Fiumicino, via alla rimozione dei relitti del Tevere: 500mila euro per sicurezza e ambiente
Di Maria Grazia Stella il 11/05/2026
Partiti i lavori lungo il basso corso del Tevere e alla foce di Fiumicino: saranno rimossi fino a 18 relitti tra imbarcazioni affondate e abbandonate. L’obiettivo è migliorare navigabilità, sicurezza idraulica e tutela ambientale. L’assessore Fabrizio Ghera: “Interventi fondamentali per il futuro del fiume”

Fiumicino (Rm) - Barche affondate, carcasse semi sommerse, relitti dimenticati dal tempo. E' questo il paesaggio che da anni ha caratterizzato alcuni tratti del Tevere, soprattutto nel suo tratto finale.
Ora qualcosa cambia. Sono ufficialmente partiti i lavori di rimozione dei relitti lungo il basso corso del fiume, in particolare nel ramo nord navigabile dell’Isola Sacra, nel territorio di Fiumicino.
Un intervento atteso, reso possibile grazie a uno stanziamento regionale di 500mila euro, con un obiettivo chiaro: restituire sicurezza, funzionalità e decoro a uno dei tratti più delicati del fiume.
Un problema reale: navigazione, rischio idraulico e inquinamento
La presenza di imbarcazioni affondate o abbandonate non è solo una questione estetica.
Secondo quanto segnalato dalla Capitaneria di Porto nel 2022, lungo il tratto interessato sono stati individuati almeno 19 relitti di diversa dimensione e pericolosità. Una situazione in continua evoluzione, influenzata da piene, correnti e fenomeni atmosferici che possono spostare o far emergere nuovi detriti.
Questi relitti rappresentano un triplice rischio: ostacolano la navigazione, aumentano il pericolo idraulico e contribuiscono all’inquinamento delle acque.
Ghera: “Interventi fondamentali per sicurezza e ambiente”
“Questi interventi sono fondamentali per la messa in sicurezza del Tevere e per garantire la navigabilità dei natanti, con grande attenzione agli aspetti ambientali”, sottolinea l’assessore regionale Fabrizio Ghera.
L’operazione si inserisce in una strategia più ampia della Regione Lazio, che negli ultimi anni ha avviato interventi per la tutela del fiume: dalle barriere raccogli-plastica alle imbarcazioni “Pelikan” impegnate nella raccolta dei rifiuti galleggianti nel tratto urbano di Roma.
Come avvengono le operazioni: tra terra e acqua
Il piano operativo prevede un’azione combinata via terra e via fiume.
E' stata individuata un’area golenale attrezzata, accessibile sia con mezzi pesanti – come gru e sollevatori – sia con pontoni e imbarcazioni operative. Qui i relitti verranno temporaneamente depositati per una prima fase di selezione e trattamento.
Il processo prevede il drenaggio dell’acqua assorbita dai materiali, così da ridurne il peso e facilitare il successivo smaltimento in discariche autorizzate.
Un intervento complesso, che richiede attenzione sia dal punto di vista tecnico sia ambientale.
L’appalto e i mezzi: coinvolte imprese specializzate
I lavori sono stati affidati alla società Nikante, con il supporto della ditta locale Dragsub per le operazioni in acqua.
Il progetto comprende la rimozione e lo smaltimento di 18 relitti, la realizzazione di un’area di stoccaggio per rifiuti speciali e la classificazione dei materiali recuperati.
Tra i relitti figurano imbarcazioni da diporto, sia a vela che a motore, abbandonate o affondate nel tempo.
Il primo intervento: rimosso il relitto vicino al Ponte 2 Giugno
Le operazioni sono iniziate con la rimozione di un relitto individuato recentemente, situato a monte del Ponte 2 Giugno, nei pressi di via della Scafa.
Un intervento delicato, gestito con apposita ordinanza della Capitaneria di Porto per regolare il traffico fluviale e garantire la sicurezza delle operazioni.
Un passo verso il recupero del fiume
La rimozione dei relitti rappresenta un tassello importante nel percorso di recupero del Tevere, soprattutto nel suo tratto finale, dove ambiente, turismo e attività nautiche convivono.
Liberare il fiume da questi ostacoli significa non solo migliorare la navigabilità, ma anche restituire dignità a un ecosistema fragile e strategico.
Un intervento concreto che guarda al futuro, con l’ambizione di trasformare criticità storiche in opportunità di rilancio per il territorio.
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