Fiumicino, Travaglini si dimette: “Mancato coinvolgimento nelle scelte”
Di Maria Grazia Stella il 19/03/2026
L’ex coordinatore dei rapporti con i balneari lascia l’incarico: resta l’impegno politico per la città
Fiumicino (Rm) - Un passo indietro che apre interrogativi sugli equilibri interni all’amministrazione. Stefano Travaglini ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di coordinamento con le associazioni balneari e nei rapporti con la Regione Lazio.
La decisione è stata formalizzata attraverso una lettera indirizzata al sindaco di Fiumicino, Mario Baccini, con cui Travaglini ha comunicato la volontà di interrompere il proprio ruolo istituzionale.
Le motivazioni: “Venuto meno il coinvolgimento”
Alla base della scelta, definita dallo stesso Travaglini “senza alcun tipo di ripensamento”, vi sarebbe una crescente distanza rispetto alle dinamiche decisionali dell’amministrazione.
L’ex coordinatore evidenzia infatti un mancato coinvolgimento nelle scelte operative e strategiche, sottolineando una discrepanza tra il contributo offerto durante la fase elettorale e l’attuale gestione politica.
Nel mirino anche alcuni cambiamenti negli assetti della maggioranza, con l’ingresso di figure ritenute in passato lontane dal progetto originario.
La presa di posizione: “Viene meno il rispetto”
Parole nette accompagnano l’uscita di scena.
“Viene meno il presupposto del rispetto per il lavoro svolto e per il mandato ricevuto dai cittadini”, ha dichiarato Travaglini, spiegando come le condizioni politiche non consentano più di svolgere l’incarico con la necessaria serenità.
Una presa di posizione che lascia emergere tensioni non solo organizzative, ma anche politiche.
L’impegno resta: “Continuerò per la città”
Nonostante le dimissioni, Travaglini non abbandona il proprio impegno sul territorio.
L’ex coordinatore ha infatti ribadito la volontà di continuare a operare per il bene della comunità di Fiumicino, seppur al di fuori dell’incarico istituzionale appena lasciato.
Un segnale politico
Le dimissioni rappresentano un passaggio significativo per l’amministrazione, in un momento in cui il rapporto con il comparto balneare e con la Regione Lazio resta un tema centrale.
Un segnale che potrebbe aprire nuove riflessioni sugli equilibri interni e sul futuro assetto politico della città.

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