05/12/2022

Ostia, al via la 16^ edizione del Festival Teatro di Vetro al Teatro del Lido e India

Inserito in: Teatro
Dall’11 al 18 dicembre Oscillazioni, programma di performance, spettacoli, opere, dispositivi, laboratori, seminari di 20 compagnie di artisti

Ostia - Otto giorni di incontri, performance, spettacoli, congegni scenici, studi per la 16^ edizione di Teatri di Vetro, il festival che indaga i processi di creazione delle arti sceniche contemporanee.

Dall’11 al 18 al Teatro India di Roma e al Teatro del Lido di Ostia, Oscillazioni, programma performance, elaborati scenici, opere, dispositivi, co-creazioni di 20 compagnie di artisti. Attraverso strategie performative diverse – spettacoli teatrali, conferenze-spettacolo, pezzi di danza, performance, pratiche corporee, installazioni performative, sperimentazioni musicali, progetti di partecipazione - e una pluralità di attività – laboratori, sessioni di lavoro, seminari, spettacoli, performance – Teatri di Vetro pone l’attenzione oltre che sull’opera, sul processo creativo, creando le condizioni per nutrire la relazione con lo spettatore. Grazie alla sua articolazione in sezioni - Trasmissioni a Tuscania (VT), Composizioni al Teatro del Lido di Ostia Lido (RM), Oscillazioni e Elettrosuoni al Teatro India a Roma - il progetto interroga la nozione di scena contemporanea e indaga e alimenta le relazioni tra osservatori – cittadini, spettatori, teorici, studenti, artisti - e oggetti artistici, tra fruitori e spazi, cercando una ridefinizione del confine tra palcoscenico e platea, tra pensiero e azione, tra individuo e comunità, ricollocando i processi creativi del performativo all’interno di un nuovo schema di relazioni.

Trasmissioni, Composizioni, Elettrosuoni, Oscillazioni sono ambienti, cornici che da settembre a dicembre, attivano pratiche specifiche implicando aspetti metodologici, artistici, tematici, relazionali e interconnettendoli tra di loro. Ma la meta resta Oscillazioni, la tappa finale che espone i processi in articolazioni plurali. Dall’intuizione alla resa scenica, la materia creativa è un corpo vivo che oscilla, fatto di pelle e circuiti, un corpo in movimento tra il concreto e l’astrazione, tra la materia e la smaterializzazione dell’immaginazione, un corpo in evoluzione e alla costante verifica di sé. Oscillazioni rivela tutta la vita dell’opera, la sua composizione, la costruzione, l’elaborazione, e ne mostra la transitorietà e l’unicità che ogni volta si manifesta sulla scena. Oscillazioni ribalta il piano ordinario di osservazione, agisce sulla creazione indagandone il ritmo vitale, mette in crisi e accetta il caos. “Oscillazioni si manifesta in una settimana di programmazione. Dietro alla settimana c’è un anno reso denso da dialoghi, sessioni di prove, confronti, elaborazioni di testi, scambi epistolari, visione di materiali audiovisivi, studi delle fonti. Un anno produttivo e improduttivo, di avanzamenti e ripensamenti, messe a fuoco e sfocature per andare a fondo nella radice comune della pratica della scena e del pensiero che la pensa e tenersi accanto i segmenti del corpo in costruzione dentro la zona molle e vulnerabile delle nostre vite. - afferma Roberta Nicolai, direttrice del festival.

Le sezioni di Teatri di Vetro OSCILLAZIONI Oscillazioni programma progetti che si articolano in dispositivi scenici, performance, elaborati scenici, co-creazioni, studi. La presenza di ogni artista è una costellazione di piani plurali generati dal dialogo e da pratiche condivise con la direzione artistica. Biancofango con Never young avvia la seconda parte di un dittico dedicato al tema Lolita con la docu-performance NEVER YOUNG_ APPUNTI, un affondo nei nostri tempi, dentro una sezione della società che troppo spesso ci dimentichiamo essere il futuro: la preadolescenza. Non sono più bambini. Non sono ancora adulti. Cosa sono allora? Nell’installazione performativa NEVER YOUNG_GAME OVER, costruita con la partecipazione di adolescenti e preadolescenti, il palcoscenico del teatro si trasforma e diviene una piazza nel centro o nella periferia di una città qualunque, la piazza virtuale di internet, la chat sul telefonino, i muretti o giardinetti in cui i ragazzi si siedono tutti i pomeriggi. In MATRICE-DA ANA MENDIETA, primo quadro della Trilogia LA QUESTIONE DEL LINGUAGGIO CORPOREO E L’ARTE DI A. MENDIETA, C. CAHUN, S.MOON di Alessandra Cristiani - suono Ivan Macera Luce, Immagine e video Alberto Canu – l’artista cerca la via per retrocedere alla sorgente, nella visione di un corpo originario e salvifico, colmo e cavo, nell’utopia di una terra lentissima e propizia. La Cristiani cerca nella performance una strategia esistenziale, la ritualità di un viaggio che possa ricongiungerla a un innato sapere percettivo, all’innesco delle forze primarie, alle loro pulsioni vitali.

