11/10/2009

TOURS DOMENICALI DI "AMICI DEL TEVERE"

Inserito in: Archivio

Tours Domenicali di AMICI DEL TEVERE: Lontani dalle folle dei turisti frettolosi, questi percorsi proposti vogliono essere un tentativo di penetrare le molte Rome sovrapposte nei secoli, seguendo ogni volta un tema storico o topografico o i personaggi del passato che lasciarono della città le loro impressioni e nei luoghi della città le loro memorie. In tutte le passeggiate, il filo conduttore sarà l’acqua, quella del fiume o quella sotterranea della Cloaca Massima, l’acqua delle fontane o quella perduta degli antichi acquedotti. Come cantava il poeta spagnolo Gabriél Bocangel “ l’acqua è sempre eterna, però mai si ripete”. 

1) La Via Papalis: da Ponte S. Angelo a Piazza Pasquino:

Già nel XI secolo era invalsa la consuetudine che il pontefice, consacrato in S. Pietro,  tornasse alla residenza in Laterano, accompagnato da un solenne corteo, e dal tempo di papa Nicolò I, questa processione si era trasformata in una sorta di cavalcata trionfale, con la quale il papa attraversava Roma, percorrendo una strada universalmente conosciuta con il nome di Via Papalis. Il primo tratto di tale strada attraversa ben due rioni, Ponte e Parione. La passeggiata inizia dal Ponte S. Angelo, raccordo tra il Vaticano e la città, dove gli angeli progettati da Bernini con i simboli della Passione di Cristo, introducono a quella che una volta era la piazza di Ponte dove avvenivano le esecuzioni capitali. Si procede lungo la via Banco di Santo Spirito e via dei Banchi Nuovi, nomi che ricordano le molteplici attività dei banchi di cambio. Nella sua cavalcata, il pontefice distribuiva monete al popolo e incontrava il rabbino, il quale facendo atto di sottomissione riceveva dal papa il rotolo del Pentateuco rovesciato a segno del rifiuto del credere all’attesa del Messia. Dalla fine del ‘300, il rione Parione era fra i più popolosi di Roma e qui passavano i pellegrini che si recavano a S. Pietro; agli inizi del ‘500 erano molti i cardinali che abitavano qui, ma forte era anche la presenza degli intellettuali, come i librai, stampatori e scrittori. La via del Governo Vecchio è dominata dal massiccio palazzo del Governatore di Roma, braccio secolare della legge, da cui dipendevano le esecuzioni delle sentenze capitali. Al termine del percorso, la statua mutila di Pasquino, una delle quattro statue “parlanti” di Roma, ancora oggi dà voce ai commenti e al  malcontento del popolo della città. NEL 2009, sarà svolta il 18 ottobre. Appuntamento ore 10.00 davanti a Ponte S. Angelo lato Castello (ore 9.45 per chi deve tesserarsi). Durata passeggiata: 2 ore e 1/2.  PRENOTAZIONI ENTRO IL 15 OTTOBRE   Costo per la Guida: € 7,00 Soci di AMICI DEL TEVERE, € 10,00 non Soci (bambini fino a 12 anni: gratis)  L’iscrizione all’Associazione non è obbligatoria.

2) Medioevo a Roma, dall'Aventino al Velabro: 

Tra il colle dell’Aventino e la valle del Velabro, in prossimità del fiume, si concentrano due fra i più significativi edifici religiosi dell’alto Medioevo: S. Sabina e S. Giorgio al Velabro. Ma, come comunemente avviene a Roma, le chiese sorgono nei pressi, se non addirittura sopra antiche vestigia romane. La chiesa di S. Sabina è la più pura costruzione ad impianto basilicale del V secolo, il suo spazio interno spoglio e luminoso evoca la semplicità delle prime chiese cristiane e la sua porta intagliata in legno di cipresso del V secolo è un esempio unico e conservato di opera di ebanisteria di questo periodo. Scendendo dal colle, si può ammirare la grandiosità del Circo Massimo e i templi dedicati ad Ercole, protettore dei commerci, e Portunus, divinità protettrice del porto antico. In questa valle, sin dalle origini della città, si teneva il mercato degli animali da cui il nome di Foro Boario. Il Velabro, è un luogo strettamente legato al mito della fondazione di Roma; fu qui, secondo la leggenda, che i gemelli Romolo e Remo, figli della Vestale Rea Silvia, furono abbandonati in una cesta e miracolosamente salvati e nutriti dalla lupa. Sotto la pavimentazione del Velabro scorre la più grande opera idraulica dell’antichità: la Cloaca Massima, il cui sbocco è ben visibile sotto i muraglioni del Tevere. La chiesa di S. Giorgio del IX secolo, poggia le sue fondamenta sulla Cloaca Massima così come i due archi romani di Giano e degli Argentari. Di nuovo, con gli Argentari, ritorna la memoria della vocazione commerciale della zona, l’arco fu, infatti, eretto a spese della Corporazione degli Argentari e dei negozianti di buoi e dedicato all’imperatore Settimio Severo. Il Velabro è probabilmente uno degli angoli più affascinanti e dimenticati di Roma, incuneato tra il Foro alle spalle e le costruzioni più moderne che quasi lo nascondono.

