Area sociale sul lungomare di Ostia, il caso divide il Municipio
Di Maria Grazia Stella il 26/02/2026
Aula occupata per la seconda volta, delibera rinviata: maggioranza spaccata, opposizione all’attacco
Ostia (Rm) - Il progetto dell’“area sociale” destinata a ospitare nuclei fragili, oggi in roulotte a piazzale Mediterraneo, continua a infiammare il dibattito politico a Ostia. La delibera della maggioranza di centrosinistra del X Municipio, che prevede lo spostamento sul lungomare Amerigo Vespucci, è stata nuovamente bloccata dall’occupazione dell’aula consiliare da parte del centrodestra. Una scelta che acuisce le tensioni, mentre lo stesso centrosinistra mostra crepe evidenti. Il voto slitta a martedì 3 marzo.
Il progetto dell’area sociale e lo scontro politico
Attorno al progetto di realizzare un’“area sociale” sul lungomare Amerigo Vespucci, destinata ad accogliere una decina tra camper e roulotte in cui vivono attualmentee nuclei familiari fragili, il clima politico nel Municipio X di Roma Capitale si fa sempre più teso.
La proposta, sostenuta dalla maggioranza di centrosinistra, mira a trasferire le famiglie oggi presenti a piazzale Mediterraneo in un’area attrezzata con servizi minimi – illuminazione, fontanella e bagni chimici – in attesa di soluzioni definitive. Si tratterebbe, dunque, di una soluzione "temporanea", anche se la scelta ha innescato un duro braccio di ferro che coinvolge non solo l’opposizione di centrodestra, ma anche settori dello stesso campo progressista.
Un centrosinistra diviso
A rendere il quadro ancora più complesso sono le prese di posizione critiche arrivate dall’interno del Partito Democratico. Gli interventi di Emanuela Droghei, consigliera regionale dem, e di Margherita Welyam, capogruppo municipale sospesa dal partito le scorse settimane, hanno messo in evidenza una frattura politica e culturale sul modello di intervento sociale proposto.
Per le voci critiche, non si tratterebbe di una vera presa in carico, ma di una “cristallizzazione della marginalità”, destinata a spostare il problema senza risolverlo.
L’aula occupata e il voto rinviato
Nel frattempo, la delibera non è stata approvata. Per la seconda volta, i gruppi consiliari di Lega e Fratelli d’Italia hanno occupato l’aula consiliare, impedendo lo svolgimento dei lavori e la votazione del provvedimento.
Il testo tornerà ora all’ordine del giorno del Consiglio municipale di martedì 3 marzo, ma lo scontro appare tutt’altro che risolto.
Le critiche: “Non una soluzione, ma uno spostamento del problema”
Secondo l’opposizione e i contrari interni al centrosinistra, il progetto rappresenterebbe soltanto uno spostamento fisico delle roulotte e, con esse, della fragilità sociale da un’area all’altra di Ostia.
A preoccupare sono anche le possibili ricadute sul tessuto urbano e sociale di Ostia Levante, dove l’area individuata insisterebbe in una zona interessata dal progetto di riqualificazione del Parco del Mare, attualmente oggetto di tavoli di confronto tra amministrazione, associazioni e ambientalisti. Il timore è che la scelta possa generare nuove tensioni con residenti e operatori economici.
Falconi: “Occupare l’aula è un fatto grave”
Sulla nuova occupazione dell’aula è intervenuto con toni chiari e decisi il presidente del Municipio X, Mario Falconi.
“Quanto accaduto oggi in aula consiliare è un fatto grave che la città ha il diritto di conoscere. L’opposizione ha nuovamente occupato l’aula, impedendo la votazione di una delibera fondamentale per la comunità e soprattutto per i cittadini più fragili”.
Falconi respinge l’idea che si tratti di una forma legittima di dissenso, parlando invece di un atto che blocca il confronto democratico e rallenta decisioni attese.
“Bloccare i lavori significa assumersi una responsabilità politica”
Il minisindaco ribadisce che le istituzioni sono il luogo del dibattito e del voto, non dell’impedimento fisico dei lavori consiliari: “Chi sceglie di occupare l’aula si assume la responsabilità politica di fermare provvedimenti concreti e indispensabili”.
Falconi richiama inoltre una nota congiunta del sindaco di Roma e dell’assessore capitolino al Patrimonio, Tobia Zevi, che confermerebbe l’impegno a individuare soluzioni alternative e più strutturate per le persone che vivono precariamente a piazzale Mediterraneo.
Verso il 3 marzo: una partita ancora aperta
“La differenza è chiara: da una parte chi blocca, dall’altra chi lavora per risolvere i problemi”, conclude Falconi, assicurando che la maggioranza continuerà a difendere il diritto del Consiglio di votare e a garantire il funzionamento democratico dell’aula.
Ma con un centrosinistra diviso, un’opposizione sul piede di guerra e una cittadinanza sempre più coinvolta nel dibattito, la partita sull’area sociale del lungomare di Ostia resta apertissima. Martedì 3 marzo potrebbe essere un nuovo snodo decisivo.

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