Carpano e Mussolini criticano il Piano di Utilizzazione degli Arenili approvato in Campidoglio: “Previsto lo smontaggio del 60% delle cabine esistenti, ma i nuovi stabilimenti non saranno pronti. Serve una fase transitoria per evitare disagi a cittadini e operatori”

Ostia (Rm) - Il nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA), approvato dall’Assemblea Capitolina e destinato a ridisegnare il volto del litorale romano nei prossimi anni, continua ad alimentare il confronto politico.

Ad accendere la polemica sono questa volta i consiglieri capitolini di Forza Italia Francesco Carpano e Rachele Mussolini, che esprimono forte preoccupazione per gli effetti che la fase di transizione potrebbe avere sugli stabilimenti balneari di Ostia e sui servizi offerti ai cittadini.

Secondo gli esponenti azzurri, il rischio concreto è che il percorso di trasformazione previsto dal nuovo piano produca una riduzione significativa delle strutture esistenti prima che quelle future siano effettivamente realizzate.

“Via il 60% delle cabine già da settembre”

Nel mirino dei consiglieri c’è in particolare il tema delle cabine balneari.

A settembre è previsto lo smontaggio di 5.000 cabine da spiaggia presenti negli stabilimenti balneari di Ostia sulle 8.000 esistenti. Tuttavia i nuovi stabilimenti previsti dal PUA ancora non saranno pronti per la stagione successiva 2027 e si rischia un buco di servizio a danno dei cittadini”, dichiarano Carpano e Mussolini.

Una prospettiva che, secondo Forza Italia, potrebbe tradursi in una significativa riduzione dell’offerta balneare proprio nel periodo in cui il litorale dovrebbe rilanciare la propria attrattività turistica.

La richiesta di una fase transitoria

Per evitare quello che definiscono un possibile vuoto operativo, i consiglieri chiedono l’introduzione di misure temporanee che consentano agli operatori di continuare a lavorare fino al completamento del nuovo assetto previsto dal piano.

“Serve uno strumento transitorio che dia la possibilità agli operatori di continuare ad offrire le proprie cabine al pubblico fino all'approvazione dei nuovi progetti previsti dal PUA”, sottolineano.

L’obiettivo, spiegano, è evitare che la rimozione delle strutture esistenti avvenga in assenza di alternative già disponibili, con ripercussioni sia sugli utenti sia sulle attività economiche che operano sul litorale.

La critica politica a Gualtieri

Nelle dichiarazioni dei due consiglieri emerge anche una critica di carattere politico all’impostazione adottata dall’amministrazione capitolina nella gestione del litorale.

“Culturalmente il sindaco Roberto Gualtieri è un centralista e invece di immaginare un PUA di Ostia preferisce governare le spiagge dal Campidoglio piuttosto che investire Ostia di un suo protagonismo”, affermano Carpano e Mussolini.

Una posizione che richiama il dibattito, mai sopito, sul rapporto tra Roma Capitale e il territorio del Municipio X, spesso al centro di richieste di maggiore autonomia amministrativa e decisionale.

Il nodo della stagione 2027

Al centro della questione resta il futuro immediato delle spiagge lidensi.

Da una parte il nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili punta a ridisegnare il lungomare attraverso nuove regole, maggiore accessibilità e una diversa organizzazione degli spazi; dall’altra, secondo Forza Italia, resta aperto il problema della gestione della fase di passaggio tra il vecchio modello e quello futuro.

“Da lontano non si fa buona amministrazione”, concludono i due consiglieri, ribadendo la necessità di soluzioni concrete che garantiscano continuità dei servizi e certezze per cittadini e operatori balneari.

Un confronto destinato a proseguire nei prossimi mesi, mentre Ostia si prepara ad affrontare una delle trasformazioni più importanti della sua storia recente.