DIARIO PERFORMATIVO, in cui l’artista è affiancata da Alberto Canu, Samantha Marenzi, Ivan Macera, Maddalena Gana, diviene l’occasione di ritornare sui materiali indagati, sui propri passi e su quelli condivisi, sul senso personale dell’agire e sulla natura essenziale dei principi, di quelle stelle comete che guidano con insistenza e tenacia il cammino individuale.

MISS LALA AL CIRCO FERNANDO_IN A ROOM di Chiara Frigo è una performance con protagonista Marigia Maggipinto, storica interprete della compagnia del Tanztheater di Wuppertal. Come agli albori del circo, gli spettatori si avventurano in uno spazio intimo per vedere da vicino “il diverso”, “il fenomeno”, nella sua lunga esperienza di lavoro e vita con Pina Bausch. Lo chapiteau di Miss Lala è una dimora accogliente, in cui gli ospiti sono seduti attorno a foto e scritti: un archivio vivente dal quale il pubblico può attingere. Frammenti, memorie, aneddoti, una replica a New York che non si può dimenticare… In base alla scelta istintiva delle persone, Marigia compone un racconto in tempo reale, in cui a tratti riemerge la sua danza.

GIAMPINO GURATTI/DASDING presentano la seconda tappa di THE RED THING, una creazione a quattro mani in cui la danza diviene un pastiche di tempi e spazi che i due corpi divorano e riassemblano. Una danza che, come la musica, digerisce la materia che emerge solo quando già accaduta, creando un ritmo visivo.

L’AMICA GENIALE A FUMETTI di Fanny&Alexander è la versione scenica del fumetto di Mara Cerri e Chiara Lagani sull’Amica geniale. La storia è quella dell’amicizia tra due donne: la loro crescita, il modo di influenzarsi, i sentimenti, le condizioni di distanza e prossimità che nutrono nei decenni il loro rapporto, sullo sfondo di una città/mondo dilaniata dalle contraddizioni. Il fumetto è incentrato sull’infanzia e l’adolescenza delle protagoniste, a partire dall’episodio fondativo della loro amicizia: le due bambine gettano per reciproca sfida le loro bambole nelle profondità di uno scantinato nero.

L’incontro NEL LABIRINTO DELLE TRADUZIONI un dialogo tra Mara Cerri, Chiara Lagani, Nadia Terranova, a partire dal fumetto L’Amica geniale (Coconino Press), Introduce Giovanni Ferrara (direttore editoriale Coconino). Incroci tra letteratura, teatro, illustrazione, fumetto. Come accade per l'Amica geniale di Elena Ferrante, romanzo di culto pubblicato da e/o, e poi tradotto da Fanny & Alexander in spettacolo teatrale; quindi, da Mara Cerri e Chiara Lagani in fumetto e come se non bastasse, da fumetto, sempre da Fanny & Alexander, in recital. Un incontro ai bordi delle diverse discipline in un racconto a più voci dei vari "salti di specie” da loro recentemente compiuti con le loro opere, attraverso differenti linguaggi e medium.

Nell’ambito del progetto triennale METAMORPHOSIS ATTI DI METAMORFOSI CONTEMPORANEA Carlo Massari/C&C presenta LARVA, BLATTA e SAPIENS, tre figure e tre cornici. LARVA nasce in una situazione pubblica, in un contesto da evento politico. Il corpo diviene il luogo di ogni perdita, si fa ostacolo, si lacera, si disfa e si sottrae alla forma umana.

