Grave episodio nella località costiera del Comune di Fiumicino. Un piccolo cane è morto dopo l’attacco di due pitbull lasciati liberi. L’opposizione chiede un intervento immediato dell’amministrazione: “Non si può agire solo dopo le tragedie”

Focene (Rm) - Un nuovo episodio di violenza animale riaccende tensioni e preoccupazioni a Focene. Nella località del litorale romano, un cagnolino è stato aggredito e ucciso da due pitbull lasciati liberi sul territorio.

Il fatto, avvenuto lo scorso 18 aprile, ha profondamente colpito residenti e proprietari di animali domestici, tornando ad alimentare il dibattito sulla sicurezza urbana e sul controllo dei cani potenzialmente pericolosi lasciati senza adeguata custodia.

Un problema che si ripete

Secondo quanto riferito da cittadini e forze politiche locali, non si tratterebbe di un caso isolato.

Già nei mesi scorsi, infatti, a Focene si sarebbero verificati altri episodi analoghi con aggressioni che avrebbero coinvolto sia persone sia animali, generando un clima crescente di paura tra i residenti.

La sensazione diffusa, nel quartiere, è quella di un problema conosciuto ma mai affrontato in modo strutturale.

L’opposizione attacca: “Serve un cambio di passo”

Sulla vicenda sono intervenuti Ezio Di Genesio Pagliuca, capogruppo del Partito Democratico, e Angelo Petrillo, che chiedono un intervento immediato del Comune.

“E' evidente che ci troviamo di fronte a un problema strutturale che non può più essere sottovalutato. Non si può continuare ad agire solo dopo che accade qualcosa di grave. Ieri una ragazza gravemente ferita, oggi un cane ucciso: domani non vorremmo trovarci a commentare conseguenze ancora più drammatiche”.

Parole dure, che riflettono il livello di allarme ormai presente nella zona.

Controlli, sanzioni e monitoraggio

Secondo i consiglieri di opposizione, servono misure immediate e coordinate per evitare il ripetersi di episodi simili.

"E' necessario rafforzare i controlli sul territorio, garantire un monitoraggio puntuale delle situazioni già segnalate e applicare sanzioni severe nei confronti di chi non custodisce correttamente i propri animali”.

Una richiesta che chiama in causa direttamente il ruolo dell’amministrazione comunale nella prevenzione e nella tutela dell’incolumità pubblica.

Paura tra i residenti

Nel quartiere cresce il timore anche per i gesti quotidiani più semplici: portare a passeggio il cane, accompagnare i figli all’aperto, camminare nelle strade del quartiere.

Il Comune ha il dovere di tutelare la sicurezza pubblica e di restituire serenità ai cittadini di Focene, che non possono vivere nella paura”, aggiungono i due esponenti politici.

Un sentimento condiviso da molti residenti che da tempo chiedono regole più rigorose e controlli costanti.

Il nodo della responsabilità

Il caso riporta al centro un tema spesso sottovalutato: non è la razza del cane a determinare il pericolo, ma la responsabilità di chi lo detiene.

Animali di grande forza fisica lasciati liberi o senza adeguata gestione possono trasformarsi in un rischio concreto per altri animali e per le persone.

Per questo, dopo l’ennesimo episodio, Focene chiede risposte rapide e non più rinviabili. Perché la convivenza civile passa anche dal rispetto delle regole e dalla tutela della sicurezza di tutti.