Un percorso tra archeologia, fede e memoria storica racconta la nascita e la diffusione del Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense. Alla cerimonia anche l’assessore di Fiumicino Raffaello Biselli in rappresentanza del sindaco Mario Baccini

Ostia antica (Rm) - Le pietre antiche del Castello di Giulio II sono tornate a raccontare secoli di storia, spiritualità e trasformazioni culturali. A Ostia Antica è stata inaugurata la mostra “In Hoc Signo – Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto”, importante esposizione dedicata alle origini e allo sviluppo del Cristianesimo nel territorio compreso tra Ostia e Portus, crocevia di commerci, civiltà e religioni nel cuore del Mediterraneo romano.

L’evento, ospitato nello storico complesso monumentale di Ostia Antica, ha richiamato studiosi, istituzioni e appassionati di archeologia e storia antica, offrendo al pubblico un viaggio immersivo attraverso testimonianze archeologiche, reperti e documenti che raccontano l’affermazione della nuova fede tra tarda età imperiale e Alto Medioevo.

Un patrimonio storico che racconta le origini cristiane del litorale

La mostra rappresenta un’importante occasione di valorizzazione culturale di un territorio che conserva tracce fondamentali della presenza cristiana nei primi secoli della sua diffusione.

Attraverso reperti archeologici, testimonianze artistiche e documentarie, “In Hoc Signo” ricostruisce infatti il percorso storico che ha accompagnato la nascita e il consolidamento delle comunità cristiane tra Ostia e Portus, luoghi strategici dell’antica Roma imperiale.

Un racconto che intreccia religione, commerci, migrazioni e trasformazioni sociali in un’area che, già in epoca romana, rappresentava uno dei principali snodi del Mediterraneo.

La partecipazione del Comune di Fiumicino

In rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Fiumicino ha preso parte all’inaugurazione l’assessore alle Attività Produttive Raffaello Biselli, presente su delega del sindaco Mario Baccini.

Nel suo intervento, Biselli ha sottolineato il valore culturale e identitario dell’iniziativa, ringraziando organizzatori, studiosi e il direttore Alessandro D’Alessio per il lavoro svolto.

“L’esposizione ci restituisce uno spaccato delle origini cristiane di Ostia e Portus – ha dichiarato l’assessore – raccontando un percorso storico che appartiene anche alla nostra città, da sempre crocevia di culture, tradizioni e civiltà legate al mare”.

Da Sant’Ippolito ai Porti Imperiali: la memoria archeologica del territorio

Nel corso del suo intervento, Biselli ha richiamato anche il valore straordinario del patrimonio archeologico custodito nel territorio di Fiumicino e del litorale romano.

“Il nostro territorio custodisce un patrimonio archeologico unico al mondo – ha spiegato – che testimonia la grandezza della civiltà imperiale romana e l’evoluzione delle prime comunità cristiane”.

Un riferimento particolare è stato rivolto alla Basilica di Sant’Ippolito, agli scavi dei Porti Imperiali di Claudio e Traiano e alla Necropoli di Porto, luoghi simbolo di una storia millenaria che ancora oggi racconta il ruolo centrale dell’area dal punto di vista commerciale, culturale e religioso.

Cultura e valorizzazione del territorio

La mostra “In Hoc Signo” si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio storico e archeologico del litorale romano, sempre più al centro di iniziative culturali e turistiche.

“La nostra Amministrazione – ha concluso Biselli – è impegnata nella promozione e nella valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale della città, con l’obiettivo di diffondere sempre di più la conoscenza delle ricchezze del territorio”.

Un impegno che punta a trasformare storia, archeologia e memoria collettiva in strumenti di crescita culturale e identitaria per l’intera comunità.

Un viaggio nella storia tra fede, mare e civiltà

“In Hoc Signo” non è soltanto una mostra archeologica. E' un racconto che attraversa secoli di cambiamenti religiosi e sociali, riportando alla luce il ruolo fondamentale che Ostia e Portus ebbero nella diffusione del Cristianesimo lungo le rotte del Mediterraneo.

Tra mura antiche, reperti e testimonianze, il Castello di Giulio II diventa così il luogo simbolico dove passato e presente si incontrano, restituendo ai visitatori la memoria viva di un territorio che continua ancora oggi a custodire le proprie radici più profonde.