 Durata passeggiata: 3 ore

3) Roma Rinascimentale: i palazzi cardinalizi, da Via Giulia alla Cancelleria: 

La passeggiata prende inizio dal grande asse viario aperto da papa Giulio II, Via Giulia, per poi inoltrarsi nel cuore di quello che è il quartiere rinascimentale di Roma. Il nuovo umanesimo, unito al potere papale trasforma la città, ne progetta i grandi rettilinei moderni e qui, nel rione Regola, sorgono i palazzi dei papi, dei cardinali, dei banchieri e dei mercanti accanto alle locande per i pellegrini. Palazzo Farnese, la Cancelleria, Palazzo Spada sono centri di cultura di lusso e potere delle famiglie che fecero la storia della città e che lasciarono un'impronta indelebile nel tessuto urbano. Intorno alla Curia pontificia si muoveva un mondo di semplici artigiani, banchieri, artisti e cortigiane le cui abitazioni sono ancora visibili accanto a quelle dei potenti. Si potranno visitare i cortili di alcune delle residenze cardinalizie come il palazzo Spada, esempio perfetto di “ palazzo parlante” con la sua ricca decorazione a stucco con soggetti tratti dalla storia romana e dai miti antichi. A poca distanza sorge la Cancelleria, dimora del cardinale Riario, che con la sua magnificenza voleva competere con il lusso degli appartamenti papali in Vaticano. Più modesti, ma ugualmente significativi, il palazzo del cardinale Le Roy o il palazzo della Valle. Alle spalle di piazza Navona, si conserva una delle poche facciate dipinte sul palazzo Massimo alle Colonne, testimonianza della tradizionale tecnica decorativa dei palazzi romani nel ‘500. Durata passeggiata: 3 ore

4) L'arredo urbano barocco a Roma: piazze, fontane e obelischi:

Nel nuovo assetto urbano dell'epoca barocca prende corpo il sogno di trasformare la città con le sue piazze, chiese e strade in un immenso gioco di teatro pieno di espedienti illusionistici e di rimandi eruditi e letterari. I papi si fanno promotori della nuova immagine di Roma associata alla chiesa cattolica trionfante. Filo conduttore del percorso saranno le fontane, gli obelischi ma anche la pittura barocca che esalta la spettacolarità e la vertigine come a S. Ignazio o quella di meditazione religiosa del Caravaggio. Gli interpreti del primo periodo dell’arte barocca, Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini e Pietro da Cortona, con le loro opere di architettura e scultura, s’intrecciano con gli artisti della seconda generazione barocca come Andrea Pozzo e Nicola Salvi che portano alle estreme conseguenze le premesse di esaltazione spettacolare e monumentale della poetica barocca. Inaspettatamente si aprono le quinte scenografiche della chiesa di S. Maria della Pace, o più nascosta nel cortile dell’Archivio di Stato, la chiesa di S. Ivo alla Sapienza con la sua cupola tra le più bizzarre di Roma. L’elemento naturale dell’acqua, combinato con l’artificio della scultura, è di fondamentale importanza in tutte le fontane, da quella dei Quattro Fiumi a quella di Trevi, confermando a Roma il primato dell’abbondanza dell’acqua. Durata passeggiata: 3 ore

 5) La celebrazione della dinastia Giulio-Claudia: il Museo dell’Ara Pacis: 

