Fiumicino, rissa tra tassisti, Ncc e abusivi al Terminal 3: cinque arresti, turista 73enne ferita
Di Redazione il 16/10/2026
Violenta rissa all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino: cinque misure cautelari eseguite dalla Polizia di Frontiera per gli scontri del 27 luglio. Una turista americana di 73 anni, travolta mentre cercava di allontanarsi, ha riportato la frattura del femore ed è stata operata. Gli investigatori indagano su una possibile disputa per l'accaparramento dei passeggeri

Fiumicino (Rm) – Doveva essere l'inizio di una vacanza in Italia, ma si è trasformato in un ricovero ospedaliero e in un lungo percorso di riabilitazione. Una turista statunitense di 73 anni, appena arrivata da New York insieme al marito, è rimasta gravemente ferita durante una violenta rissa scoppiata nell'area arrivi del Terminal 3 dell'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino.
A distanza di quasi tre mesi dall'episodio, avvenuto il 27 luglio scorso, la Polizia di Stato ha eseguito cinque misure cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute coinvolte negli scontri.
I provvedimenti sono stati disposti dal Gip del Tribunale di Civitavecchia, su richiesta della Procura della Repubblica, che ha coordinato le indagini condotte dalla Polizia di Frontiera di Fiumicino.
Sul possibile movente si concentra ora l'attenzione degli investigatori: la rissa potrebbe essere maturata nell'ambito delle tensioni tra operatori del trasporto pubblico non di linea e soggetti dediti al procacciamento abusivo di clienti nell'area aeroportuale.
La rissa al Terminal 3: dagli scontri all'esterno alla violenza dentro l'aeroporto
Secondo la ricostruzione investigativa, la colluttazione sarebbe iniziata nell'area esterna del Terminal 3, per poi estendersi all'interno dell'aerostazione.
Lo scontro avrebbe coinvolto diverse persone, creando una situazione di pericolo anche per i passeggeri presenti, del tutto estranei alla controversia.
Gli agenti hanno ricostruito le diverse fasi dell'episodio attraverso l'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e le testimonianze raccolte tra coloro che avevano assistito ai fatti.
Gli accertamenti hanno consentito di individuare i presunti partecipanti alla rissa e di raccogliere gli elementi alla base delle misure cautelari eseguite venerdì 16 ottobre.
Turista americana travolta mentre acquistava due bottiglie d'acqua
Tra le persone coinvolte involontariamente nella violenza c'era una 73enne statunitense, appena atterrata a Fiumicino da New York insieme al marito.
La coppia si trovava in aeroporto in attesa di proseguire il viaggio per trascorrere un periodo di vacanza in Italia.
La donna era in fila alla cassa di un bar del Terminal 3 per acquistare due bottiglie d'acqua quando la rissa si è improvvisamente estesa all'interno dell'edificio.
Nel tentativo di allontanarsi e mettersi al sicuro, la turista è stata travolta durante la colluttazione, finendo violentemente a terra.
Una caduta che le ha provocato una frattura del femore sinistro, con una prognosi superiore a 40 giorni.
Frattura del femore e intervento chirurgico: la vacanza finisce in ospedale
Le conseguenze dell'incidente sono state particolarmente gravi per la turista americana.
Secondo quanto riferito dalla Polizia, mentre i partecipanti alla rissa si allontanavano senza prestarle soccorso, alcune persone presenti nel locale sono intervenute per aiutarla.
La 73enne è stata quindi trasportata in ospedale, dove si è reso necessario un intervento chirurgico per trattare la frattura.
All'operazione è seguito un percorso di cure e riabilitazione.
Un episodio che ha trasformato il soggiorno italiano della coppia in un'esperienza drammatica, con conseguenze fisiche importanti per una persona che non aveva alcun legame con le ragioni dello scontro.
Cinque misure cautelari eseguite dalla Polizia di Frontiera
Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia e svolte dagli investigatori della Polizia di Frontiera dell'aeroporto Leonardo da Vinci.
Attraverso l'esame dei filmati e le dichiarazioni dei testimoni, gli agenti hanno ricostruito la dinamica della rissa e approfondito le presunte responsabilità individuali.
Sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha richiesto al giudice per le indagini preliminari l'applicazione di misure cautelari.
I cinque provvedimenti sono stati eseguiti nelle prime ore di venerdì 16 ottobre.
Nel comunicato della Polizia non viene specificata la tipologia delle singole misure applicate. Non è quindi possibile affermare che tutti e cinque i destinatari siano stati sottoposti ad arresto o custodia cautelare in carcere.
Taxi, Ncc e procacciatori abusivi: la pista della contesa per i clienti
Uno degli aspetti più delicati dell'inchiesta riguarda le possibili motivazioni alla base della violenza.
Secondo gli investigatori, la rissa potrebbe essere collegata alla contrapposizione tra tassisti, conducenti di veicoli a noleggio con conducente (Ncc) e soggetti che eserciterebbero attività abusiva di procacciamento dei passeggeri.
Una tensione che, nell'ipotesi al vaglio della Polizia, sarebbe riconducibile alla competizione per ottenere clienti e corse nell'area aeroportuale.
La ricostruzione del movente resta tuttavia oggetto di approfondimento investigativo: gli accertamenti dovranno chiarire le ragioni effettive dello scontro e i ruoli attribuiti alle singole persone coinvolte.
Sicurezza all'aeroporto di Fiumicino, proseguono i controlli
La vicenda riporta l'attenzione sul tema della sicurezza nelle aree aeroportuali, in particolare negli spazi caratterizzati da un intenso passaggio di viaggiatori e dalla presenza di operatori del trasporto.
La Polizia di Frontiera prosegue le attività di prevenzione e contrasto delle condotte illecite, in coordinamento con la Procura di Civitavecchia, con l'obiettivo di impedire il ripetersi di episodi violenti e tutelare passeggeri, lavoratori e operatori aeroportuali.
La vicenda della turista americana dimostra come una disputa tra più persone possa mettere in pericolo anche chi si trova casualmente nelle vicinanze, senza alcun coinvolgimento nella contesa.
Le indagini sono ancora nella fase preliminare. Le responsabilità dei destinatari delle misure cautelari dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario e per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a un'eventuale condanna definitiva.
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