Martedì 10 marzo, al Polo didattico di Ostia dell’Università Roma Tre, prende il via la maratona letteraria “Come si parla di donne” tra tra scrittrici, giornaliste e studenti dei licei del Municipio X per riflettere sul ruolo dell’editoria e della scrittura nell’affermazione dei diritti e nella costruzione di una narrazione più consapevole del femminile

Ostia (Rm) - Martedì 10 marzo, al Polo didattico di Ostia dell’Università Roma Tre, prende il via la maratona letteraria “Come si parla di donne”. Un incontro tra scrittrici, giornaliste e studenti dei licei del Municipio Roma X per riflettere sul ruolo dell’editoria e della scrittura nell’affermazione dei diritti e nella costruzione di una narrazione più consapevole del femminile.

Un confronto necessario nel cuore di Ostia

Non solo una rassegna di libri, ma un momento di confronto civile e culturale. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, martedì 10 marzo alle ore 10, il Polo didattico di Ostia dell’Università degli Studi Roma Tre ospiterà la maratona letteraria “Come si parla di donne”.

L’iniziativa coinvolgerà studenti e studentesse dei licei del Municipio Roma X, chiamati a dialogare direttamente con autrici e giornaliste che hanno dedicato i loro lavori al racconto delle donne, dei loro diritti e delle loro battaglie.

Il linguaggio come strumento di emancipazione

Il titolo dell’evento non è casuale: “Come si parla di donne” richiama una questione centrale del nostro tempo, quella del linguaggio e della rappresentazione. Le parole costruiscono immaginari, orientano il pensiero, influenzano le relazioni sociali.

Attraverso gli interventi delle ospiti, la maratona offrirà uno spazio di approfondimento sulla storia dell’emancipazione femminile, sulle lotte femministe e sul lungo percorso verso il riconoscimento pieno del ruolo della donna nella società contemporanea.

La scrittura come memoria e responsabilità

La letteratura, il giornalismo, l’editoria diventano strumenti di trasmissione e consapevolezza. Raccontare le esperienze femminili significa restituire voce a storie spesso marginalizzate, tramandare esempi di coraggio e determinazione, costruire un ponte tra generazioni.

Le autrici presenti porteranno testimonianze e riflessioni su figure che hanno segnato la storia, ma anche su sfide ancora aperte: disparità di genere, stereotipi culturali, diritto all’autodeterminazione.

Un dialogo con le nuove generazioni

Protagonisti dell’incontro saranno soprattutto i giovani. L’obiettivo è coinvolgerli in una riflessione attiva, stimolare domande, favorire uno scambio diretto con chi, attraverso la scrittura, contribuisce a modellare il dibattito pubblico.

In un’epoca segnata da comunicazione veloce e superficiale, la maratona letteraria invita a rallentare, ad ascoltare, a scegliere le parole con cura. Perché parlare di donne non è solo un tema, ma una responsabilità collettiva.

Cultura come leva di cambiamento

L’appuntamento di Ostia si inserisce in un percorso più ampio di educazione civica e culturale che riconosce nella scrittura uno strumento potente di trasformazione sociale.

La maratona “Come si parla di donne” si propone così non solo come celebrazione simbolica dell’8 marzo, ma come occasione concreta per riaffermare il valore della cultura nel promuovere diritti, consapevolezza e pari opportunità.