12/10/2012

Notturni: “Bene la Consulta giovanile, purché non sia politicizzata”

Inserito in: Ostia
“Temo l'eccessiva presenza di ragazzi espressione di partiti politici che potrebbero oscurare le proposte e l'attivismo di altri che vi partecipano senza il marchio di una forza ma in prima persona, come singolo o come rappresentante di associazioni del territorio”

Consulta giovani

Ostia - "Reputo la Consulta giovanile di Ostia uno strumento molto utile per la partecipazione dei giovani alla vita democratica e alle scelte del municipio. Quello che mi preoccupa, però, è l'eccessiva presenza di ragazzi espressione di partiti politici che potrebbero oscurare le proposte e l'attivismo di ragazzi che si affacciano alla consulta senza il marchio di un partito politico, senza essere espressione di qualcun altro ma in prima persona, come singolo o come rappresentante di associazioni del territorio”. Lo dichiara Giulio Notturni, rappresentante Cambiare davvero e responsabile giovani Udc del municipio XIII.

 

 

 

“Mi complimento però con i ragazzi del gruppo Yut che stanno portando avanti dei progetti eccellenti come quello dello scambio culturale con altri paesi europei. Il rischio concreto, tuttavia, è che, per inseguire eccellenze (di questo si parla), si rischia di perdere di vista i giovani con maggiori problemi sociali, di integrazione e di socializzazione. Non possiamo permetterci di dimenticare nessuno”, sottolinea l’esponente politico, “perché la consulta nasce come tessuto connettivo tra varie realtà del territorio quali scuole, associazioni culturali, gruppi scout, realtà laiche e parrocchiali: tutti vanno ascoltati e a tutti bisogna dare la possibilità di parlare e di proporre idee e progetti”.

 

 

 

 

 “L'assessore ai servizi sociali che cura e segue la Consulta dei giovani non può permettersi, per la natura della sua materia di competenza, di lasciare indietro nessuno: il nostro territorio è florido di operatori socio-educativi e operatori sociali che non aspettano altro che una chiamata per mettere a disposizione la loro competenza come professionisti. Tutti ciò, sicuramente, sarebbe facilitato dall'introduzione di un albo professionale degli operatori sociali dei singoli territori che collaborino con l'amministrazione e la sostengano per i progetti nei quali è richiesta la loro professionalità e competenza”, conclude Giulio Notturni.

 

 

 

 
Autore: Maria Grazia Stella
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