A un mese dall’apertura della stagione balneare, i bagnini denunciano il silenzio delle istituzioni sul Piano Collettivo di Salvataggio approvato in Municipio. “Nessuna convocazione, nessuna certezza: così si rischia la sicurezza del litorale”

Ostia (Rm) – Il tempo scorre, ma le risposte non arrivano. A lanciare l’allarme sono i lifeguard del litorale romano, che denunciano il blocco del percorso avviato sul Piano Collettivo di Salvataggio, nonostante gli impegni assunti pubblicamente dalle istituzioni e l’approvazione del documento in Consiglio municipale.

A esprimere forte preoccupazione è la Sezione Lifeguards Italiani – Formiana APS, attraverso il referente nazionale Massimo Treglia, il delegato del Litorale Romano e Lazio Alessandro Rocca e il delegato giovani Mattia La Rocca.

“Ad oggi – spiegano – non è arrivata alcuna convocazione ufficiale per proseguire il confronto. Dopo settimane di incontri e dichiarazioni, tutto sembra essersi fermato”.

Verso il 1° maggio senza certezze

Il nodo è il calendario. La stagione balneare è ormai alle porte e il 1° maggio, data di apertura ufficiale, non è più una scadenza lontana.

Non siamo davanti a un’ipotesi – sottolineano i bagnini – ma a una data concreta. Eppure, a oggi, non esiste un’organizzazione definita né indicazioni operative chiare”.

Una situazione che alimenta incertezza tra i lavoratori e preoccupazione per la gestione della sicurezza lungo le spiagge.

Un percorso avviato e poi rallentato

Il malcontento nasce soprattutto dal contrasto tra quanto già fatto e l’attuale immobilismo. Il Piano, ricordano i lifeguard, è stato oggetto di un passaggio istituzionale definito “storico”, discusso, emendato e infine approvato, con un indirizzo politico chiaro verso una gestione più strutturata e organizzata del servizio.

“Dopo questi passaggi – evidenziano – ci aspettavamo atti concreti e immediati. Invece registriamo assenza di tempi, di convocazioni e di certezze”.

Il rischio: sicurezza e lavoro in bilico

Secondo i rappresentanti dei lifeguard, il rischio è duplice: da un lato arrivare all’inizio della stagione senza un sistema organizzativo definito, dall’altro lasciare i lavoratori in una condizione di totale incertezza.

Ma la preoccupazione più grande riguarda la sicurezza del litorale.

Non è accettabile – affermano – che, dopo impegni pubblici e dichiarazioni ufficiali, si possa mettere a rischio un servizio essenziale come il salvataggio in mare”.

La richiesta: tavolo immediato e chiarezza operativa

I lifeguard chiedono ora un’accelerazione immediata, con la convocazione di un tavolo operativo che coinvolga Roma Capitale, la Commissione competente, la Capitaneria di Porto e l’Ispettorato del Lavoro.

L’obiettivo è definire in tempi rapidi modalità di applicazione del piano, organizzazione del servizio, inquadramento contrattuale e tempistiche operative, per arrivare preparati all’avvio della stagione.

“Non è più il tempo delle promesse”

Il messaggio che arriva dal litorale è netto.

“Non siamo più nella fase delle intenzioni – concludono – ma in quella delle responsabilità. Ogni giorno perso oggi rischia di diventare un problema domani”.

E dietro le parole, la consapevolezza che non si tratta soltanto di lavoro, ma di sicurezza. E, soprattutto, di vite umane.