Ostia, lifeguard in allarme: “Sul Piano di Salvataggio tutto fermo. La stagione è alle porte”
Di Maria Grazia Stella il 01/04/2026
A un mese dall’apertura della stagione balneare, i bagnini denunciano il silenzio delle istituzioni sul Piano Collettivo di Salvataggio approvato in Municipio. “Nessuna convocazione, nessuna certezza: così si rischia la sicurezza del litorale”
Ostia (Rm) – Il tempo scorre, ma le risposte non arrivano. A lanciare l’allarme sono i lifeguard del litorale romano, che denunciano il blocco del percorso avviato sul Piano Collettivo di Salvataggio, nonostante gli impegni assunti pubblicamente dalle istituzioni e l’approvazione del documento in Consiglio municipale.
A esprimere forte preoccupazione è la Sezione Lifeguards Italiani – Formiana APS, attraverso il referente nazionale Massimo Treglia, il delegato del Litorale Romano e Lazio Alessandro Rocca e il delegato giovani Mattia La Rocca.
“Ad oggi – spiegano – non è arrivata alcuna convocazione ufficiale per proseguire il confronto. Dopo settimane di incontri e dichiarazioni, tutto sembra essersi fermato”.
Verso il 1° maggio senza certezze
Il nodo è il calendario. La stagione balneare è ormai alle porte e il 1° maggio, data di apertura ufficiale, non è più una scadenza lontana.
“Non siamo davanti a un’ipotesi – sottolineano i bagnini – ma a una data concreta. Eppure, a oggi, non esiste un’organizzazione definita né indicazioni operative chiare”.
Una situazione che alimenta incertezza tra i lavoratori e preoccupazione per la gestione della sicurezza lungo le spiagge.
Un percorso avviato e poi rallentato
Il malcontento nasce soprattutto dal contrasto tra quanto già fatto e l’attuale immobilismo. Il Piano, ricordano i lifeguard, è stato oggetto di un passaggio istituzionale definito “storico”, discusso, emendato e infine approvato, con un indirizzo politico chiaro verso una gestione più strutturata e organizzata del servizio.
“Dopo questi passaggi – evidenziano – ci aspettavamo atti concreti e immediati. Invece registriamo assenza di tempi, di convocazioni e di certezze”.
Il rischio: sicurezza e lavoro in bilico
Secondo i rappresentanti dei lifeguard, il rischio è duplice: da un lato arrivare all’inizio della stagione senza un sistema organizzativo definito, dall’altro lasciare i lavoratori in una condizione di totale incertezza.
Ma la preoccupazione più grande riguarda la sicurezza del litorale.
“Non è accettabile – affermano – che, dopo impegni pubblici e dichiarazioni ufficiali, si possa mettere a rischio un servizio essenziale come il salvataggio in mare”.
La richiesta: tavolo immediato e chiarezza operativa
I lifeguard chiedono ora un’accelerazione immediata, con la convocazione di un tavolo operativo che coinvolga Roma Capitale, la Commissione competente, la Capitaneria di Porto e l’Ispettorato del Lavoro.
L’obiettivo è definire in tempi rapidi modalità di applicazione del piano, organizzazione del servizio, inquadramento contrattuale e tempistiche operative, per arrivare preparati all’avvio della stagione.
“Non è più il tempo delle promesse”
Il messaggio che arriva dal litorale è netto.
“Non siamo più nella fase delle intenzioni – concludono – ma in quella delle responsabilità. Ogni giorno perso oggi rischia di diventare un problema domani”.
E dietro le parole, la consapevolezza che non si tratta soltanto di lavoro, ma di sicurezza. E, soprattutto, di vite umane.

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