Castel Fusano, progetti e futuro della Riserva: le associazioni chiedono un ruolo centrale
Di Maria Grazia Stella il 04/04/2026
Incontro tra istituzioni e realtà ambientaliste al CEA di Ostia: sul tavolo tre progetti per la pineta di Castel Fusano. Le associazioni: “Il nostro contributo deve essere parte integrante delle scelte”. Un confronto per il futuro della Riserva
Ostia (Rm) – Castel Fusano torna al centro del dibattito ambientale e istituzionale. Il 31 marzo, presso il Centro di Educazione Ambientale di via del Martin Pescatore, si è svolto un incontro tra amministrazione capitolina e associazioni ambientaliste per fare il punto sui progetti in corso e su quelli futuri all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.
Un confronto fortemente voluto da WWF, Legambiente, Italia Nostra e LIPU, con l’obiettivo di ottenere una visione complessiva degli interventi previsti in una delle aree più preziose del patrimonio naturalistico romano.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora capitolina all’Ambiente Sabrina Alfonsi, rappresentanti dell’Ufficio della Riserva, esponenti del Municipio X, tecnici e membri della Commissione di Riserva.
Tre progetti per Castel Fusano
Dal confronto è emerso un quadro articolato, fondato su tre principali linee di intervento.
Il primo progetto, gestito direttamente da Roma Capitale e finanziato dal Ministero dell’Ambiente, riguarda le aree lungo la via Cristoforo Colombo. La fase di piantumazione è già stata completata, mentre resta da realizzare un vivaio che dovrebbe sorgere nei pressi dell’incrocio con via del Circuito. Una struttura che, secondo quanto emerso, potrebbe diventare anche uno spazio educativo, coinvolgendo le scuole del territorio.
Il secondo intervento, finanziato con fondi del PNRR e gestito dalla Città Metropolitana, interessa la zona di Bella Signora, nel quadrante nord-ovest della pineta, al confine con il Canale dei Pescatori. L’avvio dei lavori è previsto per giugno 2026, con un orizzonte temporale che si estende fino al 2030.
Il terzo progetto, ancora in fase preliminare, ha un carattere più ampio e strategico. Coordinato dal dottor Paolo Ghini, punta a definire linee guida per la gestione complessiva di Castel Fusano, intervenendo su diversi fronti: dalla rimozione degli alberi morti al monitoraggio della falda, fino alla possibile riattivazione dei pozzi esistenti per l’irrigazione e alla tutela della fauna.
Il supporto tecnico e il modello Castel Porziano
Per l’attuazione delle linee guida sarà coinvolto anche il personale tecnico impegnato nei progetti di riforestazione della Tenuta presidenziale di Castel Porziano, considerata un modello di riferimento per la gestione ambientale.
Un elemento che rafforza l’approccio scientifico e integrato degli interventi previsti nella pineta di Castel Fusano.
Il ruolo delle associazioni: “Non solo osservatori”
Uno dei temi centrali emersi durante l’incontro riguarda il ruolo delle associazioni ambientaliste, oggi coinvolte nel tavolo tecnico come uditori.
Una partecipazione ritenuta importante ma non sufficiente. Le associazioni rivendicano infatti un ruolo più incisivo nei processi decisionali, sottolineando il valore dell’esperienza maturata sul campo.
Chi vive e conosce quotidianamente il territorio, sostengono, può offrire un contributo fondamentale nella progettazione e nella gestione degli interventi, soprattutto in un contesto delicato come quello della Riserva.
Le figure alla guida delle associazioni
A rappresentare questo impegno continuo sono anche i presidenti delle principali associazioni ambientaliste coinvolte, da anni attivi in un lavoro complesso di coordinamento, tutela e sensibilizzazione del territorio: Alessandro Polinori (Presidente LIPU Birdlife Italia), Anna Longo (Presidente Italia Nostra Litorale Romano), Maria Gabriella Villani (Presidente WWF Litorale Laziale) ed Elisabetta Studer (Presidente Circolo Legambiente Litorale Romano).
Un impegno costante e spesso silenzioso, che rappresenta uno dei pilastri nella difesa e valorizzazione del patrimonio naturale del litorale.
Dalla fauna alla gestione: le osservazioni sul tavolo
A margine dell’incontro, le associazioni hanno inoltre ribadito il proprio impegno su altri fronti, come il regolamento relativo ai danni causati dalla fauna selvatica nelle aree protette, sul quale hanno già presentato osservazioni formali.
Un segnale di partecipazione attiva che punta a rafforzare il dialogo con le istituzioni e a migliorare gli strumenti di gestione della Riserva.
Una sfida condivisa per Castel Fusano
Il confronto del 31 marzo segna un passaggio importante, ma anche l’inizio di un percorso ancora aperto.
La sfida, ora, è trasformare i progetti in interventi concreti, mantenendo alta l’attenzione sulla tutela ambientale e garantendo una governance condivisa.
Perché il futuro di Castel Fusano, uno dei polmoni verdi più importanti del litorale romano, passa inevitabilmente dalla capacità di mettere insieme competenze, visioni e responsabilità.

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