Recentemente aperto al pubblico il controverso Museo dell’Ara Pacis, progettato dall’architetto americano Richard Meyer, ha contribuito a collocare il tempio dell’Ara Pacis in uno spazio museale che valorizza e preserva questo significativo monumento dell’età augustea. Il progetto dovrebbe completarsi con una nuova sistemazione di tutta l’area circostante, includendo il mausoleo di Augusto, sepolcro monumentale della famiglia Giulio-Claudia.  Il tempio dell’Ara Pacis, qui collocato nel 1938, offre un perfetto esempio di arte celebrativa ufficiale sotto il segno del princeps Augusto. In quest’opera elementi mitologici e religiosi- Marte, Dea Roma, Enea- si affiancano alla più “ storica” processione dei lati lunghi. Nell’arte dell’umanesimo augusteo l’Ara pacis assume un’importanza notevole, non solo dal punto artistico, ma anche storico e religioso, poiché segna simbolicamente la fine della lotta politica tardo repubblicana e l’inizio di un nuovo ordinamento basato sull’autorità imperiale combinata alla massima carica religiosa di Pontefice Massimo. Per i successivi quattro secoli, il pontificato massimo rimarrà il segno tangibile del potere monarchico. Come in una fotografia, sui muri esterni del tempio, si snodano i cortei che vedono Augusto  in testa e dietro di lui tutti i suoi discendenti, in una  celebrazione ed esaltazione della dinastia Giulio-Claudia. Durata visita: 2 ore

6) Roma Regina Aquarum, il Parco degli Acquedotti: 

L’antica Roma era famosa per la sua grande disponibilità di fontane pubbliche, terme, bacini artificiali, canali d’irrigazione. In un arco di tempo di oltre 500 anni furono realizzati, per il fabbisogno urbano di Roma, undici acquedotti e tale abbondanza, che non fu mai raggiunta in altre parti del mondo, valse a Roma il nome di regina aquarum, cioè regina delle acque. Per secoli i resti degli antichi acquedotti sono stati uno dei soggetti preferiti di pittori e incisori, simbolo stesso della magnificenza e insieme decadenza di Roma. Ancora oggi, il Parco degli Acquedotti rappresenta un frammento intatto di quello che una volta era la “campagna romana”, dove Natura e antiche rovine s’intrecciavano in un’armonia suggestiva. Ben sette degli undici acquedotti si trovano concentrati  nel Parco Regionale dell’Appia Antica nel X Municipio. Si tratta di rovine imponenti dove è possibile ancora scorgere lo speco intatto sulla sommità delle arcate monumentali. La valle del Parco è dominata dal caratteristico Acquedotto Claudio con struttura in travertino, ma s’intersecano fra loro l’Aqua Iulia e la più recente Felice,  l’Aqua Marcia e la Tepula, chiamata così per la sua temperatura elevata di 18°. Il Parco degli  Acquedotti conserva anche le memorie del declino di Roma e delle invasioni dei barbari che per ottenere la resa della città non esitarono a tagliare gli acquedotti e a trasformare in poco tempo la piana in zona malarica. I resti di Tor Fiscale e il nome di campo barbarico ne sono una chiara testimonianza. Durata passeggiata: ore 2,30 

7) Il Campidoglio e i Musei Capitolini: 

Il colle Capitolino, simbolo della podestà civile di Roma, al centro della città, segna una ideale cesura fra la città antica con i Fori, il Palatino e il Colosseo, e la “nuova” Roma sviluppatasi dalla fine dell’età antica in poi. La celebre piazza insieme ai tre palazzi, su progetto di Michelangelo, costituisce un perfetto esempio di spazio architettonico rinascimentale. Il più antico museo del mondo aperto al pubblico, nel 1471, ha sede nei Palazzi dei Conservatori e Nuovo, e nel corso dei secoli si è andato arricchendo di nuove acquisizioni che ne hanno fatto una delle collezioni più importanti di arte antica. A ciò, si devono aggiungere, le sale di rappresentanza, una volta destinate alle sedute del Consiglio Pubblico, come la Sala degli Orazi e Curiazi affrescata dal Cavalier d’Arpino, o la sala dei Capitani in cui si tenevano le riunioni del Consiglio segreto e i Conservatori vi amministravano la giustizia. Nelle sale del Museo, trovano posto le opere famose strettamente legate alla fondazione della città  e alle prime donazioni di papa Sisto IV: la Lupa Capitolina, lo Spinario, il Cavallo, la testa colossale in bronzo di Costantino. Il padiglione, di nuova costruzione e aperto al pubblico, ospita la statua equestre di Marco Aurelio e la statua bronzea di Ercole, ma ciò che appare sicuramente monumentale è l’imponente muro di fondazione di quello che fu il tempio di Giove, Giunone e Minerva. Dal Tabularium, una volta archivio romano, e ora raccordo fra i due palazzi, si può ammirare il Foro Romano da un punto di vista privilegiato che abbraccia l’intera valle sottostante. Durata visita: 3 ore

8) Trastevere, da S. Cecilia a S. Maria in Trastevere: 

