavano infatti completamente sconosciuti agli enti previdenziali e assicurativi, impiegati senza alcuna preventiva comunicazione obbligatoria di assunzione, la cosiddetta “Unilav”.
Una circostanza che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, avrebbe configurato un utilizzo sistematico di lavoro nero all’interno dell’attività commerciale.
Scatta la sospensione dell’attività
Alla luce delle irregolarità riscontrate, la posizione del ristorante è stata immediatamente segnalata all’Ispettorato Nazionale del Lavoro per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.
Contestualmente sono stati interessati anche Inps e Inail per le verifiche di competenza sotto il profilo previdenziale e assicurativo.
La sospensione rappresenta una delle misure più severe previste dalla normativa in materia di lavoro sommerso e viene adottata quando la percentuale di lavoratori irregolari supera determinati limiti rispetto al personale presente.
Il doppio danno del lavoro nero
L’operazione delle Fiamme Gialle riporta al centro il tema del lavoro sommerso, fenomeno che continua a produrre effetti devastanti sia sul piano sociale che economico.
Da un lato, infatti, i lavoratori impiegati in nero vengono privati di diritti fondamentali come contributi previdenziali, coperture assicurative, tutele sanitarie e sicurezza sul posto di lavoro.
Dall’altro, il ricorso alla manodopera irregolare altera profondamente il mercato, consentendo agli operatori scorretti di abbattere illegalmente i costi del personale e praticare una concorrenza sleale nei confronti delle imprese che rispettano le regole.
Un meccanismo che penalizza non soltanto i lavoratori sfruttati, ma anche gli imprenditori onesti costretti a sostenere tutti gli oneri previsti dalla legge.
La stretta della Guardia di Finanza contro il sommerso
Il controllo effettuato nell’XI Municipio rientra nella più ampia strategia di contrasto al lavoro irregolare portata avanti dalla Guardia di Finanza sul territorio romano.
L’obiettivo dichiarato è quello di ripristinare condizioni di equità nel mercato del lavoro e garantire maggiore trasparenza nei rapporti economici, tutelando al tempo stesso la dignità dei lavoratori.
Le attività ispettive proseguiranno anche nelle prossime settimane, con verifiche mirate nei comparti considerati maggiormente esposti al rischio di impiego di personale non regolarizzato.
Presunzione d’innocenza
Si precisa che eventuali responsabilità saranno accertate nelle sedi competenti e che, fino a eventuale provvedimento definitivo, resta valido il principio di presunzione d’innocenza previsto dalla legge.

Tags: ostia, litorale romano










