20/07/2015

Edicole votive, un pezzo di storia nascosto per le vie di Napoli

Inserito in: Storia
Qualcuno vocifera che la creazione delle edicole votive fu accettata dal clero come dimostrazione di devozione popolare e anche dall’autorità costituita poiché questi altarini, essendo illuminati, davano un benché minimo chiarore in una Napoli infestata da malintenzionati che operavano nel buio della notte

Napoli - Parliamo delle edicole votive che, chi visita la Napoli storica, non può non vedere. La loro origine sembra che affondi le radici nel culto pagano dei Greci che abitarono Neapoli in tempi remoti. Con l’avvento del cristianesimo e con l’editto di Teodosio I del 397 d.c. l’edificazione di questi altarini ebbe un notevole sviluppo, vuoi per devozione a questo o a quell’altro santo vuoi come ex voto per una difficoltà superata dopo l’invocazione all’entità superiore. Naturalmente la rappresentazione  delle divinità pagane fu sostituita dalla rappresentazione delle figure sacre del cristianesimo.  Qualcuno vocifera che la creazione delle edicole votive fu accettata dal clero come dimostrazione di devozione popolare e anche dall’autorità costituita poiché questi altarini, essendo illuminati, davano un benché minimo chiarore in una Napoli infestata da malintenzionati che operavano nel buio della notte. Da un punto di vista artistico-culturale-architettonico queste costruzioni, ora inserita all’interno di una rientranza del muro, ora appoggiate su di esso, ora viste come una vera e propria edificazione autonoma dal complesso edilizio esistente non furono mai veramente studiate o comunque apprezzate fino agli inizi degli anni ’90. Fu in quel periodo che queste edicole furono apprezzate; talune sono frutto di firme illustri dell’architettura, tal’altre sono una vera e propria creazione della fantasia popolare. Esse sono state costruite, in modo massiccio, fino agli anni ’20,’30, poi  quest’arte viene un po’ abbandonata. Talune sono bellissime e significative, tal’altre sono – troppo spesso – imprigionate in gabbie di alluminio che non rendono giustizia alla rappresentazione sacra. Anche a Roma e Genova esiste questo fenomeno delle edicole votive ma gli studi fatti mettono in luce che quelle napoletano sono quelle artisticamente più significative dove si può incontrare il misticismo religioso di chi ha voluto l’altarino con credenze magico-pagane radicane nella cultura partenopea. Le edicole romane sono quasi sempre legate ad apparizioni vere o presunte, di una entità soprannaturale. Altra peculiarità delle edicole napoletana è quella che esse sono strettamente collegate ad ex voto per grazia ricevuta. Questo pezzo di storia artistico-artichettonica e di realtà sociale è in uno stato di totale degrado e di abbandono; alcuni soggetti a titolo personale,alcune confraternite o associazioni di volontari tengono il vita questi “pezzetti” di storia popolare ma il loro lavoro è paragonabile ad una goccia nei confronti del mare. La maggior parte di esse necessiterebbe di un intervento radicale di salvaguardia, di valorizzazione e di restauro per mettere in luce un’ulteriore aspetto della grande cultura che dietro di loro c’è.

 
Autore: redazione
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