L’unico rione al di là del Tevere, sulla riva destra del fiume, Trastevere per secoli è stato il quartiere parzialmente più isolato di Roma. Sin dalle origini questa è stata l’area dove si stanziarono prima gli etruschi e poi gli “ stranieri” che vivevano nella città. Primi fra tutti, gli ebrei, la più antica comunità straniera sin dal II secolo a.c, poi gli orientali in genere: egizi, siriaci, armeni. E’ curioso che il quartiere multietnico per eccellenza sia oggi il depositario delle tradizioni romane più autentiche. Due chiese delimitano i suoi confini e ne caratterizzano la storia: S. Cecilia e S. Maria in Trastevere. La passeggiata parte dalla chiesa di S. Cecilia per poi proseguire attraverso i vicoli lastricati con sampietrini, qui voluti da papa Sisto IV, toccando angoli carichi di memorie come dove è stata rintracciata una delle dodici sinagoghe antiche o il vicolo dell’Atleta, nome che ricorda la statua dell’Apoxiomenos, ora in Vaticano, qui trovata. La chiesa di S. Maria in Trastevere è ancora oggi il cuore del rione, una delle prime chiese dedicate a Maria nel III secolo. L’interno della chiesa rifulge del mosaico nell’abside con l’Incoronazione della Madonna del XII secolo e le storie della Vergine di Pietro Cavallini del 1291. La chiesa conserva il ricordo della storia tragica degli Altemps,  ricca famiglia di origine tedesca; nella  cappella omonima si conserva un’antica icona del IX secolo, la Madonna della Clemenza, invocata invano dal cardinale Altemps  per salvare la vita a suo figlio Roberto accusato di adulterio e decapitato nel 1586 per volere di papa Sisto V. 

9) Artisti, stranieri e viaggiatori, la Roma del Grand Tour, da piazza del Popolo a Piazza di Spagna: 

Nella metà del ‘700 Roma diviene la meta imprescindibile di ogni giovane di buona famiglia che abbia ricevuto un’educazione adeguata. La città, con le sue rovine, le memorie di un antico passato ancora visibili, le sue collezioni di antichità, suggestiona e attrae artisti e tutti coloro che desiderano completare la loro formazione classica. Piazza del Popolo, la porta a nord lungo le mura, è la naturale via di accesso alla città a cui si aggiunge il porto fluviale di Ripetta. Nell’area urbana, fra piazza del Popolo e la piazza di Spagna si concentrano le Accademie come quella di S. Luca e di Francia a Palazzo Mancini. Esse accolgono pittori e pensionanti, quasi tutti artisti stranieri affascinati dalla vita quotidiana, a volte misera, in mezzo alle rovine del passato, di una città dove la natura si fonde armonicamente alle creazioni umane. Tutti gli scrittori, musicisti, pittori, scultori e poeti del ‘700 sono passati, hanno soggiornato e a volte sono rimasti per sempre a Roma, da Goethe  a lord Byron, da Thorvaldsen a John Keats, e tutti hanno preso alloggio lungo la via del Corso e le strade adiacenti. Gli studi e i laboratori degli artisti, come quello di Antonio Canova, si trovavano in questa zona della città. Oggi, ne rimane la testimonianza nel Caffè Tadolini che ha trovato posto in quello che fu lo studio di uno degli artisti vicini a  Canova. In un impressionante affastellamento di bozzetti, statue e arnesi da lavoro si può ancora respirare l’atmosfera di un atélier del ‘700. Ad ogni angolo, tra via del Babuino e via Ripetta c’è un ricordo, un segno, una testimonianza lasciata da ogni artista nella città più amata e sognata. Durata passeggiata: ore 2,30

10) Passeggiata a Campo Marzio, i segni nascosti della città antica:

Il percorso si snoda attraverso quella che era la IX Regione augustea a sud del fiume Tevere e che è ora il cuore del centro storico di Roma. Qui, più che in tanti altri rioni della città, è percepibile una continuità costruttiva che ha portato ad una complessa stratificazione caratterizzata sia dal reimpiego di edifici o dal semplice "riciclo" degli antichi materiali da costruzione.  La città antica, così spesso nascosta sotto nuove costruzioni, emerge a frammenti, mostrando le tracce del suo passato che a volte passano inosservate ma che possono essere decifrate e ricomposte. Ci guideranno in questa nostra passeggiata i resti monumentali dei templi di Adriano e del Pantheon come pure i misteriosi obelischi e le rovine di terme e stadi. La passeggiata inizierà da Piazza di Pietra per poi continuare a Piazza Colonna dominata dalla Colonna istoriata con gli episodi della guerra condotta da Marco Aurelio contro le tribù germaniche dei Quadi, Sarmati e Marcomanni, il palazzo  Montecitorio, Piazza Capranica, Piazza del Collegio Romano, Via della Pigna, Via dei Cestari, Piazza della Minerva, Pantheon, S. Eustachio e infine Piazza Navona. Durante il percorso seguiremo i numerosi obelischi, simboli solari, che si innalzano al centro delle piazze o bizzarramente riutilizzati come decorazioni delle opere barocche del Bernini, sulla fontana dei Quattro Fiumi e sull’elefantino della Minerva. Durata passeggiata: 3 ore

