Ostia, fari della Guardia Costiera sulle Secche di Tor Paterno: al via l’operazione “Nereide” contro reati ambientali e pesca illegale
Di Maria Grazia Stella il 22/05/2026
Controlli in mare, immersioni subacquee, monitoraggi aerei e sequestri lungo tutto il litorale laziale. L’area marina protetta di Ostia tra i punti più sensibili dell’operazione coordinata dalla Direzione Marittima del Lazio
Ostia (Rm) - Dalle profondità protette delle Secche di Tor Paterno fino alle coste pontine, passando per porti, arenili e aree marine ad alto pregio naturalistico: è partita dal litorale laziale una vasta operazione di tutela ambientale che punta a difendere il mare da pesca illegale, reti fantasma, sversamenti e comportamenti pericolosi per l’ecosistema costiero.
Si chiama “Nereide” — come le ninfe marine della mitologia greca protettrici dei marinai — la grande operazione di polizia ambientale avviata dalla Direzione Marittima del Lazio in concomitanza con l’inizio della stagione balneare.
Per tre giorni, tra il 20 e il 22 maggio, uomini e mezzi della Guardia Costiera hanno presidiato l’intero tratto costiero regionale, con un’attenzione particolare rivolta all’area marina protetta delle Secche di Tor Paterno, al largo di Ostia, uno dei tesori naturalistici più delicati e importanti del Tirreno centrale.
Le Secche di Tor Paterno sorvegliate speciali
Tra le priorità dell’operazione figura infatti la tutela degli habitat marini più vulnerabili del Lazio, spesso minacciati da attività illegali e comportamenti irresponsabili.
Le Secche di Tor Paterno rappresentano un ecosistema unico: un’area marina protetta caratterizzata da fondali ricchi di biodiversità, habitat sensibili e specie marine protette che necessitano di controlli continui e rigorosi.
Qui la Guardia Costiera ha intensificato verifiche e monitoraggi, anche attraverso immersioni specialistiche e controlli via mare, per contrastare la presenza di reti abusive, pesca non autorizzata e navigazione in aree interdette.
Un lavoro delicato, svolto in stretta collaborazione con RomaNatura, ente gestore dell’area protetta.
Mezzi navali, sommozzatori ed elicotteri: la macchina dei controlli
L’operazione “Nereide” ha mobilitato una struttura imponente e altamente specializzata.
In campo tutte le componenti operative della Guardia Costiera del Lazio: mezzi navali, pattuglie terrestri, personale specializzato e tecnologie di monitoraggio ambientale.
Hanno partecipato ai controlli i 17 Comandi dipendenti distribuiti lungo i 360 chilometri di costa laziale, da Civitavecchia fino a Gaeta.
Determinante anche il supporto del 2° Nucleo Subacqueo della Guardia Costiera di Napoli, impegnato nelle immersioni nelle aree marine più sensibili, e del velivolo Atr 42 del 3° Nucleo Aereo di Pescara, utilizzato per attività di telerilevamento ambientale e controllo dall’alto del litorale.
Biologi e tecnici in campo per analizzare il mare
A rafforzare ulteriormente l’operazione è stato anche il contributo del Laboratorio Ambientale Marino della Guardia Costiera, inviato dal Comando Generale come assetto specialistico di supporto.
Biologi e tecnici del laboratorio hanno affiancato le attività operative effettuando campionamenti e analisi delle acque, monitoraggi scientifici e verifiche sullo stato dell’ecosistema marino.
L’obiettivo non era soltanto repressivo, ma anche conoscitivo: confrontare i dati attuali con le mappature ambientali esistenti per verificare eventuali alterazioni, criticità o segnali di deterioramento degli habitat costieri.
Pesca illegale e reti fantasma: i numeri dell’operazione
Il bilancio dell’operazione restituisce la dimensione concreta del fenomeno che minaccia il mare laziale.
Nel corso dei controlli sono stati effettuati 213 accertamenti, con il recupero di 500 metri di reti abbandonate sui fondali e il sequestro di oltre 1.500 metri di reti illegali alla deriva.
Le pattuglie hanno inoltre rinvenuto e sequestrato 50 nasse e trappole da pesca abusive.
Sul fronte repressivo, la Guardia Costiera ha elevato 14 sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore ai 10mila euro, oltre a due comunicazioni di notizia di reato e 14 sequestri.
Una battaglia per difendere il mare prima dell’estate
Dietro l’operazione “Nereide” c’è una strategia precisa: garantire che la stagione estiva si svolga nel rispetto della legalità e della tutela ambientale.
Con l’arrivo dell’estate, infatti, il litorale laziale vede aumentare esponenzialmente la pressione antropica, il traffico nautico, le attività turistiche e i rischi per gli ecosistemi costieri.
La navigazione in aree protette, la pesca con strumenti vietati e gli sversamenti illeciti rappresentano minacce concrete per habitat già fragili e sottoposti a forti pressioni ambientali.
Per questo la Guardia Costiera ha scelto di rafforzare la vigilanza proprio all’inizio della stagione balneare, puntando sia sulla prevenzione sia sulla repressione degli illeciti.
Il coordinamento regionale da Civitavecchia
L’intera operazione è stata coordinata dalla Sala Operativa del Comando regionale della Guardia Costiera del Lazio, con sede a Civitavecchia, sotto la direzione del Capitano di Vascello Cosimo Nicastro.
Un dispositivo complesso che ha unito controllo del territorio, attività investigativa, monitoraggio scientifico e tutela ambientale in un’unica grande azione a difesa del mare laziale.
E dalle Secche di Tor Paterno, simbolo della biodiversità del litorale romano, arriva il messaggio: il mare è una risorsa fragile e preziosa che richiede vigilanza costante, rispetto delle regole e responsabilità collettiva.

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