Blitz della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane al Leonardo da Vinci: la droga era confezionata sottovuoto nel bagaglio da stiva. L’operazione rientra nell’indagine “Marea Verde”, che dal 2024 ha già portato a 35 arresti e oltre 830 chili di stupefacenti sequestrati

Fiumicino (Rm) - Un normale arrivo internazionale si è trasformato in un maxi sequestro antidroga all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino. A finire in manette è stato un cittadino svizzero proveniente da Bangkok, trovato in possesso di ben 19,5 chilogrammi di marijuana nascosti all’interno del bagaglio da stiva.

L’operazione è stata condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, impegnati quotidianamente nel monitoraggio dei flussi passeggeri e merci in transito nello scalo internazionale romano.

La droga era stata accuratamente occultata nella valigia attraverso sofisticati sistemi di confezionamento nel tentativo di eludere i controlli doganali e aeroportuali.

L’operazione “Marea Verde” contro il narcotraffico internazionale

L’arresto si inserisce nell’ambito della più ampia attività investigativa denominata “Marea Verde”, un’operazione mirata al contrasto del traffico transnazionale di stupefacenti che vede nel Leonardo da Vinci uno dei principali punti di osservazione delle rotte internazionali della droga.

Secondo quanto emerso dalle indagini, negli ultimi anni le organizzazioni criminali avrebbero intensificato il traffico di marijuana proveniente dal Sud-Est asiatico, sfruttando in particolare alcune località thailandesi considerate oggi tra i principali hub di partenza.

Thailandia nel mirino degli investigatori

Le attività investigative hanno infatti evidenziato specifici profili di rischio legati ai passeggeri provenienti da Bangkok, Phuket, Ko Samui e Krabi.

Gli investigatori ritengono che il fenomeno abbia registrato un forte incremento dopo la depenalizzazione della marijuana avvenuta in Thailandia nel 2022, circostanza che avrebbe favorito nuove rotte internazionali verso l’Europa e l’Italia.

Un traffico che, secondo gli inquirenti, si è progressivamente strutturato con modalità sempre più sofisticate.

Marijuana sottovuoto e sistemi di geolocalizzazione

Le organizzazioni criminali avrebbero perfezionato tecniche sempre più evolute per trasportare lo stupefacente.

La marijuana veniva infatti confezionata in involucri sottovuoto, una modalità utile sia a ridurre l’odore sia a ottimizzare lo spazio nei bagagli da stiva.

Non solo. Gli investigatori hanno scoperto l’utilizzo di dispositivi di tracciamento e geolocalizzazione applicati alle valigie, strumenti che consentivano ai trafficanti di monitorare costantemente il percorso della spedizione durante il viaggio internazionale.

Proprio grazie all’analisi incrociata delle rotte, dei comportamenti dei passeggeri e delle modalità di trasporto, la Guardia di Finanza è riuscita a mettere a punto un sofisticato sistema di analisi del rischio che ha consentito di individuare il corriere appena atterrato a Fiumicino.

Numeri impressionanti: oltre 830 chili sequestrati in due anni

I numeri dell’operazione “Marea Verde” raccontano la portata del fenomeno.

Tra il 2024 e il 2026 le Fiamme Gialle hanno arrestato complessivamente 35 narcotrafficanti e denunciato altre tre persone a piede libero.

Nel corso delle attività sono stati sequestrati oltre 830 chilogrammi di marijuana destinati al mercato illecito italiano.

Un dato che conferma come l’aeroporto Leonardo da Vinci rappresenti uno snodo strategico anche per i traffici internazionali di sostanze stupefacenti.

Controlli rafforzati negli aeroporti della Capitale

L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di controllo del territorio e dei flussi transnazionali attivato dalla Guardia di Finanza negli scali aeroportuali romani.

L’obiettivo è contrastare traffici illeciti, narcotraffico internazionale e criminalità organizzata attraverso verifiche mirate sui passeggeri considerati a rischio e sul contenuto dei bagagli.

Un’attività costante che, negli ultimi mesi, ha portato a numerosi sequestri e arresti all’interno del principale aeroporto italiano.

Presunzione d’innocenza

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in base al principio di presunzione d’innocenza, la responsabilità dell’arrestato potrà essere accertata soltanto con sentenza definitiva irrevocabile di condanna.