BLATTA nasce dalla necessità di mettere alla prova la tenuta del corpo, la sua capacità di reggere l’impatto. Non è forse sulla resistenza estrema di uomini e di animali che molti contesti produttivi contano per i propri profitti? Come il bestiame negli allevamenti intensivi, Blatta si adegua deformandosi, fondendo la bestia e l’umano e articolando una tensione tra la realtà del corpo e scenari bucolici. SAPIENS è l’autocombustione che disfa la figura, la scontorna. Come ribaltamento dell’uomo Vitruviano, Sapiens vive la sua condizione post edenica. Cerca dio, tenta di capire se è vero che è fatto a sua immagine e somiglianza.

VERSO GIORNI FELICI è il nuovo progetto di Teatrino Giullare. DIARIO DEI GIORNI FELICI è un lavoro concepito nella primavera 2020 durante il periodo di quarantena per la diffusione del Covid 19, fa la sua prima parziale apparizione in forma di cortometraggi in stop motion, ciascuno legato ad una citazione dal celebre testo di Samuel Beckett, fulminanti evocazioni dello stato di isolamento e stasi. Un omaggio al tempo, alla quarantena, alle sue sofferenze, alle sue riflessioni, all'ironia della sorte, alla scrittura di Beckett e alla capacità del teatro di leggere il proprio tempo.

INCONTRANDO GIORNI FELICI è una performance in cui gli artisti indagano il testo, mostrano frammenti dal vivo del proprio lavoro, coinvolgono il pubblico in una riflessione sulla felicità, la parola di Beckett e le questioni sceniche che riguardano la preparazione del loro spettacolo, in un alternarsi di frammenti performativi e narrazioni.

ATTWN (AND THEN THERE WERE NONE) di Greta Francolini è una danza crepuscolare che non riesce mai a trovare la consolazione di una fine. È un tempo dedicato al non-fare. Affidandosi alla figura di San Giuseppe da Copertino, il santo dei voli, attraverso appigli estetici di un universo barocco che recide ogni legame col quotidiano, si tenta di raggiungere uno stato di impossibile elevazione fisica cercando stratagemmi che coinvolgano svariate possibilità della scena.

VACANTES è la co-creazione di Greta Francolini e Giuseppe Vincent Giampino, un lavoro coreografico come meccanismo aperto in cui il piano performativo dei corpi si concretizza senza tendere ad una rappresentazione del corpo-nell’atto-di-mostrarsi e quindi tacitamente compiacente a sostenere un’illusione romantica della presenza.

UMLAUT_AU MANÈGE di Giuseppe Vincent Giampino esplora le possibilità di un corpo che non resiste. Un corpo non verticale – altro rispetto alla lettura della tradizione storica del balletto e del teatro - un corpo modellato in dialogo con la gravità. di e con Jacopo Ruben Dell’Abate e Daria è un progetto che si serve della fotografia e della performance per raccontare un processo mettendo in relazione le condizioni di sfrenatezza e riposo. Tra toni lattescenti e forme mozzate, l’azione performativa si presenta al pubblico in site specific, dichiarando la sua anima corruttibile, in cui la natura del segno non è esattamente attribuibile né solo al gesto della danzatrice, né solo allo sguardo del fotografo.

FABRICA | CORPI DEL LAVORO, nuovo progetto di Paola Bianchi si articola in due spettacoli. FABRICA 57770, la prima tappa di un lungo viaggio tra i luoghi e i corpi del lavoro, è uno scavo negli archivi storici della fabbrica di scarpe Bata e negli archivi mnemonico-corporei di ex lavoratori e lavoratrici incontrati durante una residenza alla FAA di Bataville-Moussey. Lo spettacolo è un’indagine che abbraccia la storia, che interroga lo spazio, spazio che determina i corpi che lo abitano, spazio che ha determinato il disegno coreografico. Si avvicina ai corpi che hanno vissuto, subìto quello spazio, corpi che portano in sé archivi di movimenti obbligati, una partitura di gesti dettata dal lavoro. In FABRICA 36100, nato da una residenza al Caracol Olol Jackson di Vicenza, i gesti reiterati per anni si insinuano tra le pieghe dei muscoli, dei tendini, delle ossa, il lavoro marchia anima e corpo di un’intera vita. Il capitale modifica il corpo con il lavoro, lo educa, lo disciplina secondo una logica di asservimento al capitale stesso. Gli incontri con corpi e spazi del presente e del passato industriale del vicentino, le interviste, le esplorazioni di siti abbandonati e di fabbriche in piena attività e sviluppo tecnologico hanno generato nuovi stati del corpo.

