“Sì allo sviluppo dell’aeroporto, ma senza consumare la Riserva naturale”

Fiumicino (Rm) - Quarta pista e deperimetrazione della Riserva naturale del Litorale Romano tornano al centro del dibattito. Davanti alla Commissione della Riserva Statale, il Comitato FuoriPista e le principali associazioni ambientaliste ribadiscono un principio netto: lo sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino è possibile, ma solo entro i confini dell’attuale sedime. Troppi, secondo i comitati contrari, i profili di incompatibilità ambientale, normativa e sociale del progetto ENAC–AdR.

L’audizione del 17 febbraio: ambientalisti e comitati davanti alla Commissione

Lo scorso 17 febbraio la Commissione della Riserva Statale Naturale del Litorale Romano, presieduta dal dottor De Angelis, ha audito il Comitato FuoriPista e alcune tra le principali associazioni ambientaliste italiane – Italia Nostra, LIPU e WWF Italia – in merito al progetto della quarta pista dell’aeroporto “Leonardo da Vinci” e alla proposta di deperimetrazione della Riserva.

All’incontro hanno partecipato in collegamento video anche rappresentanti del Comune di Fiumicino.

L’associazione ambientalista Fare Verde ha invece trasmesso un contributo scritto, esprimendo una netta contrarietà all’opera.

FuoriPista: sviluppo sì, ma senza uscire dall’attuale sedime

Nel corso dell’audizione, il Comitato FuoriPista ha ribadito una posizione che definisce “coerente con atti istituzionali e sentenze”: favore allo sviluppo dell’aeroporto, purché non avvenga a scapito della Riserva naturale.

Un principio, ricordano, sancito dall’Ordine del Giorno del Senato del 30 maggio 2018, approvato all’unanimità, e successivamente dal Decreto Ministeriale n. 179 del 21 agosto 2020, nonché dalla sentenza del TAR n. 3051 del 12 marzo 2022.

Le “incongruenze macroscopiche” del progetto ENAC–AdR

Secondo il Comitato, la proposta avanzata da ENAC e Aeroporti di Roma, recepita nella Delibera del Consiglio comunale n. 1 del 13 gennaio 2026, presenta gravi incongruenze e incompatibilità.

In particolare, verrebbe violata la normativa europea in materia di tutela ambientale e aree protette (Rete Natura 2000), oltre agli articoli 2 e 3 del decreto istitutivo della Riserva.

A rischio ambiente, agricoltura e comunità residenti

Tra i punti più critici segnalati, anche la possibile distruzione di centri agricoli storici risalenti alla bonifica degli anni Trenta, sottoposti a tutela dal Ministero della Cultura. Un intervento che, secondo FuoriPista, avrebbe ricadute dirette sulla vita di decine di famiglie che ancora oggi abitano e lavorano quei terreni.

Compensazioni “fittizie” e un principio giuridico chiaro

Durissime le critiche alle compensazioni ambientali previste dal progetto, definite “fittizie” sia sul piano qualitativo – perché basate su aree di minor valore naturalistico – sia su quello quantitativo, poiché comprenderebbero superfici già incluse nella Riserva.

Il Comitato ha ricordato come la giurisprudenza europea e italiana abbia più volte stabilito che una Riserva naturale non può essere distrutta o degradata compensando altrove, neppure con interventi di rinaturalizzazione.

La capacità dell’aeroporto e il confronto internazionale

Sul piano tecnico, FuoriPista contesta anche le motivazioni addotte da ENAC per giustificare la quarta pista, ossia la presunta insufficienza della capacità attuale e le previsioni di traffico al 2046.

Secondo il Comitato, la soglia di 375mila movimenti annui indicata da Enac sarebbe sottostimata: con un diverso utilizzo delle tre piste esistenti, si potrebbero superare i 480mila movimenti. A supporto, il confronto con grandi hub internazionali come Heathrow, che con due sole piste gestisce un volume di traffico superiore a quello di Fiumicino.

Previsioni di traffico e l’incognita rumore

Forti perplessità anche sulle previsioni di crescita del traffico aereo, già rivelatesi errate in passato. Per questo, le stime al 2046 vengono giudicate poco affidabili e meritevoli di una verifica da parte di un ente terzo e indipendente.

Quanto al rumore, FuoriPista parla apertamente di “mistificazione”: con un aumento del traffico del 50%, il rumore non diminuirà, ma verrà spostato da un’area all’altra, coinvolgendo zone tutelate come il Lago di Traiano e le Vasche di Maccarese, oltre a quartieri densamente abitati come Isola Sacra e Aranova.

Le conclusioni: la quarta pista non è compatibile

In chiusura, gli interventi delle associazioni ambientaliste e di alcuni membri della Commissione di Riserva hanno evidenziato come l’attuale quadro normativo europeo e nazionale non consenta la realizzazione della quarta pista.

Una posizione che rafforza il fronte contrario alla deperimetrazione e rilancia una domanda cruciale per il futuro di Fiumicino: sviluppo sì, ma a quale prezzo e, soprattutto, a spese di quale territorio.