Porto di Civitavecchia, due tartarughe protette nascoste in un doppiofondo di un furgone: sequestrate al rientro dalla Tunisia
Di Maria Grazia Stella il 10/07/2026
Nuova operazione della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli contro il traffico illecito di specie protette. Al porto di Civitavecchia sono stati scoperti due esemplari vivi di Testudo graeca, nascosti in un vano segreto ricavato all'interno di un furgone proveniente dalla Tunisia. Il conducente è stato denunciato. Gli animali, appartenenti a una specie tutelata dalla Convenzione Cites, sono stati affidati a un centro specializzato per le cure e la custodia
Civitavecchia (Rm) - Erano nascoste in un vano ricavato all'interno di un furgone, lontane da occhi indiscreti e dai controlli di frontiera. Ma il tentativo di introdurre illegalmente in Italia due tartarughe appartenenti a una specie protetta si è concluso al porto di Civitavecchia grazie all'attività congiunta della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
L'operazione è stata condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, con il supporto dei funzionari dell'Ufficio delle Dogane di Civitavecchia, nell'ambito dei controlli effettuati sui passeggeri e sui veicoli in arrivo dalla Tunisia.
L'intervento si inserisce nelle attività di contrasto ai traffici illeciti di fauna protetta e di tutela della biodiversità, fenomeno che continua a rappresentare una minaccia per numerose specie a rischio di estinzione.
Le tartarughe nascoste in un doppiofondo del veicolo
Durante le verifiche doganali, i finanzieri del Gruppo di Civitavecchia hanno individuato un doppiofondo ricavato nel vano posteriore di un furgone.
All'interno del nascondiglio erano custoditi due esemplari vivi di Testudo graeca, comunemente nota come tartaruga greca, specie inserita tra quelle protette dalla normativa internazionale sul commercio di fauna selvatica.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il vano segreto sarebbe stato realizzato proprio per sottrarre gli animali ai controlli doganali e facilitarne l'introduzione clandestina nel territorio nazionale.
Denunciato il conducente del mezzo
Il conducente del furgone, cittadino tunisino, è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia.
L'uomo è indagato, allo stato delle indagini, per la violazione della Legge n. 150 del 7 febbraio 1992, che recepisce nell'ordinamento italiano la Convenzione Cites e disciplina la tutela delle specie animali e vegetali minacciate di estinzione.
La normativa punisce l'importazione, il trasporto e il commercio illegale di esemplari appartenenti a specie protette, prevedendo sanzioni di natura penale che possono comprendere l'arresto e l'ammenda.
Gli animali affidati a un centro specializzato
Per impedire che le tartarughe rientrassero nel circuito del traffico illegale, i militari hanno proceduto al sequestro probatorio dei due esemplari.
Successivamente gli animali sono stati trasferiti in una struttura autorizzata specializzata nella tutela della fauna selvatica, dove personale veterinario qualificato ha effettuato le prime visite e predisposto tutte le cure necessarie, garantendo una sistemazione adeguata alle esigenze della specie.
La lotta al traffico di specie protette
L'operazione rientra nel rafforzamento dei controlli Cites predisposti presso il porto di Civitavecchia, uno dei principali punti di ingresso delle merci e dei passeggeri provenienti dall'area del Mediterraneo.
La Convenzione di Washington (Cites), recepita dalla legislazione italiana, rappresenta uno dei principali strumenti internazionali per contrastare il commercio illegale di animali e piante selvatiche, fenomeno che alimenta un mercato clandestino con pesanti ripercussioni sulla conservazione della biodiversità.
Attraverso il monitoraggio dei flussi commerciali e dei collegamenti marittimi internazionali, Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane operano quotidianamente per intercettare traffici illeciti che mettono a rischio specie protette e alterano gli equilibri degli ecosistemi.
La presunzione di innocenza
Come previsto dalla normativa vigente, il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari.
Nei confronti della persona sottoposta a indagine resta pertanto valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo della responsabilità con sentenza irrevocabile di condanna.

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