I PUPI_LE DONNE I CAVALLIER L’ARME GLI AMORI di Giuseppe Muscarello mostra come quel che accade nel processo coreografico è una trasformazione all’inverso, la visualizzazione di una linea sottile che mette in discussione l’istantaneità dell’agire, in cui rintracciare le possibili declinazioni di movimento nella postura del pupo. Partendo da questa immagine di fondo, il danzatore entra nella forma del pupo, fa propria la sua postura, si muove in autonomia pur rimanendo mosso da altro: è dunque sia puparo che pupo di se stesso. Calata in una dimensione narrativa, la caratterizzazione del gesto si fonde con la ricerca del personaggio che segue il filo ideale di una storia, quella dell’Orlando Furioso.

In VIAGGIO IN UNA TRADIZIONE, Giuseppe Muscarello dialoga con Michele Pecorino. A partire dalla visione dell’opera video 4 Canti che può essere considerata una tappa fondamentale del processo di creazione, di analisi del movimento e della relazione tra corpo, gesto e spazio, l’artista e lo studioso esplorano il processo artistico che ha portato alla realizzazione dello spettacolo I PUPI Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, la creazione di una tecnica – non precostruita - di disantropomorfizzazione del corpo e di una sua pupo-morfizzazione, la relazione tra la creazione del proprio pupo da parte di ogni singolo danzatore e il carattere, la gestualità, i campi di gioco del relativo personaggio.

THE CASTLE BEFORE IT DISAPPEAR di Riccardo Guratti è un luogo intimo, volubile ed evanescente. La danza che lo attraversa si genera dallo scheletro e dai fluidi e come tale scorre, passa, come il tempo. Quello che rimane, prima che scompaia, è solo un'idea declinata dello stare, nel fare che diventa materia scenica, che appare sporadicamente e che inevitabilmente continua il suo lavorio nell'oscurità, nella pratica quotidiana di rimanere attaccato alla natura stessa del fare, a quella massa informe e molteplice, sempre pronta a piegarsi, a rimodellarsi, a rifarsi.

LE DANZA DELL’ADE di Teatro Akropolis danno vita a due oggetti scenici dissimili e complementari. APOCATASTASI mostra con il linguaggio del mito, e negando il principio di identità, l’immagine della nascita e della rinascita, la natura oscura di un processo di trasformazione continuamente in atto. Due figure abitano uno spazio sospeso, il tempo che attraversano si dilegua e diventa possibile per loro essere al contempo madri e figlie, amanti ed estranee, origine e fine dello stesso luogo in cui si incontrano. Una danza dell’Ade che è espressione di un’azione impossibile, che può accadere solo laddove ciò che resta del tempo impedisce a ogni gesto di trovare un suo senso e una sua fine. Un’azione che si intreccia con il piano sonoro della musica di Pietro Borgonovo, in una composizione che nega la scansione fino a scomporsi in un soffio, in un respiro, in una nota senza suono.

LA PARTE MALEDETTA VIAGGIO AI CONFINI DEL TEATRO è un ciclo di film-documentari – restituiti al pubblico in forma di conferenza spettacolo - dedicati a protagonisti dell’arte e della cultura che nel loro lavoro hanno messo in crisi il sistema delle distinzioni specialistiche delle varie discipline: le arti per la scena, la filosofia, l’idea stessa di performatività si rivelano così per quello che sono, una serie di rappresentazioni che interrogano senza compromessi il presente.

In GIANNI STAROPOLI, la luce è la protagonista del film. Quella luce che, tra realtà e artificio teatrale, rende visibili le cose più nascoste e inevitabilmente le distrugge, le getta nel gioco dell’esperienza e alla fine le dissolve. È questo paradosso che ispira il lavoro e la ricerca di Gianni Staropoli, tra i più innovativi light designer del panorama teatrale italiano. Gianni Staropoli, vincitore di due premi Ubu, collabora con alcuni tra i più importanti registi, coreografi, performer e autori della scena nazionale e internazionale LEVIATANO è lo spettacolo vincitore del bando della rete NdN Network drammaturgia Nuova, testo di Riccardo Tabilio, allestimento scenico di CARMENTALIA e della CONFRATERNITA DEL CHIANTI che vede in scena tre attori, musicisti, performer. Leviatano è un racconto profondamente radicato negli anni ’90, decennio del grunge, neo-punk e brit pop. Leviatano è uno spettacolo rock. Da vedere, ascoltare e ballare. Leviatano nasce dall'immaginario dell’adolescenza, piena di sogni e fallimenti.

