In occasione della Giornata mondiale dell’endometriosi, presentato un documento per sollecitare la Regione Lazio ad accelerare l’iter per una legge specifica. Al centro: diagnosi tardive, tutele insufficienti e impatto sulla vita delle donne

Fiumicino (Rm) – Una ricorrenza che diventa occasione di proposta politica e sensibilizzazione. In concomitanza con la Giornata mondiale e regionale dell’endometriosi, che si celebra il 28 marzo, il Partito Democratico ha presentato un documento per sollecitare un intervento normativo a livello regionale.

A illustrarne i contenuti è Erica Antonelli, prima firmataria del testo insieme ai consiglieri dem, che punta a impegnare il Sindaco e la Giunta di Fiumicino a farsi portavoce presso la Regione Lazio.

L’obiettivo è chiaro: accelerare l’iter per l’approvazione di una legge regionale dedicata a una patologia ancora troppo sottovalutata.

Una malattia diffusa, ma ancora poco riconosciuta

L’endometriosi, pur essendo una condizione diffusa, continua a essere segnata da ritardi diagnostici e carenze nel sistema di tutela.

In Italia si stimano circa 3 milioni di donne colpite, di cui 750.000 nel Lazio – sottolinea Antonelli ma il ritardo nella diagnosi resta uno dei principali problemi”.

Una criticità che si traduce spesso in un aggravamento delle condizioni cliniche e in un impatto significativo sulla qualità della vita.

Le ricadute sanitarie, sociali e lavorative

La malattia non incide solo sul piano sanitario, ma produce effetti profondi anche sul versante sociale e lavorativo.

Dolore cronico, difficoltà nelle attività quotidiane e ripercussioni professionali rappresentano una realtà per molte donne, spesso costrette a convivere con una patologia invisibile e poco riconosciuta.

Tutele parziali e lacune normative

Nonostante l’inserimento dell’endometriosi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), con esenzione per i casi più gravi, restano ampie zone d’ombra.

“Molte donne con forme iniziali, ma altrettanto invalidanti, non ricevono adeguate tutele economiche e sociali”, evidenzia la consigliera.

Una situazione che, secondo i promotori, richiede un intervento normativo più strutturato.

La richiesta: una legge regionale per colmare il gap

Da qui la proposta: una legge regionale che rafforzi gli strumenti di prevenzione, diagnosi e assistenza, ampliando le tutele per tutte le pazienti.

Una normativa dedicata – conclude Antonelli – sarebbe fondamentale per garantire un supporto più efficace e completo alle donne affette da endometriosi”.

Un passo che, nelle intenzioni, punta a trasformare la sensibilizzazione in azione concreta.