Il vicepremier partecipa alla raccolta firme promossa dalla Lega per chiedere la liberazione dell'ex colonia occupata. Bordoni rivendica oltre 1.200 adesioni. A sorpresa presente anche l'assessore capitolino Zevi: “L'obiettivo è comune, ma serve prima un'alternativa abitativa”

Ostia (Rm) – L'ex Colonia Vittorio Emanuele torna al centro del dibattito politico. Nel pomeriggio di venerdì 10 luglio il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha raggiunto Ostia per sostenere la raccolta firme promossa dalla Lega a favore dello sgombero dell'edificio, occupato da anni e oggi abitato da persone in condizioni di fragilità sociale, tra cui 17 nuclei familiari già censiti.

La visita del leader del Carroccio ha riportato l'attenzione su uno dei simboli più controversi del degrado urbano sul litorale romano, rilanciando il confronto tra esigenze di legalità e tutela delle persone che vivono all'interno della struttura.

"Sono qui come segretario della Lega"

Nel corso del sopralluogo, Salvini ha chiarito il significato della sua presenza, rispondendo a chi aveva osservato come l'iniziativa riguardasse prevalentemente competenze riconducibili al Ministero dell'Interno.

"No assolutamente, io sono qui da segretario della Lega. Come partito abbiamo raccolto le firme e sono qui per ascoltare quello che dicono i cittadini".

Il vicepremier ha poi aggiunto un riferimento al proprio ruolo istituzionale, evocando la futura riqualificazione dell'area.

"Certo poi, come Provveditorato ai Lavori Pubblici, sono pieno di ruspe e non vedo l'ora di azzerare, resettare e restituire".

Parole che ribadiscono la volontà politica della Lega di arrivare allo sgombero dell'immobile e alla successiva restituzione dell'ex colonia alla città.

La Lega: "Oltre 1.200 firme raccolte"

A fare gli onori di casa è stato Davide Bordoni, esponente della Lega del territorio, che ha rivendicato il lavoro svolto negli ultimi mesi.

"Oggi a Ostia abbiamo accolto Matteo Salvini per un sopralluogo presso l'ex Colonia Vittorio Emanuele, simbolo di una battaglia che la Lega porta avanti da tempo. Proprio qui sono state raccolte oltre 1.200 firme per chiederne lo sgombero e la restituzione dell'area ai cittadini".

Secondo Bordoni, la mobilitazione testimonia il crescente consenso dei residenti verso una soluzione che riporti legalità in un'area considerata strategica per il rilancio del lungomare.

Dopo il sopralluogo, il leader della Lega ha partecipato a un incontro con iscritti e simpatizzanti nella sede del partito di Ostia.

"E' stato un momento di confronto sui temi del territorio", ha spiegato Bordoni, sottolineando la presenza dei consiglieri municipali Alessandro Aguzzetti e Monica Picca. "Avanti con determinazione, sempre al fianco dei cittadini e del nostro territorio".

La presenza a sorpresa di Tobia Zevi

A sorprendere osservatori e presenti è stata però la partecipazione dell'assessore capitolino al Patrimonio e alle Politiche abitative, Tobia Zevi, che ha raggiunto il sopralluogo manifestando una posizione sostanzialmente convergente sull'obiettivo finale, pur indicando un percorso diverso.

"Sono qui per ringraziare il ministro di questa attenzione, ma noi siamo perfettamente allineati come Comune affinché questo posto venga sgomberato. Prima, però, bisogna trovare delle soluzioni abitative per chi è dentro".

Una dichiarazione che evidenzierebbe un punto di contatto tra Governo e Campidoglio sulla necessità di liberare l'immobile, ma anche una differenza sul metodo: per l'amministrazione capitolina lo sgombero dovrà essere accompagnato da un piano di ricollocazione delle famiglie attualmente presenti.

Tra legalità e diritto all'abitare, il futuro dell'ex colonia resta aperto

L'ex Colonia Vittorio Emanuele continua così a rappresentare uno dei dossier più delicati del litorale romano. Da una parte la richiesta di residenti e forze politiche di restituire alla città un edificio storico da anni segnato dal degrado e dalle occupazioni abusive; dall'altra la necessità di affrontare il tema sociale delle persone che vi abitano, evitando interventi privi di soluzioni alternative.

Il sopralluogo di Matteo Salvini e la presenza di Tobia Zevi riportano il caso al centro dell'agenda politica, lasciando intravedere una possibile convergenza sull'obiettivo dello sgombero, ma con tempi e modalità che restano ancora da definire.