Si chiude con tre misure cautelari l'indagine della Guardia di Finanza coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma che ha ricostruito un presunto traffico internazionale di cocaina dal Perù all'Europa. Nel corso delle indagini sono stati arrestati in flagranza 17 corrieri della droga e sequestrati oltre 15 chilogrammi di stupefacente. Gli investigatori hanno individuato un sofisticato sistema per aggirare i controlli aeroportuali, basato sulla cosiddetta tecnica del "no show"

Fiumicino (Rm) - Tre misure cautelari, diciassette arresti già eseguiti nel corso delle indagini e oltre quindici chilogrammi di cocaina sequestrati. Sono i risultati dell'operazione "No Show", condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che ha consentito di smantellare, secondo l'ipotesi investigativa, un'organizzazione dedita all'importazione internazionale di sostanze stupefacenti attraverso gli aeroporti europei.

Su disposizione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Fiumicino hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre persone, due cittadini peruviani e un cittadino colombiano, ritenuti gravemente indiziati di essere il terminale operativo del traffico illecito in Italia.

Per due degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre nei confronti del terzo è stato applicato il divieto di dimora.

Le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia

Il provvedimento rappresenta il punto di arrivo di una complessa attività investigativa sviluppata dalla Guardia di Finanza di Fiumicino sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.

Nel corso dell'inchiesta, i finanzieri hanno progressivamente ricostruito il funzionamento della presunta rete criminale, individuando i soggetti incaricati della gestione dei corrieri della droga e delle fasi di introduzione dello stupefacente sul territorio europeo.

L'attività investigativa aveva già portato all'arresto in flagranza di 17 corrieri e al sequestro di oltre 15 chilogrammi di cocaina, impedendo che la sostanza raggiungesse il mercato dello spaccio.

La cocaina nascosta nel corpo dei corrieri

Secondo quanto emerso dalle indagini, la droga proveniva dal Perù e veniva trasportata in Europa attraverso la tecnica dei cosiddetti body packers, conosciuti anche come "ovulatori".

I corrieri ingerivano o occultavano all'interno del proprio corpo numerosi involucri contenenti cocaina, tentando così di superare i controlli aeroportuali senza destare sospetti.

Una modalità estremamente rischiosa anche per la salute degli stessi trasportatori, poiché l'eventuale rottura degli involucri può provocare conseguenze letali.

La tecnica del "No Show" per eludere i controlli

Uno degli aspetti più significativi dell'indagine riguarda il sistema utilizzato dall'organizzazione per aggirare i controlli doganali e di polizia.

Gli investigatori hanno ricostruito il ricorso alla cosiddetta tecnica del "No Show", uno stratagemma studiato per ridurre il rischio di essere intercettati negli aeroporti.

Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, i corrieri arrivavano in uno scalo europeo di transito con un biglietto già acquistato per una successiva destinazione. Una volta atterrati, però, decidevano volontariamente di non imbarcarsi sul volo successivo, interrompendo il viaggio proprio nello scalo intermedio.

In questo modo evitavano i controlli più approfonditi generalmente predisposti sulle rotte considerate maggiormente esposte al traffico internazionale di stupefacenti, tentando così di rendere più difficile l'individuazione della droga.

La lotta ai traffici internazionali passa dagli aeroporti

L'operazione conferma il ruolo strategico dell'aeroporto internazionale di Fiumicino nel contrasto ai traffici illeciti provenienti dall'estero e l'importanza della costante attività di intelligence sviluppata dalla Guardia di Finanza.

Il monitoraggio dei flussi aeroportuali e doganali, integrato con le attività investigative, rappresenta uno degli strumenti principali per intercettare le organizzazioni criminali impegnate nell'importazione di sostanze stupefacenti e tutelare la sicurezza economica e sociale del Paese.

La presunzione di innocenza

Come previsto dalla normativa vigente, il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari.

Le persone raggiunte dalle misure cautelari sono da ritenersi presunte innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo della responsabilità con sentenza irrevocabile di condanna.