Dopo la morte di un uomo nell’area dell’ex vivaio municipale di Acilia, i consiglieri del Movimento 5 Stelle denunciano una gestione “fallimentare” dell’amministrazione guidata da Mario Falconi. Al centro delle accuse: degrado, progetti bloccati e fondi pubblici non valorizzati

Acilia (Rm) - La tragedia consumatasi nell’area dell’ex vivaio municipale riapre una ferita profonda nel territorio del X Municipio.

“Esprimiamo profondo cordoglio per la vittima e vicinanza alla sua famiglia”, dichiarano i consiglieri del Movimento 5 Stelle Alessandro Ieva, Giuliana Di Pillo e Silvia Paoletti.

Ma alle parole di cordoglio segue una presa di posizione netta: “Il dolore non basta. Questa tragedia poteva e doveva essere evitata”.

“Quattro anni di segnalazioni ignorate”

Secondo i consiglieri pentastellati, il dramma sarebbe il risultato di una lunga sequenza di mancate risposte.

“Da quattro anni denunciamo le condizioni di abbandono, degrado e pericolosità della struttura, chiedendo interventi immediati. Abbiamo ricevuto solo inerzia, silenzi e scaricabarile burocratici, affermano.

Un’accusa pesante, che punta il dito contro una presunta mancanza di attenzione e intervento da parte dell’amministrazione municipale.

Un progetto mai valorizzato: il vivaio pubblico dimenticato

Il caso del vivaio municipale assume, nelle parole del M5S, un valore simbolico.

La struttura, ricordano i consiglieri, era stata riqualificata durante la precedente amministrazione guidata da Giuliana Di Pillo con un investimento superiore ai 100mila euro, con l’obiettivo di trasformarla in un vivaio pubblico a servizio della cittadinanza.

Un bene recuperato con soldi pubblici è stato lasciato marcire fino al tragico epilogo”, denunciano.

Dalla Madonnetta a Bagnoletto: “Una gestione fatta di occasioni mancate”

Il vivaio non sarebbe un caso isolato.

Secondo il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, la stessa dinamica si ripeterebbe in altri progetti del territorio: dalla scuola materna “Do.Re.Mi… Diverto”, per la quale sarebbero stati persi i finanziamenti, al parco poligenerazionale di Bagnoletto, ancora fermo, fino alla bonifica del terreno di Villaggio Africa, bloccata da anni.

Una lista che, secondo i consiglieri, racconta una gestione caratterizzata da ritardi, fondi non utilizzati e interventi mai completati.

L’affondo politico: “Immobilismo e incapacità amministrativa”

“Una lunga sequenza di ritardi e occasioni mancate dimostra l’incapacità di programmare e realizzare gli investimenti pubblici”, attaccano i consiglieri.

Parole dure anche nei confronti dell’amministrazione guidata da Mario Falconi, definita responsabile di “immobilismo, superficialità e incapacità amministrativa”.

Secondo il M5S, chi aveva il dovere di intervenire avrebbe ignorato problemi e responsabilità fino al verificarsi della tragedia.

“Accertare tutte le responsabilità”

I consiglieri chiedono ora chiarezza su quanto accaduto.

“Chiediamo che vengano accertate fino in fondo tutte le responsabilità politiche e amministrative e ci riserviamo di valutare ogni possibile iniziativa, anche legale”, concludono.

Una vicenda che divide e interroga il territorio

La tragedia del vivaio municipale di Acilia si trasforma così in un caso politico, destinato ad alimentare il confronto tra maggioranza e opposizione.

Al centro resta però una domanda che va oltre lo scontro: ossia quanto pesi, oggi, il degrado delle aree abbandonate nella sicurezza quotidiana dei cittadini.