COMPOSIZIONI Composizioni è la cornice che propone progetti artistici che pensano e agiscono la scena come luogo dal valore collettivo. In questi anni la sezione ha voluto alimentare il coinvolgimento diretto degli spettatori proponendo lavori dal carattere partecipativo rendendo gli eventi scenici non solo attraversabili dai cittadini, ma campi di gioco e sperimentazione in cui la presenza degli stessi è risultata parte integrante della ricerca. Sono sperimentazioni che si rivolgono ai bambini, ai ragazzini, agli anziani e li chiamano a partecipare ad un percorso per prendere parola e abitare, insieme agli artisti, domande sulla vita, sulla memoria - sul passato e sul futuro – e sulla scena. Never young_Game over di Biancofango costruisce con i preadolescenti e gli adolescenti un’installazione performativa che smargina lo spazio del teatro rendendolo lo spazio di vita, una piazza nel centro o nella periferia di una città qualunque, la piazza virtuale di internet, la chat sul telefonino, i muretti o giardinetti in cui i ragazzi siedono tutti i pomeriggi. Diario elementare di Opera bianco, dopo una lunga sperimentazione di Playground nei parchi di diverse città italiane, ricompone all’interno dello spazio teatrale un’esplorazione dell’esperienza e un nuovo rilancio, entrando nel profondo del singolo gesto relazionale tra i corpi dei performer, i corpi dei bambini e degli anziani che compongono la comunità danzante che il progetto crea e mette in azione. Passo uno è il primo gesto di una giovane compagnia di danza che genera, da due identità artistiche distinte – Michael Incarbone e Erica Bravini – un piano di azione comune attivando una composizione orizzontale, uno scambio di pratiche e di immaginari che costruiscono i primi elementi di un linguaggio coreografico autoriale.

ELETTROSUONI La sezione Ellettrosuoni, si occupa della produzione di suoni elettronici ed elettroacustici all’interno di un’atmosfera drammaturgica visuale e verbale. Da alcuni anni denominata Elettr@ declina questo spazio a giovani musiciste e a opere nate da sensibilità femminile.
ADA COLLETTIVO INFORMALE PER LA SCENA presenta FORSE UNA CITTÀ | MIRAGE BE - con Anna Basti, Chiara Caimmi, Mariella Celia, Pasquale Passaretti, Eduardo Ricciardelli, Elisabetta Ventura Live visual Loredana Antonelli Music Lady Maru Ideazione PassarettiAntonelli - La città come una departure lounge paranoica, un eternocheck-in, un continuo transito condiviso, seppur solitario. Abitanti come mattoncini, moduli componibili, unità bidimensionali di realtà parcellizzata, votati ad un funzionalismo estremo. Una città in bilico tra l’attesa della partenza e l’aspettativa dell’arrivo.

FORSE UNA CITTÀ | MIRAGE TK La metropoli dei mostri e dei supereroi. Un macro-organismo socio-culturale che assume le sembianze di Godzilla e dei vari supereroi. Ogni super eroe protegge la città dal mostro di turno e, per difenderla la distrugge senza il minimo rimorso o senso di colpa. Cos’è giusto preservare e cos’è giusto abbattere? Cosa dimenticare? Godzilla o supereroe? FORSE UNA CITTÀ | MIRAGE RM Sonorità elettroniche, passi di tap dance, live visual raccontano una passeggiata notturna tra le strade di una metropoli ingombra di scarti. Una città in cui abitanti ed oggetti condividono le stesse probabilità di diniego d’uso, le stesse modalità di ricollocazione.

NOVI SAD + RYOCHI KUROSAWA in SIRENS | ROME Progetto di Ryochi Kurosawa & NOVI_sad. Ryoichi Kurokawa e Novi_sad collaborano per creare Sirens, un impressionante corpus di opere comprendente cinque pezzi audiovisivi che esplorano l'estetica dei dati. Sirens è una raccolta digitale di formazioni visive e composizioni sonore, la cui intensità fluttua in relazione all'andamento della recessione economica. Legata al destino dei mercati globali, più l'economia fallisce, più sviluppati e complessi diventano i suoni accoppiati e le sequenze visive. Qualsiasi crollo finanziario porta all'emergere di una maggiore energia creativa. Il titolo dell'opera si ispira alle creature mitologiche greche che seducono i marinai a terra in pericolo, come metafora del fervore del mercato che porta al collasso economico.