11) Via Giulia: da S. Giovanni dei Fiorentini all’Arco Farnese:

Tracciata e mattonata nel 1508 sotto papa Giulio II, il lungo rettifilo di Via Giulia inaugura il periodo di rinnovamento urbanistico del Rinascimento romano. Lo sviluppo iniziale, promosso dal papa, fu sostenuto dal crescente potere economico dei banchieri toscani che qui aprirono le loro botteghe di cambiavalute. Lungo questo asse viario, parallelo al Tevere, prese corpo il progetto di Bramante, mai terminato, di un centro per l'amministrazione della giustizia, il Palazzo dei Tribunali, di cui rimangono solo le poderose fondazioni, i così detti divani di via Giulia. Fu solo alla metà del '600, sotto papa Innocenzo X, che si realizzò la costruzione del Carcere Nuovo, edificio di contenzione all'avanguardia per quei tempi. Come in molti rioni della città, anche a Via giulia si  alternavano edifici gentilizi come palazzo Farnese, palazzo Ricci o Falconieri, e case di abitazione modeste con orti e giardini. La passeggiata lungo la strada è un'occasione per immergersi nello spirito e nella vita del Rinascimento e della Controriforma. Qui, sorgono importanti chiese delle comunità "straniere" come S. Giovanni dei Fiorentini, S.Biagio degli Armeni o S. Caterina da Siena, ma non mancano le sedi delle Confraternite, come quello del Gonfalone, vere e proprie istituzioni caritatevoli e assistenziali. Durata passeggiata: 3 ore

12) Il Ghetto e l’Isola Tiberina:

Fra storia e leggende, la passeggiata si snoda nel cuore del rione S. Angelo. Il Ghetto costituisce un elemento fondamentale nella tradizione culturale e religiosa di Roma: dalla sua istituzione nel 1555, sotto papa Paolo IV Carafa,  all'abbattimento nel 1870, esso rappresenta un nucleo essenziale per l'evoluzione del tessuto rionale circostante. Il portico di Ottavia, insieme al Teatro di Marcello e le rovine del tempio di Apollo Sosiano, sono una delle aree archeologiche più interessanti della città. Ovunque, sono visibili le costruzioni successive di epoca medievale e rinascimentale che si sono addossate e a volta letteralmente infiltrate negli antichi fornici o in alto sulla sommità del teatro, come è il caso della rocca dei Savelli. Accanto alle rovine monumentali dell'antichità, qui sorgono le dimore dei potenti Cenci e Santacroce, coinvolti entrambi in celebri delitti, e le miserevoli abitazioni degli ebrei forzosamente deportati nel "claustro". Attraverso la serie di bolle pontificie, ora più tolleranti altre volte restrittive, scorre la vita nel Ghetto che si dota di strutture autonome e parallele a quelle della Roma “ cristiana”. La storia tragica più recente dell’occupazione tedesca del 1943 e della deportazione degli ebrei ad Auschwitz è ricordata dalla targa laddove le S.S ammassarono le famiglie rastrellate all’alba di quel drammatico 16 ottobre. Il Ghetto e il Tevere sono naturalmente legati tra loro, il fiume forniva cibo e acqua ma causava periodicamente le disastrose inondazioni. L’Isola Tiberina, in un certo senso, è l’appendice del Ghetto con l’unica sinagoga clandestina rimasta attiva durante l’occupazione e l’Ospedale Israelitico. Da sempre gli ammalati si recavano sulla “nave di Esculapio” per ottenere dal dio della medicina la cura per i loro mali. La chiesa di S. Bartolomeo, come frequentemente accade a Roma, sorge sul tempio di Esculapio e l’isola a forma di nave conserva ancora i frammenti della prua in travertino.

A cura Dott.ssa Annalivia Villa

 
Autore: redazione
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