Porto crocieristico di Fiumicino, la battaglia arriva al Tar: cittadini e associazioni attendono la sentenza sul progetto delle grandi navi
Di Redazione il 19/06/2026
Si è svolta davanti al Tar del Lazio l’attesa udienza sul ricorso contro il mega-porto crocieristico previsto al Vecchio Faro di Isola Sacra. Tavoli del Porto, Lipu, Italia Nostra e i cittadini ricorrenti denunciano rischi per ambiente, salute e qualità della vita, mentre ora cresce l’attesa per la decisione dei giudici amministrativi
Fiumicino (Rm) - Una delle vicende più controverse degli ultimi anni sul litorale romano è arrivata davanti ai giudici amministrativi.
Nella mattinata di mercoledì 17 giugno si è infatti svolta al Tar del Lazio l’attesa udienza di merito sul ricorso promosso dai cittadini e dalla rete dei Tavoli del Porto, insieme a Lipu-BirdLife Italia, con l’intervento di Italia Nostra, contro il progetto del porto crocieristico previsto nell’area del Vecchio Faro di Isola Sacra.
Un passaggio considerato decisivo da chi, da anni, si oppone alla realizzazione dell’infrastruttura e ne contesta gli effetti sul territorio, sull’ambiente e sulla salute pubblica.
Un confronto rapido su una questione complessa
Secondo quanto riferito dalle associazioni ricorrenti, il dibattito in aula si sarebbe svolto in tempi particolarmente contenuti rispetto alla complessità delle questioni affrontate.
Proprio questo aspetto viene evidenziato dai rappresentanti della rete civica che, pur prendendo atto dello svolgimento dell’udienza, sottolineano come molte delle problematiche legate all’opera abbiano potuto essere affrontate soltanto in maniera sintetica.
La vicenda riguarda infatti un progetto che da anni divide il territorio e che coinvolge aspetti ambientali, urbanistici, paesaggistici, economici e sociali, con ricadute che interessano non soltanto Fiumicino ma l’intero quadrante costiero compreso tra la foce del Tevere e il litorale romano.
La presenza dei cittadini in aula
Una delegazione ristretta di cittadini e rappresentanti delle associazioni ha seguito personalmente l’udienza.
Una presenza che, spiegano Tavoli del Porto, Lipu e Italia Nostra, aveva un significato preciso.
“Come cittadini direttamente impattati dall'opera sul piano della qualità della vita e della salute, abbiamo presenziato all'udienza con una ristretta delegazione. La nostra partecipazione fisica ha voluto dimostrare, in modo plastico, come questo progetto non sia una astratta questione burocratica, ma vada a incidere direttamente sulla carne viva della popolazione e sui nostri corpi. La nostra presenza in aula ribadisce la piena fondatezza delle nostre ragioni, che superano i meri confini giuridici per diventare una difesa della salute pubblica”.
Parole che sintetizzano la posizione del fronte contrario all’opera, convinto che il progetto possa avere conseguenze significative sulla vivibilità del territorio.
Lo scontro sui numeri delle navi da crociera
Uno dei temi emersi durante il confronto riguarda l’effettiva portata dell’infrastruttura e il numero delle navi previste.
Secondo le associazioni, nel corso dell’udienza sarebbe stato riproposto dalla controparte l’argomento secondo cui l’impatto del porto sarebbe limitato, considerando una presenza contenuta delle navi da crociera.
Una ricostruzione che viene però contestata dai ricorrenti.
“In un confronto così rapido non è mancato il tentativo della controparte di minimizzare la portata dell'intervento, riproponendo in aula la giustificazione secondo cui l'impatto della struttura sarebbe irrilevante poiché la presenza delle navi da crociera si limiterebbe a una sola unità a settimana. Una narrazione che viene però ampiamente smentita dagli stessi numeri ufficiali dichiarati nelle carte del progetto, i quali configurano uno scenario ben diverso e impattante: almeno una nave al giorno nel periodo compreso tra aprile e ottobre”.
Una divergenza che rappresenta uno dei punti centrali del confronto tra sostenitori e oppositori dell’infrastruttura.
Ambiente, biodiversità e criticità procedurali
Nonostante i tempi ristretti, i legali che assistono cittadini e associazioni – gli avvocati Teofilatto, Terracciano, Di Matteo e Pierantozzi – hanno illustrato al collegio giudicante alcune delle questioni considerate più rilevanti.
Al centro del ricorso restano le contestazioni relative all’impatto ambientale dell’opera, alla tutela della biodiversità costiera, alle possibili ricadute sul delicato ecosistema dell’area del Vecchio Faro e alle criticità procedurali che, secondo i ricorrenti, caratterizzerebbero l’iter autorizzativo del progetto.
Temi che negli ultimi anni hanno alimentato un acceso dibattito pubblico e istituzionale sul futuro della costa di Fiumicino.
L’attesa per la sentenza
Terminata l’udienza, ora l’attenzione si sposta sulla decisione del Tar del Lazio.
Le associazioni dichiarano di confidare nell’operato della magistratura amministrativa e attendono la pubblicazione della sentenza, auspicando che venga attentamente valutata tutta la documentazione depositata nel corso del procedimento.
Per il fronte contrario al porto crocieristico, la partita, dunque, è tutt’altro che conclusa.
Una mobilitazione che va avanti da anni
La vicenda del porto crocieristico al Vecchio Faro rappresenta una delle più lunghe e articolate mobilitazioni civiche del territorio di Fiumicino.
Negli anni si è consolidata una rete composta da associazioni ambientaliste, comitati cittadini, organizzazioni sociali e residenti che ha portato avanti iniziative pubbliche, campagne informative e azioni legali per contestare il progetto.
Una mobilitazione che oggi, in attesa del verdetto del Tar, ribadisce la propria determinazione e che arriva da Tavoli del Porto, Unione Inquilini Fiumicino, Associazione Saifo, Italia Nostra Litorale Romano e Lipu-BirdLife Italia, mentre il destino del progetto resta ora nelle mani dei giudici amministrativi.

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