Ostia e Portus, il futuro è digitale. Con il progetto “S.T.Ar.T. Ostia” tour virtuali, rilievi 3D e piattaforme intelligenti per il Parco archeologico
Di Maria Grazia Stella il 03/03/2026
Il Parco archeologico di Ostia antica lancia “S.T.Ar.T. Ostia – Soluzioni Tecnologiche per l’ARcheologia e il Territorio”, un progetto finanziato dalla Regione Lazio che introduce tour virtuali, rilievi laser, monitoraggi ambientali e un innovativo sistema H-BIM. Coinvolti tre siti tra Ostia e Fiumicino, in un percorso che rafforza il legame secolare tra i due territori e punta a una fruizione sempre più immersiva e sostenibile
Fiumicino (Rm) - Dalla Domus di Giove Fulminatore alla Necropoli di Isola Sacra, passando per l’antico porto di Claudio, la sperimentazione tecnologica diventa strumento di tutela, manutenzione programmata e valorizzazione culturale. Un progetto pilota replicabile su tutto il patrimonio del Parco, con l’obiettivo di ampliare il pubblico e costruire una visione integrata “Ostia–Portus” per il futuro.
Tecnologia e archeologia, una nuova alleanza
Non solo scavi e restauri, ma anche laser scanner, piattaforme digitali e realtà virtuale. E' questa la sfida di “S.T.Ar.T. Ostia”, il progetto che inaugura una nuova stagione per il Parco archeologico di Ostia antica, con l’ambizione di coniugare tutela, innovazione e accessibilità.
Finanziato dalla Regione Lazio attraverso Lazio Innova, il programma è stato elaborato dal Parco in partnership con il X Municipio di Roma Capitale e il Comune di Fiumicino. Un’alleanza istituzionale che guarda al territorio come sistema unitario, valorizzando il legame storico tra Ostia e Portus.
I siti coinvolti: un laboratorio diffuso
La sperimentazione ha interessato tre poli di straordinario valore storico.
A Ostia antica, parte della Regio IV con la Domus di Giove Fulminatore, il Ninfeo degli Eroi, la Domus dei Pesci, la Domus del Garofano e la Caupona del Pavone.
A Fiumicino, l’edificio della cosiddetta “Capitaneria” di Porto lungo la banchina orientale del Bacino di Claudio, e la tomba 57 della Necropoli di Isola Sacra.
Tre contesti differenti per tipologia, stato di conservazione e complessità strutturale, scelti per testare metodologie replicabili su scala più ampia.
Rilievi 3D, monitoraggi e piattaforme intelligenti
Il cuore tecnologico del progetto è imponente. Sono stati effettuati rilievi fotogrammetrici e laser scanner di tutti gli edifici interessati, fondamentali per la progettazione di interventi di restauro e manutenzione programmata.
Parallelamente, è stato avviato un monitoraggio statico e microclimatico per misurare variazioni di irraggiamento, temperatura e umidità, elementi determinanti per la conservazione delle strutture e degli apparati decorativi. Indagini geologiche e diagnostiche hanno inoltre fornito dati sulla natura del terreno e sull’eventuale presenza di manufatti archeologici sepolti.
Tutte le informazioni sono confluite nella piattaforma GIS del Parco e in un sistema H-BIM (Heritage Building Information Modeling), vero elemento innovativo del progetto: un ambiente digitale integrato che consente di gestire in modo dinamico e multidisciplinare ogni dato, registrandone l’evoluzione nel tempo.
Dalla conservazione alla realtà virtuale
I dati raccolti non restano confinati agli archivi tecnici. Diventano la base per ricostruzioni in realtà virtuale e contenuti digitali destinati al pubblico, ampliando l’esperienza di visita sia in presenza sia a distanza.
L’obiettivo è duplice: migliorare la manutenzione e ridurre tempi e costi di intervento, ma anche potenziare la fruizione, offrendo percorsi immersivi capaci di attrarre nuovi visitatori e dialogare con le giovani generazioni.
Un connubio secolare da rilanciare
A sottolineare il valore strategico dell’iniziativa è il consigliere comunale di Fiumicino Roberto Feola, che parla di un lavoro condiviso con il direttore del Parco Alessandro D’Alessio e l’area tecnica, orientato a rafforzare l’unione territoriale e di intenti tra Ostia e Fiumicino.
L’orizzonte è ambizioso: consolidare un’identità integrata che possa portare alla futura denominazione di “Parco archeologico di Ostia e Portus”, riconoscendo formalmente un sistema storico e culturale che, fin dall’antichità, ha rappresentato la porta di Roma sul Mediterraneo.
Un riconoscimento che conferma la rotta
Il progetto arriva in un momento significativo per il Parco, recentemente insignito del Premio GIST–ACTA come miglior sito archeologico italiano, conferito dal Gruppo Italiano Stampa Turistica.
Un riconoscimento che premia non solo il valore storico del sito, ma anche la capacità di innovare e comunicare il patrimonio culturale in chiave contemporanea.
Il futuro è una rete intelligente
“S.T.Ar.T. Ostia” è più di un progetto tecnologico: è una visione.
Una visione che mette in rete competenze, territori e strumenti digitali per garantire tutela, conoscenza e accessibilità.
Perché il connubio secolare tra Ostia e Fiumicino non sia solo memoria, ma progetto condiviso per le famiglie, per i giovani e per le migliaia di visitatori che ogni anno attraversano questi luoghi. La storia, oggi, parla anche il linguaggio dell’innovazione.

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