Controlli ad Anzio e Nettuno: sequestrato un distributore per gasolio irregolare
Di Maria Grazia Stella il 02/03/2026
Le analisi rivelano gasolio non conforme agli standard di sicurezza, con un punto di infiammabilità inferiore ai limiti di legge. Bloccati oltre 3.400 litri di carburante. Il titolare denunciato per frode in commercio e contrabbando
Anzio (Rm) - Un’operazione congiunta di Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli porta al sequestro di un impianto di distribuzione tra Anzio e Nettuno. Le analisi rivelano gasolio non conforme agli standard di sicurezza, con un punto di infiammabilità inferiore ai limiti di legge. Bloccati oltre 3.400 litri di carburante. Il titolare denunciato per frode in commercio e contrabbando.
I controlli sul territorio
Prosegue l’attività di vigilanza sui distributori stradali di carburante nei comuni di Anzio e Nettuno. Nei giorni scorsi, i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno effettuato una serie di ispezioni mirate nel settore dei prodotti energetici.
Durante i controlli, in uno degli impianti sottoposti a verifica è stata accertata la commercializzazione di gasolio non conforme alla normativa vigente, con potenziali rischi per la sicurezza degli utenti.
Le analisi dei chimici: sotto la soglia di sicurezza
Le verifiche tecniche sono state eseguite sul posto dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Nettuno, con il supporto dei chimici del Laboratorio Mobile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Le analisi hanno evidenziato che il carburante presentava un punto di infiammabilità inferiore ai 55 gradi centigradi, soglia minima stabilita dalla legge.
Dal punto di vista tecnico, un punto di infiammabilità più basso indica che il gasolio può sviluppare vapori infiammabili a temperature inferiori rispetto a quelle previste. Una condizione che aumenta sensibilmente il rischio di accensione accidentale durante le fasi di stoccaggio, trasporto o utilizzo, anche in condizioni ambientali ordinarie.
Additivi sospetti e scatta il sequestro
Gli accertamenti hanno inoltre rilevato la presenza di sostanze aggiunte al gasolio, capaci di alterarne le caratteristiche chimico-fisiche.
Alla luce delle irregolarità riscontrate, la Procura della Repubblica di Velletri è stata immediatamente informata e ha disposto il sequestro della cisterna contenente il carburante e delle colonnine di erogazione.
Il provvedimento, successivamente convalidato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri, ha consentito di bloccare 3.412,63 litri di gasolio, impedendone l’immissione sul mercato e la distribuzione ai consumatori.
Denunce e violazioni amministrative
Il titolare dell’impianto è stato segnalato all’autorità giudiziaria per i reati di frode in commercio e contrabbando.
Nel corso dell’operazione sono state inoltre contestate 20 violazioni amministrative alla normativa di settore, riguardanti irregolarità nella gestione contabile e documentale e il mancato rispetto degli obblighi di comunicazione e registrazione della movimentazione dei prodotti energetici.
Un’azione a tutela di sicurezza e legalità
L’intervento si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo svolto dalla Guardia di Finanza, in sinergia con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per contrastare le frodi nel settore delle accise e garantire la qualità e la sicurezza dei carburanti immessi in commercio.
Un’attività fondamentale non solo per la tutela delle entrate erariali, ma anche per la protezione dei cittadini e dell’ambiente, in un comparto particolarmente esposto a pratiche illecite.
Presunzione di innocenza
Il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari.
Per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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