PROGETTO SPECIALE In collaborazione con ATCL BOOMERANG/TRAIETTORIE di Simona Lobefaro e Lorenzo Giansante è la “piattaforma” che nasce come seconda fase del progetto Boomerang, con lo scopo di fornire un processo originale di studio e di ricerca per chi oggi si interroga su corporeità e spazialità: danzatori, performer, attori e ricercatori anche in ambiti diversi dalla danza interessati ad utilizzare la composizione in tempo reale. L’intento è di generare uno scambio che renda viva la “materia-danza” e ne evidenzi la componente collaborativa.

TEATRI DI VETRO, Festival delle arti sceniche contemporanee - direzione artistica Roberta Nicolai - giunge alla 16esima edizione grazie al sostegno di MIC, della Regione Lazio e in collaborazione con Teatro di Roma, Teatro del Lido, Fondazione Carivit, ATCL Lazio, Comune di Tuscania.

OSCILLAZIONI è organizzata e ideata dall'Associazione Il triangolo scaleno, soggetto vincitore dell'avviso pubblico Contemporaneamente Roma 2022. Il progetto è promosso da Roma Capitale-Assessorato alla Cultura, è vincitore dell'Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020 – 2021 –2022 curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE La sezione Trasmissioni e il progetto speciale Boomerang non fanno parte del programma di Contemporaneamente Roma. Fanny&Alexander, Chiara Frigo, Biancofango, Alessandra Cristiani, Opera Bianco, Teatrino Giullare, Carlo Massari, Giuseppe Vincent Giampino, Riccardo Guratti, Greta Francolini, Paola Bianchi, Compagnia Teatro Akropolis, Giuseppe Muscarello, Daria Greco/Jacopo Ruben Dell’Abate, Michael Incarbone/Erica Bravini, Novi_sad, Carmentalia/La Confraternita del Chianti/NdN, Lobefaro/Giansante, ADA Collettivo informale per la scena In partenariato con: PinDoc, TenDance Festival, Teatro Akropolis, Testimonianze ricerca azioni Festival, Danae, Altofest, Rete Italiana Europe Beyond Access 2021-2023, AnticorpiXL, ATCL, Accademia Nazionale di Danza, ORBITA Spellbound Centro di Produzione Nazionale della Danza, Vera Stasi, Periferie Artistiche, TWAIN, La Lupa, Tuscania Arte, Carrozzerie n.o.t, NdN Network drammaturgia Nuova: IDRA., AMAT, CapoTrave/Kilowatt Festival, Campo Teatrale, Centro Teatrale MaMiMò, DRACMA, 20 Chiavi Teatro, R.A.M.I. Residenza Artistica Multidisciplinare ILINXARIUM, Quartieri dell’Arte Festival, Teatro Libero Palermo, Teatro Stabile Verona, Teatro della Tosse, TRAC, Chiasma, TIR Danza, Nexus, Atacama, C&C Company, Zebra Cultural Zoo, Lunarte, Fattore K, e production, Teatrino Giullare, Giufà Libreria Caffè. In media partnership con: Yogurt Magazine, Teatro e Critica, Artribune, Radio Frammenti, Krapp’s Last Post.

INFO Instagram @teatridivetro Facebook @teatridivetro YouTube @teatridivetrotriangoloscalenoteatro Sito: www.teatridivetro.it PRENOTAZIONI I biglietti per gli spettacoli sono prenotabili ai seguenti recapiti: promozione@triangoloscalenoteatro.it mb: 339.2824889 I biglietti vanno ritirati presso il botteghino del teatro. 10 euro intero, 5 euro ridotto, 3 euro operatori; riduzione del 50% sul biglietto intero dedicata al pubblico con età inferiore ai 26 o superiore ai 65 anni e ai residenti del X Municipio per la programmazione al Teatro del Lido e dell’XI Municipio per la programmazione al Teatro India.

Gli incontri previsti dal programma sono a ingresso gratuito LUOGHI TEATRO INDIA Lungotevere Vittorio Gassman, 1, Roma

TEATRO DEL LIDO Via delle Sirene, 22, Lido di Ostia
Autore: Maria Grazia Stella
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