Ostia, il futuro della Riserva del Litorale Romano: a 30 anni dalla nascita parte un nuovo percorso condiviso
Di Maria Grazia Stella il 01/04/2026
Ostia, il futuro della Riserva del Litorale Romano: a 30 anni dalla nascita parte un nuovo percorso condiviso

Ostia (Rm) – A trent’anni dalla sua istituzione, la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano si prepara a scrivere una nuova fase della propria storia.
Dopo l’incontro “Una Riserva di Bellezza”, svoltosi il 29 marzo all’Oasi Lipu di Ostia, le principali associazioni ambientaliste del territorio – WWF, Italia Nostra, Lipu, Legambiente, FAI e Cyberia Idee in Rete – annunciano l’avvio di un percorso condiviso che culminerà, a fine maggio, in un seminario di studio e confronto presso il Centro di Educazione Ambientale del Casale Pantano.
Un appuntamento pensato non solo per analizzare le criticità, ma soprattutto per elaborare proposte concrete sul futuro dell’area protetta.
Una riserva unica, tra natura e pressione antropica
Con i suoi 16mila ettari distribuiti tra Roma e Fiumicino, la Riserva del Litorale Romano rappresenta la più grande area naturale statale d’Italia: un mosaico di ecosistemi, biodiversità e patrimonio storico-culturale.
Un territorio straordinario, ma sempre più esposto a pressioni ambientali, urbanistiche e infrastrutturali che ne mettono a rischio l’equilibrio.
Proprio da questa consapevolezza nasce l’esigenza di un confronto ampio e strutturato, capace di coinvolgere istituzioni, tecnici e società civile.
Il ruolo delle associazioni: dalla memoria alle proposte
Il seminario di fine maggio rappresenta il primo passo di un percorso più ampio che accompagnerà tutto il 2026, anno simbolico del trentennale.
Le associazioni promotrici rivendicano un ruolo attivo e propositivo, forte di una lunga storia di impegno civile che affonda le radici negli anni Sessanta, quando iniziarono le battaglie per salvare il litorale romano dalla speculazione.
Un’eredità raccolta nel tempo da figure come Antonio Cederna, Fulco Pratesi e Gianfranco Amendola, fino al decreto istitutivo del 1996, che sancì la priorità della tutela ambientale su logiche di sfruttamento del territorio.
Il dialogo con le istituzioni
All’incontro del 29 marzo hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali e della governance della Riserva, tra cui Sabrina Alfonsi per Roma Capitale, Angelo Caroccia per il Comune di Fiumicino, Guglielmo Calcerano per il Municipio X, Romeo De Angelis e Paolo Roccetti.
Un confronto che ha evidenziato la volontà condivisa di rafforzare il dialogo con le realtà che operano quotidianamente sul territorio, riconoscendo il valore della collaborazione nella gestione di un’area così complessa.
Le criticità: tra sviluppo e tutela
Tra i temi emersi con maggiore forza, la preoccupazione per progetti ritenuti impattanti, come l’ipotesi di un porto per grandi navi a Fiumicino, la possibile riduzione della superficie della Riserva per la realizzazione di una quarta pista aeroportuale e l’autorizzazione a eventi ad alto impatto ambientale.
Le associazioni chiedono una gestione più coerente con la missione dell’area protetta, maggiore vigilanza, coordinamento tra enti e una pianificazione che tenga conto della tutela della biodiversità e della qualità della vita.
Verso un nuovo equilibrio tra uomo e natura
Il messaggio che emerge è chiaro: non si tratta di negare lo sviluppo economico, ma di orientarlo verso modelli sostenibili, compatibili con la vocazione della Riserva.
Un approccio ribadito anche dagli interventi tecnici e scientifici, tra cui quello del professor Franco Tassi, che ha sottolineato la necessità di rafforzare gli strumenti di tutela e contrastare la cementificazione, fino a ipotizzare un ampliamento del sistema delle aree protette in Italia.
Un fronte ambientalista sempre più compatto
L’iniziativa segna anche il consolidamento di una rete sempre più ampia di associazioni e realtà civiche, unite dalla volontà di incidere concretamente sulle scelte future.
Una collaborazione che si estende anche ad altre sigle e movimenti attivi sul territorio, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della società civile nella tutela di un patrimonio collettivo.
Il prossimo passo: il seminario di maggio
Il seminario di fine maggio sarà dunque il primo banco di prova di questo nuovo percorso partecipato.
Un momento di analisi, ma soprattutto di costruzione, per trasformare idee e istanze in proposte operative, in grado di guidare il futuro della Riserva del Litorale Romano.
Perché, trent’anni dopo la sua nascita, la sfida non è più solo difenderla, ma ripensarla.
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