Estate 2026 a Fiumicino, Calicchio attacca: “Affidamenti diretti e costi lievitati. Il lupo perde il pelo ma non il vizio”
Di Redazione il 20/06/2026
Il consigliere comunale di opposizione punta il dito contro le procedure adottate dall’amministrazione per l’organizzazione degli eventi estivi. Sotto accusa i costi degli affidamenti, il trasferimento degli spettacoli alla Darsena e la gestione delle manifestazioni finanziate dal Comune
Ostia (Rm) - L’estate 2026 di Fiumicino si apre con una nuova polemica politica. Al centro del confronto finiscono le procedure adottate dall’amministrazione comunale per l’organizzazione del cartellone estivo di spettacoli, concerti e iniziative culturali.
A sollevare dubbi e perplessità è il consigliere comunale di opposizione Paolo Calicchio, che in una nota critica duramente le modalità di affidamento dei servizi legati alle manifestazioni previste nei prossimi mesi.
“Con l’arrivo dell’estate nel Comune di Fiumicino tornano a presentarsi quelle sane e vecchie abitudini che ci hanno già reso in passato protagonisti, come città, della cronaca nazionale tra indagini e processi ancora in fase di giudizio”, afferma Calicchio.
Il caso del palco per gli eventi estivi
Nel mirino del consigliere finisce in particolare la procedura relativa al noleggio di un palco comprensivo di service audio, luci e sedute per il pubblico destinato alle manifestazioni programmate in diverse località del territorio comunale.
Secondo Calicchio, inizialmente il Comune avrebbe avviato un’indagine di mercato invitando diversi operatori economici a presentare offerte sulla base di un capitolato tecnico dal valore complessivo di circa 82mila euro oltre Iva.
Una procedura che, stando a quanto riferito dal consigliere, sarebbe andata deserta.
“Probabilmente ritenuta non vantaggiosa dagli operatori economici, la procedura non ha ricevuto alcuna offerta. Ma questo non ha scoraggiato l’amministrazione guidata dal sindaco Mario Baccini che, con una nuova procedura sul Mepa, ha individuato attraverso una trattativa diretta un operatore economico di Tivoli”, sostiene l’esponente dell’opposizione.
“Costi aumentati rispetto al capitolato iniziale”
La critica principale riguarda il valore economico dell’affidamento successivo.
“La società incaricata ha presentato un preventivo pari a 135mila euro Iva compresa. Conti alla mano, il costo approvato risulta nettamente superiore rispetto alla cifra prevista nel capitolato tecnico iniziale”, osserva Calicchio.
Un elemento che, secondo il consigliere, meriterebbe ulteriori chiarimenti da parte dell’amministrazione comunale.
Da Villa Guglielmi alla Darsena
Tra gli aspetti contestati vi è anche la scelta di modificare le sedi originariamente previste per alcuni eventi.
Secondo quanto riportato da Calicchio, l’azienda incaricata avrebbe richiesto di spostare alcune manifestazioni da Villa Guglielmi alla Darsena, motivando la richiesta con ragioni di sicurezza e con il rispetto delle prescrizioni legate alla Riserva naturale.
Una decisione che, secondo il consigliere, rischierebbe però di aggravare le criticità già esistenti nella zona.
“La Darsena soffre quotidianamente di problemi legati alla carenza di parcheggi e nelle prossime settimane gli stalli disponibili saranno ulteriormente ridotti. A questo si aggiungono le inevitabili ricadute in termini di rumore e vivibilità per residenti e operatori economici”, sottolinea.
“Perché due pesi e due misure?”
Nella nota Calicchio evidenzia anche quella che considera una contraddizione nelle scelte dell’amministrazione.
“Si torna a realizzare eventi nel pieno centro cittadino mentre la stessa amministrazione ha vietato le esecuzioni musicali in via Torre Clementina. Perché ai residenti della Darsena non viene garantita la stessa tutela della quiete pubblica? Solo il centro storico merita il silenzio?”, si domanda il consigliere.
Dubbi anche sugli spettacoli musicali
Le contestazioni riguardano inoltre l’affidamento relativo all’organizzazione di concerti e spettacoli teatrali inseriti nel programma estivo.
Anche in questo caso, secondo Calicchio, una prima procedura negoziata sarebbe andata deserta, per poi essere sostituita da un affidamento diretto a una società con sede a Pescara.
“La nuova procedura ha portato all’affidamento dell’attività a una società che avrebbe presentato spontaneamente la propria proposta, per un importo pari a 65mila euro oltre Iva”, evidenzia.
L’affondo finale dell’opposizione
Pur evitando accuse dirette sulla legittimità degli atti amministrativi, il consigliere conclude con un duro attacco politico.
“Sarà tutto corretto? Sarà tutto regolare? Ovviamente io non sono né un giudice né un censore, ma prima di tutto sono un cittadino stanco di constatare che il lupo perde il pelo ma non il vizio”, afferma Calicchio.
Parole che aprono un nuovo fronte di confronto politico sulla gestione degli eventi estivi e sull’utilizzo delle risorse pubbliche da parte dell’amministrazione comunale, in attesa di eventuali repliche o chiarimenti da parte della maggioranza.

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